The Bridge that will unify us!

Mi sono improvvisamente interessato sulla questione del ponte sullo Stretto. Improvvisamente perché, nel corso di una notte movimentata dove ai consueti incubi si sono aggiunti agghiaccianti aggiornamenti sulle più moderne turbe psichiche, nel corso di questa notte, dicevo, ho potuto rivivere e ri elaborare la puntata di Report appena vista. Si, guardo Report. No, non smetto con senso di rabbia. Si, la considero una bella trasmissione. No, buona parte degli argomenti sono nuovi per me. Una puntata interamente dedicata alle grandi griffe e alle borsette fatte dai cinesi a Vicenza e a Prato. Sembrava la dolorosa scoperta dell’acqua calda, con tanto di finte irruzioni della GdF, improbabili perquisizioni e impenitenti imprenditori cinesi con tanto di finto accento veneto o toscano. Adorabile. Splendida anche la professionale analisi del prezzo. Dai cinque euro del capannone ai tremila della boutique romana. Roba che se le donne ricche fossero anche intelligenti, ci sarebbe da organizzare un bel pullman Milano Zona Fiera – Prato China Town, incluso pranzo a Roncobilaccio e breve tour nelle baracche dove dormono i clandestini manifatturieri. Al ritorno, asta benefica per i senegalesi di Brera, improvvisamente disoccupati, e bicchiere di Prosecco offerto dalla casa. Solo che questo, riflettevo, distorcerebbe il concetto di donna ricca. Anche io posso fare la donna ricca, se una scarpa di Chanel (ma Chanel fa anche le scarpe o solo le pubblicità angoscianti?) costa venti euro. Quindi la donna ricca, ieri sera avvisata dall’ammiraglia comunista, sta già pensando di buttarsi su qualcosa di davvero esotico e chic.  Che ne so, il mercato rionale, dove ci sono le cose ancora fatte come ai vecchi tempi, dagli indiani e dai thailandesi. In ogni caso, il servizio a seguire e’ stato un approfondimento sul ponte sullo stretto di Messina. Mi appassiona fin da subito la questione, perché come nei film di Bruce Willis, c’e’ di mezzo un’oscura trama, brutti cattivi, un negro di nome Zeus (forse quello non c’e’), un progetto improbabile, e un sacco di soldi per gli effetti speciali. Di colpo, alle 23.12, oltre ad aver preso coscienza del problema del tartaro sui premolari e della totale combustione del Bon Rol, lasciato dalla Signora a cuocere dalle 19.00, quindi ormai simile alla tibia di una mummia, ho anche capito che il problema dello Stretto e’ un problema che mi riguarda. Un problema di noi giovani.  Desidero interessarmi, leggere, approfondire, eventualmente partecipare. Forse, più in la verso la fine della settimana, tutto scemerà verso il mio consueto disinteresse per le opere che distano più di due passi dal mio passo carraio. Speriamo.

2 pensieri su “The Bridge that will unify us!

  1. …speriamo di no…!

    Cmq io approvo l’atteggiamento ottuso delle donne ricche…che senso ha comprare una griffe se è finta o rubata?
    (io sono quella che non scarica nè noleggia DVD perchè vuole la confezione originale….)

    :-DDDD

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