Il dolore di Luigi

Durante una delle ultime eclissi solari, mentre una moltitudine di esseri umani con ridicoli occhiali di plastica regalati da tutte le riviste che potrebbero regalare occhiali di plastica ai propri lettori, stava con il naso all’insù, come ipnotizzata dalla sparizione del sole, io ero a qualche decina di metri dalla costa, molto impegnato a fare l’amore. Questo va premesso quando si dice che i miei mal di testa sono come le eclissi solari, si contano sulle dita delle mani. Roba da segnare sul calendario per ricordarla. Però, durante le eclissi solari, come ampiamente dimostrato dalla mia vita, si possono fare molte cose che vengono decisamente difficili quando si ha mal di testa. In verità, con il mal di testa, è difficile vivere. Quei piccoli, insignificanti, gesti come portare la mano sinistra sulla bocca per toccarsi la punta dei baffi, o anche grattare il tallone contro il bordo inferiore del divano, per provare il piccolo brivido del calzino che sale e scende. Niente è facile con il mal di testa. Ma non siamo qui per il mio mal di testa. Per chiudere il tutto, mi limito a dare una cura davvero efficace per tutti coloro che, affondati dall’improvviso dolore, desiderano porre rimedio in maniera corretta e in pieno rispetto del proprio corpo. Si tratta di assumere dell’ibuprofene, facilmente reperibile nel Moment, insieme a della caffeina, facilmente reperibile nel caffè, il tutto con della nicotina, facilmente reperibile nelle sigarette, accompagnando con un album particolarmente impegnativo come Live in Liverpool dei The Gossip, ad alto volume, facilmente reperibile su eMule, o anche in un negozio di dischi, ammesso che ne esistano ancora. Volendo si potrebbe ricorrere anche a forme più primitive di cura, come il taglio dell’organo dolorante. Non è tuttavia documentato l’esito su soggetti curati con il suddetto sistema.

Volevo accennare l’interessante biografia di Luigi Luigi, lo sfortunato inventore nato nei primi anni del settecento da Carlo Luigi e Antonella Baiano. La storia di Luigi Luigi è una delle più interessanti sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista biografico. Non passano certo inosservate le sue invenzioni, talmente numerose da dover essere numerate, come il tavolino Luigi XVI, in noce moscata e pecorino, o anche la poltrona automassaggiante a meccaniche rotanti, detta poltrona Luigi XV. Le meccaniche della poltrona, un delicato sistema di carrucole collegate con fili di nappa rubati alle finestre del palazzo di Cavenago Cambiago, eletto a residenza da Luigi Luigi, sono state riutilizzate per collegare il cervello di Enrico Papi alla bocca. Quando Alberto Angela renderà pubblico il suo progetto di invasione silenziosa dell’universo tramite macchine dalle sembianze di stupidi esseri umani, tutti potranno sapere che Enrico Papi, l’Onorevole Bondi, Francesco Facchinetti e molti altri, non solo altro che creature scaturite dalla sadica mente di Angela, chiamato dai suoi seguaci Dottor Quark. Dottor Quark, per il suo piano di dominio dell’universo, ha attinto molto dagli insegnamenti di Luigi Luigi. I due condividono un dramma esistenziale molto doloroso: portano cognomi che sono nomi. Sia Luigi che Angela lo sanno bene, e sono consapevoli delle innumerevoli sofferenze che questo porta anche nella progenie. Solo che Angela non ha avuto il coraggio di Luigi Luigi, il quale alla nascita del suo primo genito, in un cupo mattino di novembre del 1732, fece la geniale scelta di dare come nome un cognome, liberando il piccolo dalla terribile maledizione. Così il piccolo Cazzuolati Luigi non ebbe mai nessun problema, se non quello di sembrare scemo quando firmava nella casella nome scrivendo Cazzuolati e nella casella cognome scrivendo Luigi. Molte delle invenzioni del Luigi furono riutilizzate in ambito bellico. Durante alcune sanguinose battaglie di fine secolo furono utilizzate in massa le trincee portatili e le navi gonfiabili da lui inventate. Accortosi della drammaticità delle sue invenzioni, Luigi Luigi volle che tutti i proventi ricavati dalla vendita dei brevetti fossero riutilizzati per istituire un premio, consegnato su base meritocratica, a chi si fosse distinto per la ricerca e la promozione della pace. Il premio Luigi ebbe la sua prima edizione a Cavenago Cambiago nel 1842, un anno dopo la morte del vecchio Luigi Luigi. Nel tempo, offuscato dal Premio Nobel, cadde in disuso, e in molti sospettano che i capitali trafugati dal nipote, Geronzoni Luigi, figlio di Cazzuolati Luigi, siano stati utilizzati per foraggiare la rivolta di Cavenago Cambiago contro Trezzo Sull’Adda. Una disastrosa guerra per il dominio della Minitalia, già allora il parco divertimenti più inutile d’Europa, e quindi molto conteso dai due comuni. Solo un secolo più tardi gli attriti tra i due comuni vennero risolti con la costruzione della quarta corsia sulla A4 e con la morte dell’ultimo promotore del conflitto, Ferlani Luigi, erede di Luigi Luigi. Una storia che ha offuscato la memoria del grande inventore, morto per un caso di malasanità, essendo stato impossibile al dottor Aristide Bagnoni, il geriatra che lo ebbe in cura negli ultimi anni della sua vita nella clinica svizzera di Cavenago Cambiago, poi distrutta per costruire la Esso Brianza Est con Autogrill, reperire la cartella clinica del suo famoso paziente. Le cartelle cliniche, raccolte per cognome dall’infermiera Luisa Danti, furono ispezionate numerose volte, ma nessuno fu in grado di trovare quella del Luigi, inserita erroneamente in quelle non compilate correttamente. Il povero inventore morì, drasticamente stroncato da un mal di testa, sabato 26 settembre, tra le braccia di sua moglie, Antonella Angela, capostipite degli Angela.

Vado ad aggiungere alla ricetta dell’alcool, essendo l’effetto dell’ibuprofene ormai andato. Preferisco le eclissi. Decisamente. Sarà per i loro capelli biondi, l’accento romano e il costume a fantasia, ma le eclissi mi hanno dato molto più dei mal di testa.

Dedicated to Clod Ka Tarynell, inventore moderno.

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