Io Sono

Io sono sempre connesso. Scrivo su tre indirizzi mail, ricevo una media di 300 messaggi di posta al giorno. Più della metà sono comunicazioni di cui devo essere a conoscenza. La metà del resto è composta da pubblicità, newsletter, aggiornamenti. Ho accesso alla mia posta dal pc, dal telefonino, da remoto. Posso connettermi ovunque. In qualsiasi momento. Parlo con tre continenti, lavoro con quattro fusi orari differenti. Quando dormo, mi rispondono. Quando dormono, io rispondo. Ogni dieci o quindici giorni, un amico, generalmente preoccupato dalla mia sparizione, mi scrive un messaggio per sapere come sto. C’è un’altissima probabilità che quel messaggio finisca nello spam. Io non controllo mai la cartella spam. Ho già troppo spam nella cartella normale. Ho due cellulare. Generalmente passo dalle tre alle cinque ore al giorno al telefono. Uso un auricolare a filo, vecchio stile, per evitare che l’orecchio destro abbia una temperatura media molto più alta del resto del corpo. I miei telefoni sono sempre accessi. Li spengo solo in aereo, so di essere uno dei pochi, ma amo le tradizioni. La mia scrivania è un luogo fisico su cui si accumula il passato. E’ come un vecchio tronco. Scavando nei cerchi di riviste e fogli si può risalire alla data di quello strato di carta. Questo perchè la mia vera scrivania è nella tasca davanti della mia borsa di pelle. E’ una penna usb. In verità sono quattro penne usb. Perchè conviene sempre fare backup. In una di queste penne usb tengo le foto che faccio in giro. Continuo a fare foto ovunque. Gli sms finiscono nella stessa cartella della posta elettronica. Così è raro che io sia in grado di leggere un sms prima di una settimana. Sono su facebook, ero su myspace, sono su linkedin, anobii, issuu, twitter e friendfeed. Uso solo facebook, per scrivere cazzate durante le attese o nei momenti morti di una conference call e anobii per tenere traccia della mia libreria. Ho un blog, sul quale scrivo quando ho voglia.

Io sono rabbia. Sono rabbia ormai da mesi. Incontrollabile, continua, esplosiva rabbia. Ho le mie ragioni, come tutti gli uomini. Ho voglia di parlare della mia rabbia. Non con tutti. In nessun luogo digitale. E’ una rabbia sorda, che non mi permette di ascoltare ragioni. E’ una rabbia sterile, che non mi permette di scrivere.

Io sono sempre io. Per tutti quelli che si accontentano di un aggiornamento digitale o di una mail, niente cambia. Cambio spesso posto fisico, cambio continuamente residenza, in un mese non dormo più di tre notti nello stesso posto. Come se fossi in fuga da qualcosa. Dall’esterno, deve essere terribilmente emozionante. Dall’interno, sai che la rabbia si sposta con te.

Io sono un visivo. Il mio olfatto ha solo memoria, nel presente non sento odori. Li ricordo solamente. Il mio tatto è sovraeccitato continuamente da nuovi posti. Il mio udito lavora dodici ore al giorno. Poi cade in un blackout emotivo e cancella tutto. Tutti i giorni. La mia vista è il presente, perchè vedo tutto, osservo tutto, cerco sempre di guardare tutto. La mia vista è la principale memoria, quello che ho visto non dimentico. Inutile provarci. Ricordo perfettamente tutto quello che mi ha fatto soffrire, tutto quello che mi ha lasciato senza fiato, ricordo immagini perfette di tutto. Per questo, oggi, non riesco a domare la mia rabbia. Quello che ho visto farebbe impazzire chiunque. Quello che ho visto, non avrei mai voluto vederlo, leggerlo, soffermarmi a guardarlo. Il mio cuore è nei miei occhi. Posso guardare un quadro ed essere felice, posso vedere un tramonto ed emozionarmi, posso leggere una poesia e rimanere paralizzato. I miei occhi hanno visto quello che il mio udito non sentiva, quello che il mio tatto non trovava, quello che il buonsenso mi stava dicendo da tempo. E tutto si è fermato.

Non riesco a scriverne, perchè scrivo emozioni già finite. Scrivo di ricordi, scrivo nel passato prossimo, non nel presente. E questa rabbia è il mio presente. Più passa il tempo più assomiglio alla mia rabbia. So che finirà, tutto ha diritto al perdono. Allora saranno ricordi, memoria, di cui scrivere. Non ora.

Parlarne mi serve come berci sopra. Per tutte e due le cose serve la presenza fisica, non certo il contatto digitale. Nessuno salverà il mondo con un sms. Il mondo è stato messo in guerra con un brindisi. Il mondo ha trovato la pace con un brindisi. Due bicchieri che sbattono uno contro l’altro, fisicamente presenti. Insieme.

Per fare la guerra basta una persona, contro il mondo. Per fare la pace servono sempre due intenzioni.

Io sono, manca l’intenzione.

4 pensieri su “Io Sono

  1. e in effetti questa rabbia ti ha permesso di scrivere uno dei pezzi più belli che io abbia letto su splinder.

    Che tu sappia scrivere bene si capisce, che tu sappia vivere bene non si direbbe. Uomini che vivono di rabbia, mah…

    In ogni caso si vede che stai soffrendo, spero tu possa uscirne, peccato per chi ti legge spesso, come me, perchè si tornerà alla finta scrittura, buona, per dio, ma mai come questo post.

  2. Ti leggo quasi sempre (Mugelli è il quasi). Spero che qualsiasi situazione tu stia vivendo ti porti buone cose – spesso è così.
    Ti ho cercato su fb come "Francesco", ho trovato circa 500 risultati, mi sono fermata alla pagina due o tre.

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