Colonna Portante

Sono tornato in ufficio e ho trovato rumore di tastiere, un pigiare impazzito e velocissimo. Poi ho trovato le nuvole e un tempo strano, allora ho deciso. Ho preso un treno, prima classe, per il mare. Sembrava un documentario sull'India, treno scafascione, gente svaccata, prezzo in euro. Arrivato al mare mi sono accorto di stare bene. Al mare, intendo. Poi è un mare che è quasi casa. Conosci tutto, dalla struggente maleducazione dei locali alla struggente maleducazione dei milanesi in vacanza. Sul treno, per il mare, leggevo i giornali mentre l'aria condizionata sparata con furore agiva lentamente sulle mie tonsille. Ah, avere ancora le tonsille…

Un mese fa, quasi, facevo il bagno nell'oceano. Atlantico. Poi nel Mediterraneo francese, poi nel Mare Nostrum. Che posti, che pasti, che pesto!

Ho conosciuto un po' di gente nuova, ho parlato di tante cose, ho ascoltato un paio di storie mica male. Ho letto, avidamente, un gran bel tomo ("Racconti di Vento e di Mare, G. Bertone, Einaudi, costa come il cd dei Black Eyed Peas ma non ci sono le foto di Fergie). La forma perfetta è il racconto, lungo al punto giusto da lasciare il segno, breve al punto giusto da lasciare in sospeso alcune cose. Dentro c'è di tutto, ma un paio di chicce vanno segnalate. Carver, che ha inventato il racconto. Melville, che si studia solo a scuola come Conrad. E poi Pavese, il suo racconto è il migliore. Garcia Marquez, che pillola, che spettacolo.

Poi ho portato in giro il mio cappello a vedere cose, annusare città e respirare dialetti. Beh,adesso sono qui, a cercare di far quadrare Milano, mentre sono già pronto a ripartire. Le belle storie ascoltate stanno diventando qualcosa di buono, e le solite belle idee estive stanno passando sotto il fuoco incrociato dell'inospitale ritorno.

Mi hanno rubato la bicicletta, cazzo proprio adesso che mi stavo appassionando ai miei giri nella periferia verde.  Ho voglia di comprarmene una nuova, ma meno bella. Qualcosa che mi costi di meno perdere. E' la terza bici che mi rubano a Milano. L'ultima volta mi sono comprato una Vespa Gialla.

Ho assistito alla morte del primogenito della mia sempervivum, Bruno. Bruno è arrivato sul mio balcone quatto anni fa. Ha figliato in quasi tre vasi differenti e ha sopportato due inverni tragici. Io adoro le piante grasse, o succulente, e i pesci rossi. Adesso rimangono i figli di Bruno, in quattro vasi diversi. La sempervivum atlanticum, che non è una formula di Harry Potter, è forse la meno bella di tutte, ma è la più sincera. Al freddo si stringe, con il sole si allarga, beve quanto basta e lascia che tutto le passi sopra. Mi piace sentire la terra umida sotto di loro, e sentire le dure foglie che si lanciano verso il sole.

Tornato sono tornato, ma tra piante grasse e tastiere impazzite, ci sto mettendo parecchio a mentirmi e dirmi che qui è tutto perfetto.

Surf it fritz.

Un pensiero su “Colonna Portante

  1. Se vuoi ti vendo una bici a 30 euro.  o magari ti posso comprare la vespa gialla, se ce l'hai ancora…mentirsi è facile.. ma purtroppo è ancor più semplice dirsi la verità, e capire che l'uomo è un essere che può trovare la felicità solo al / in mare, e forse, solo per i cazzi suoi..welcome back franz,sur if

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