Missi Taglia

Come l'ottanta per cento dei miei coetanei, ritornato dalle ferie ho espresso un sano desiderio di esercizio fisico. Sono andato alla palestra del quartiere. Un postaccio. Un ex cantina, ex deposito di qualcosa, riverniciata con colori urtanti. Come per tanta della nostra classe dirigente, anche a loro andrebbe ricordato che non basta una lampante pennellata di un colore nuovo. Ho subito un affronto intellettuale quando mi è stato detto che sei mesi costano come un anno. Ho subito il peso dell'ignoranza quando mi sono stati elencati dieci corsi dai nomi stupendamente english, abdominaling, streching, leveraging. Uao, ho risposto, per fare felice la ragazza. Avrei dovuto rispondere altro, lo so. Tipo, ma come cazzo fai a credere che la tua camicia verde stia bene con la canottiera rossa della palestra, brutta idiota cromatica. Ma sono un buono, e a settembre sono buono e fatto. Adesso mi chiamano tutti i giorni, dalla palestra. Mi scrivono anche esseemmeesse con prezzi e quantità. Spacciatori di wellness. Io, dalla mia, l'idea della palestra l'ho abbandonata subito. Preferisco la piscina e la bicicletta. E poi sono sposato, non ho nessun bisogno di fingere di sollevare pesi mentre parlo a una casalinga che apre e chiude le gambe a ritmo latino, fingendo di non vedere il grasso superfluo che fuoriesce dalla tutina Dimensione Danza e le pesanti occhiaie che la fanno assomigliare a un panda. A Settembre faccio sempre qualche cazzata. Ho la sindrome da rientro. Al contrario. All'università, verso un certo punto del mio glorioso percorso di assenze e rimandi, ho scoperto l'erba. Il potere benefico dell'erba è in quella stupenda sensazione di perenne caduta in un precipizio immaginario. Cadi, senza muovere un dito, ridendo di tutto quello che ti sta intorno. Di risate non è mai morto nessuno, pensavo. Nemmeno di cadute immaginarie, mi dicevo. Poi mi sono trovato spalmato contro un cartellone pubblicitario di Armani, in pieno centro, alle quattro di mattina, senza sapere bene perchè. Venivo da un duro incontro di ripasso per Diritto Pubblico. Avremmo potuto fumarci la Giamaica, ad aver avuto i soldi per farlo. Diritto Pubblico l'ho passato, e poi ho smesso. Con l'erba e con il Diritto Pubblico. E anche con i cartelloni di Armani. Forse ha smesso lui di metterli tra la mia Vespa e il mio box. Non so. In ogni caso, non ci siamo più amati come prima. L'erba è come l'università. A un certo punto cresci, e smetti. Ti rendi conto che entrambe le cose non sono indispensabili. Anzi, decisamente inutili. Perdi privilegi e guadagni doveri. Così, settembre è una specie di lunga fattanza da erba. Ridi della vita, reagisci in ritardo agli stimoli, guardi il mondo caderti addosso, e aspetti ottobre, mese decisamente migliore per sopravvivere. Ad essere persone ragionevoli, bisognerebbe avere la saggezza di un vecchio cinese, ed aspettare il nemico settembre, mentre sfinito dalle prime nebbie, dalle pioggie e dal traffico, scorre morto nel letto del fiume della vita. Guardo passivamente tutto, compreso l'ex principe che elegge miss Italia. Mi interesso a tutto allo stesso modo, reagendo solamente agli stimoli che compromettono la mia sopravvivenza. Nel traffico ne approfitto per brevi e salutari pisolini. A casa leggo, ma non troppo, e scrivo. Ho scritto un racconto in tre ore esatte. Non so bene se sia un dato positivo o negativo. Ma ho in progetto di scriverne altri undici e poi pubblicarli tutti e vincere qualche premio letterario. Sono un po' la risposta italiana al continuo e spumeggiante emergere di talenti oltreoceano. Ma il mondo ha bisogno di una risposta italiana? Sono domande da porsi, mi son detto mentre sfogliavo un giornale sul cesso. Hanno chiuso un panificio in zona, per aprire un centro massaggi cinese. Ma, sull'onda di Mentana, devo dare la notizia completa: hanno chiuso un videonoleggio hard per aprire un centro massaggi cinese. E nessuno ha sentito il bisogno di soffrirne. Non sono mai entrato in un videonoleggio hard, ma suppongo che la tipologia di clientela potenziale sia se non la stessa almeno simile a quella del centro massaggi cinese. E' un po' come chiudere un negozio che vende vernici e aprirne uno che vende pareti già pitturate. Poi hanno aperto un altro centro massaggi cinese in mezzo al vialone che porta nel nulla. Adesso ne hanno aperto un terzo, al posto di un panettiere. Dal pane al pene, si direbbe. Osservo, dal mio lato del fiume, la dignità di una città morire dentro anonimi centri massaggi. E rimpiango le vecchie baldracche sui viali. Come faccio io a sapere tutte queste cose? L'altra importante attività che sto facendo in questo settembre è di monitorare il traffico ciclistico in zona. Spero segretamente di ritrovare la mia vecchia bicicletta. Non è detto che sia stato uno zingaro a rubarmela. Basta con i luoghi comuni e con lo strisciante razzismo da quartierino. Ma io non ho mai visto così tanti zingari in bicicletta nella mia vita. Mimetizzato insieme al muro silenzioso di vecchietti che osservano i cantieri, tengo traccia dei movimenti di tutti quelli che girano su due ruote. Ogni giorno perdo un pezzo di speranza, si consuma la candela del miracolo, ma sono informatissimo sui lavori del teleriscaldamento e delle nuove banchine del tram. Pregi e vantaggi di un settembre memorabile.

Cordiali saluti e suggerimento velato: è facile scrivere inizi memorabili, quello che è difficile è finire delle storie memorabili.

Quanta saggezza.

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