Cinnamon Lady

La signora sa di cipria. Siede elegante, leggendo un libro francese. Ha chiesto un the. Senza zucchero, senza latte e senza limone. Un the. Tiene gli occhiali nella mano sinistra e il piccolo libro nella mano destra. Da quando mi sono seduto sento l’odore di cipria. Passiamo sopra le alpi, bianche, con il cielo strano, avvolto in una foschia che sembra un vestito incerto appoggiato sopra le montagne.

Speravo di arrivare in città per il tramonto, invece guardo il sole cadere dietro al cantiere di un parcheggio mentre aspetto il treno, in piedi alla fine del binario, appoggiato alla valigia verde, mentre ascolto la musica delle chiacchiere in una lingua che non capisco. E quando arrivo in città è già sera, e trovo solo qualche tifoso che torna dallo stadio e un gruppo di taxisti che parlano contro un muro. Si sente il vento caldo passare tra i muri della piazza della stazione. Apro la finestra della mia stanza per sentire tutta questa città esplodermi nelle orecchie mentre guardo distrattamente la casella della posta.

Eppure un bel tramonto sono riuscito a vederlo, tra le montagne e il mare, in mezzo a una distesa sterminata di aranci e piccole case, mentre correvo con gli occhi fuori dal finestrino a cercare il mare. Poco prima mi sono fermato in un area di sosta cresciuta nel nulla brullo e giallo che sta dietro il mare, prima delle montagne. Mi sono fermato a pisciare, ho ordinato dell’acqua e ho aspettato che la commessa contasse tutti gli spiccioli che le ho dato, come se avessi tutto il tempo del mondo. Aveva due tette enormi, quasi ridicole. La targa con il nome che sembrava architettonicamente sospesa sopra la scollatura. Un nome impronunciabile. Dei capelli neri, troppo intensi per essere belli, troppo ricci per essere diversi. Mi guardava con disprezzo, come con chiunque si sia soffermato, suo malgrado, sull’enorme scollatura che la anticipava di almeno mezzo metro.

Ho mangiato del pesce, con delle olive, bevendo vino bianco e acqua fresca. Ho mangiato in mezzo a una strada di palazzi alti e moderni. Alveari pieni di luci e di tende colorate. Mentre mangiavo è entrata una ragazza, giovane, accompagnata da un signore di mezz’età, panciuto basso e compatto. Sapeva di cipria, lei. E’ che la cipria mi fa venire in mente mia nonna. Un tubo di ricordi in cui si potrebbe scorrere per ore. Allora mi sono salvato ordinando una torta di mele con cannella. Che la cannella è il mio ricordo più dolce. Colesterolo e memoria, e quel sapore che è sempre lo stesso, in tutto il mondo.

2 pensieri su “Cinnamon Lady

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...