Sweet Home Shanghai

A letto mi riduco a guardare l’orologio. Sono tre giorni che dormo tre ore a notte. Dalle tre alle sei. Le ore migliori. Il sole tramonta prestissimo e sale in cielo molto prima che un essere umano ritenga ragionevole alzarsi. Più ti avvicini all’Equatore più è così. Ho gli occhi perennemente arrossati per l’aria, questo smog sottile che rende il cielo grigio e la gente triste. Giro di notte per i mercati abusivi, contrattando su improbabili copie di iPhone e orologi di plastica, solo per il gusto di contrattare. Evito i taxi, dopo le brutte esperienze.

Quasi ogni ragazza ci ferma, soprattutto nel quartiere delle fabbriche dove i pochi europei sono davvero pochi, e molto depressi. Ci fermano, ci fanno una foto e scappano ridendo. Cazzo di gente.

Non c’è cosa che mi fa più incazzare di vedere gli europei che fingono di amare questo posto solo perchè le loro fottute carte di credito sono riempite mensilmente da simpatici manager cinesi. Si inchinano, imparano qualche parola di cinese, bevono birra cinese, sorridono e fanno milioni di foto del cazzo. A parte la birra cinese, tsintao, ch è pur sempre birra e per tanto va rispettata, il resto è uno spettacolo tragicomico.

Cerco di imparare a mangiare con le bacchette, anche se appena trovo qualcosa di bevibile abbandono il piatto e le bacchette e mi metto a succhiare avidamente dalla ciotola. Così, in due giorni ho bevuto almeno sette zuppe.

Barcollo in perenne stato di evidente confusione mentale, alla ricerca disperata di caffeina. Ho finito le scorte di medicinali, mi resta solo un po’ di ibuprofene, ma non mi aiuta a restare sveglio. Così provo le vitamine locali.

Arrivo in albergo distrutto, guardo la valigia come un tossico strafatto, seduto sul letto in mutande.

Poi mi lascio cadere e mi prende uno strano torpore. La mia valigia ha fatto il giro del mondo. Mi guarda da terra, con le evidenti cicatrici del tempo e mi ricorda che non smetterò mai di viaggiare.

 

Un pensiero su “Sweet Home Shanghai

  1. In  centro trovi le catene tipo Starbucks per il caffè, ma puoi sempre prendere il loro tè nero, che è più forte del caffè. Per inquinamento e taxi c’è poco da fare (a proposito, hanno ancora i vetri oscurati?).

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