San Diego Missing Train

e questo e’ il terzo tentativo. Mi siedo, inizio a scrivere, e il tempo scade, il computer si disconnette e io rimango seduto davanti allo schermo aspettando il miracolo di una riattivazione. Abbiamo fatto le valigie, lasciando la piccola camera a Little Italy con un po’ di malinconia. Lasciare San Diego e’ davvero difficile, non tornarci sembra impossibile. Ce ne faremo una ragione. E’ da una settimana che non metto le scarpe, lotto con l’oceano per avere ragione di una tavola e del suo contorto rapporto con le onde. San Diego va bene per tutti, si modella sulle esigenze di chiunque, va daccordo con qualsiasi tipo di vacanza. Si parlano tutte le lingue, si bevono tutte le birre, si sorride molto, si dedica molto tempo allo struscio, si osserva la gente, si imparano i loro orari.  Ci si districa tra le basi militari, i campi di addestramento e le zone vietate. Si impara a riconoscere un paese in guerra dalle lacrime delle mogli all’aereoporto, dal silenzio ordinato delle ville di Imperial Beach. Si impara la noia dello shopping, si mangia anche italiano, si aspetta il tramonto al mare, vicino al Crystal Pier, si fa la coda per un espresso.  Si socializza, parlando palermitano oppure suonando la chitarra con un barbone pieno di wiskhy.

Sembra di lasciare una citta’ pronta ad aspettarti di nuovo, senza che niente cambi. E’ possibile solo in un paese senza storia, senza un passato di chiese, guerre e comuni, ma con un recente passato trasformato in mito e conservato per le nuove leve, pronte a morire per difenderlo. Dopo un po’ stanca, e vuoi tornare nella tua terra che di buono ha solo il suo glorioso, infinito, passato. Ma basta accontentarsi e vivere molto bene oggi, come fanno tutti.

Il GRAN FINALE:

Da quando mi sono sposato la mia banana e’ cambiata molto. La mia banana e’ molto vissuta, come tutte le banane di chi viaggia tanto. Colpa delle donne, che prendono la tua banana e ne fanno un loro accessorio. La banana e’ la cosa piu’ preziosa per un uomo. E’ meglio perdere un piede che perdere la banana, dicono i saggi. Mi aspetto di avere una banana lunga, ma solo la dottoressa potra’ confermarmelo, parlando della mia banana e facendomi domande sulla mia banana. Faccio tutto per rendere la mia banana perfetta, e cerco di avere una banana sana e attiva. Ti spaventa parlarmi della tua banana? Allora ti parlo io della mia banana. La mia banana e’ cambiata molto negli ultimi giorni.

Ho semplicemente provato a sostituire la parola sigaretta con la parola mela. Come ho fatto sopra, con la parola vita e la parola banana.

Il risultato e’ uno scoppiettante ventre, mai sazio di mele. Ah, dovresti solo immaginare quanto e’ buona la prima mela del mattino, quella mangiata appena svegli. E la mela dopo cena? uno spettacolo. La mela nel traffico, la mela mentre aspetto la birra. Una figata. Sono solo un po’ preoccupato per la mia salute, perche’ una cassetta di mele al giorno sembra essere tanto. Passero’ alle mele leggere. Sembra funzionare, fumo solo due sigarette al giorno, mangio mele come un roditore, e comincio a sentire gli odori della citta’.

Per quanto riguarda la banana, e’ tutta una questione di filosofia. Le dimensioni della banana, nella banana, non contano. Basta trovare una donna che voglia una banana serena, perche’ la banana e’ gia’ dura di suo…

mi faccio 30 ore di volo e poi mi rifaro’ sentire dalle coste mediterranee.

Adios

 

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