trentadue modi per sfuggire al dentista

Ho fatto il mio dovere elettronico e per la prima volta nella mia vita ho ordinato dei libri on line. Tu dici poco, ma per me è stato un salto epocale. Uso Facebook per guardare le foto dei mei compagni del liceo e trovare piacere nel constatare di non essere l’unico stempiato con pancetta, ma per il resto non amo nessuno strumento elettronico. Per lo meno nessuno strumento elettronico sarà mai in grado di darmi lo stesso piacere di sfottere un commesso della Feltrinelli oppure di sfogliare un libro leggendo il finale e millantando di averlo letto tutto. Traevo anche sommo piacere nel constatare che alcune librerie fossero decisamente meglio di altre. E in quelle che erano meglio di altre passavo molto tempo e spendevo molti soldi. Poi le librerie meglio di altre hanno chiuso. L’ultima ha fatto spazio a un Temporary Shop che vende canotte firmate e orrendi costumi da bagno. Questo mi ha portato a cercare sollievo in altre librerie, provando anche a scendere di livello nella selezione per accontentarmi. Ma è stato come aver fatto l’amore con la donna più bella del mondo per poi ritrovarsi a scegliere una donna più bruttina scendendo a compromessi con me stesso. Vada per le basette. Vada per i baffi. Vada per le caviglie pelose. Vada per le unghie dei piedi sporche. Così facendo mi sono ridotto a comprare un manuale sulle piante grasse all’Esselunga. Il passaggio elettronico è stato forzato. Che comodità, che varietà di titoli, che semplicità nell’ordine. E poi dicono che praticamente te li stanno già consegnando. Supremo. Peccato che siano due giorni, i più lunghi della mia vita, che attendo sulla porta, in piedi in mutande e calzini, l’arrivo del pacco. Peccato che io sia in partenza, anche se questa è una costante, e che quindi stessi pianificando i prossimi quattro giorni con meticolosa precisione. La distruzione dei sogni di un uomo è un crimine intellettuale. Figura portante di tutta la vicenda è Frencis, il portiere cingalese che da anni finge di lavorare per noi limitandosi a sorridere sulla porta d’ingresso dalle nove alle nove e mezza. Considero lo stipendio di Frencis come un atto caritatevole e detraggo quanto verso per lui e la sua illimitata famiglia dalle tasse che evito di pagare, lasciando quindi che sia lo Stato ad occuparsene indirettamente. Questa è Democrazia. Questa è Integrazione. Avevo pensato di non andare a lavorare, di non mangiare, di non bere, per stare in piedi sull’uscio ad attendere il pacco, ma ho ritenuto più saggio delegare la cosa al mio brunito e minuto amico cingalese. Il palazzo è presidiato da un portiere cingalese, il corriere boliviano arriva con il pacco, si parlano in italiano, non si capiscono, si offendono, ma lasciano il mio pacco a destinazione ritornando alle loro utili mansioni e garantendomi un futuro da lettore. Invece nulla è accaduto, io sono vicino a una sconsolata lettura dei cartelli stradali e tutto sembra davvero inutile.

Per questo mi ero prefissato di scrivere le trentadue semplici regole da seguire per sfuggire al dentista, regole di sicuro successo e che portano grandi risultati, se l’obbiettivo è scappare mantenendo il nero macho tra i denti davanti. Però sono spossato dal caldo e penso che tornerò sullo zerbino ad attendere.

 

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