Figli di Lucignolo e m.ignota

Nemmeno l’occhiale rettangolare, spigoloso come gli zigomi, riesce a risollevare le sorti di un viso destinato all’anonimato totale. Sotto la lampada, il sottile trucco, dietro la scollatura sbottonata con pendente argentato, c’e’ il vuoto totale. Fabbricata con il timbro, vuoto a rendere. Quando sarai tre metri sotto al prato, in una cassa di legno al posto che in un Prada firmato, forse ti verra’ il dubbio che tutto ha un senso, un fine, uno scopo. Per ora navighi a vista. Tre frasi, dopo un saluto sorpreso. Anni che non ci si vedeva, ne avrei fatti altri senza sentire il bisogno. Pensa come e’ piccolo il mondo. Io sono cambiato, daccordo. Tu sei cambiata. Ti vedo bene, mi vedi bene. Cosa faccio nella vita? Sempre le stesse cose, dando meno importanza agli effetti collaterali, e prendendomi sempre meno sul serio. Tu. Eh, tu ti occupi di comunicazione. Per la moda. Ammicchi verso la grande Classe R che ti aspetta alle mie spalle. Io inizio a pianificare un suicidio spettacolare. Darmi fuoco non e’ il massimo. Infilarmi il bocchettone del gasolio dentro la trachea e aspirare tutto il gasolio che ci sta nell’intestino forse e’ troppo caro. Buttarmi sotto a un camion potrebbe non essere fatale. Allora decido per l’eutanasia, resto ad ascoltarti. Una punizione divina. Ci scappa anche il caffe’. Offro io, ci mancherebbe. Quando siamo stati fidanzati offrivo sempre io, nonostante il tuo doppio cognome. Convivi, che bello. Sei riuscita a rimanere in zona, fantastico. Si, Porta Romana e’ sempre Porta Romana. Ti muovi tanto, a volte riesci a sentire gli amici solo su facebook. Ah, cerchiamoci, mi raccomando. Cosi’ puoi oberarmi di puttanate e dire che siamo tornati amici. Chissa’ come la prendera’ il gruppo storico. Si, sono rimasto male con tutti. Eh, divergenze di visione. Si, sono sposato. No, non e’ la vera di Cavalli. Eh lo so, molti la scambiano per la vera di Cavalli, invece e’ la mia. Ridi, ti faccio troppo ridere. Questo te lo ricordi bene. Ti ricordi le colazioni al Berchet, che risate. E poi la festa di fine anno in Guastalla. Passa il tempo per tutti. Ma mi trovi bene. Come Pietro, dovrei vedere che fisico si e’ fatto. E poi ha un lavoro figo. E Luca, che sta con suo padre a fare il notaio. E si e’ comprato una casa con un terrazzo stupendo su Santa Sofia. Si, io vivo lontano, sono fuori zona. No, non mi conveniva una villetta fuori citta’. No non mi conveniva trasferirmi a Londra. Che cazzo ci vado a fare a Londra? Eh si, noi non laureati abbiamo un destino segnato. Si lo so, avrei dovuto rimanere a dormire nei chiostri. Che poi paga. Ora ti chiamano. Ciao. Ma anche addio.

Ho le prove delle grandi possibilita’ della mente umana. Azzerarsi e vivere al minimo, scambiandolo per il massimo e’ peculiarita’ di un essere molto intelligente. Perche’ un cane non sceglierebbe mai la vita peggiore. Nemmeno un pesce rosso. Come quello che ti avevo regalato alla festa di Viale Monte Nero. Che avevi chiamato Lauren. In memoria di quello che ti era appena morto, Ralph. Io avevo un sacco di tempo da perdere e un incredibile senso del packaging. Ottima confezione. Merda d’autore.

2 pensieri su “Figli di Lucignolo e m.ignota

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