Succede che

Succede che, a dire il vero succede saltuariamente, qualche individuo che passa su questo blog per qualche ragione estranea alla logica, lasci appaganti commenti. Succede che, il più delle volte, il piccolo gruppo di fedeli lettori, si limiti a fare il lurker, ovvero ad ammirare la vita degli altri senza commentare. Succede che, succede ancor più saltuariamente, qualche individuo mi scriva una mail. Tutte queste cose succedono indipendentemente dalla mia volontà. Io di lavoro leggo, rispondo, forwardo, salvo, mail. Tonnellate di messaggi, quintali di parole. E succede che io scriva per il bisogno di farlo, non tanto per lo, striminzito, campione umano di lurker che qui passeggiano. Però questa mail mi ha aperto il cuore. Mi ha fatto sentire finalmente orgoglioso di questo posto, che con onore dal 2005 porta avanti una filosofia ben precisa (?). Un messaggio che mi ha dato davvero qualcosa di più, una comprensione dell’universo e delle sue forme di vita. Andiamo con ordine: il messaggio, ricevuto venti minuti fa sulla mia casella misteriosa e privata, si riferisce all’ultimo post (ora il penultimo) qui comparso. La comprensione del senso portante dell’ultimo post potrebbe risultare facile anche a un piccolo batterio monocellulare.

La mail, laconica, concisa, stupenda, proviene da una di quelle caselle mail con il nomignolo, l’anno (di nascita, si suppone, o di scomparsa dell’ultimo neurone), chiocciolina eccetera.

Nonostante lo spazio limitato, mi permetto di citarla tutta, nella sua stoica interezza:

"Ciao, ti trovi bene con il boxer? BMW giusto?"

Caro Appassionato Lettore,

tu non sai quanto piacere mi abbia fatto ricevere la tua mail. Per rispondere a tutte le tue domande, così personali, così intime e così toccanti, mi occorre tempo. Ma la mia vita, fatta di minibar senza birra, cuscini scomodi e menù mattina, mi permette di risponderti proprio ora. Pensa che culo! Il motore boxer, come tante altre cose della mia vita, è stato una incosciente scelta folle (fatta in base al fatto che la moto fosse nera e lucida). Sai perchè si chiama boxer? Per il movimento simmetrico dei due bestioni che mandano avanti la baracca, che ricorda i guantoni in movimento di un pugile. Gli unici, e qui rispondo alla tua seconda domanda, a provare a fare una moto così sono stati i tedeschi. Il rumore, il movimento, il peso, la portanza (o tonnellaggio trattandosi di vere e proprie accaierie ambulanti), rendono l’esperienza di guidare un boxer davvero unica. Il mondo si divide in estimatori e detrattori, come per tutte le cose. Anche tu a me sembri un idiota, ma a te potresti sembrare intelligente. La spinta ai bassi regimi, il consumo moderato di benzina, l’assurdo consumo di olio, le vibrazioni tipiche di un autocarro della seconda guerra mondiale, sono prerogative che si amano o si odiano. Seduto sopra un boxer guardi il mondo dagli occhi del boxer. Potessi tornare indietro lo rifarei ancora. Perchè è dagli errori più belli che nascono questi amori incredibili. Il boxer assomiglia a un amore. La passione, travolgente, va via come il colore dopo una lavatrice impegnata (e fatta senza usare il Salvacolor). L’amore richiede sofferenza, costanza, fede e una grande voglia di rimanerci di merda di tanto in tanto.

Evasa la pratica della mail più idiota dell’anno, passo a cose ben più serie ed adatte a questo posto: il libro si chiama Ballando Nudi nel Campo della Mente. Quello che stupisce non è tanto il bel libro (in classifica, anzi nella top ten di questo 2010), ma quanto è scritto bene. Roba che non ti aspetteresti certo da un Nobel per la Chimica, campione di LSD, surfista e svalvolato genio contemporaneo. Ne caldeggio la lettura. Pare essere, mi diceva la commessa del Feltrinelli di una amena località marina, un libro molto cool per la sinistra impegnata da Feltrinelli e poi teatro sperimentale e poi Arci a ballare musiche contemporanee. Questo potrebbe essere l’unico difetto del libro. Ma si sa, l’imperfezione piace molto di più.

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