Elegia del nullafacente

Sono davanti alla pagina bianca di Word. Ci sto bene, devo dire. Non tocco nulla, guardo il cursore lampeggiare e mi accendo una sigaretta. Poi cambio il carattere, che partire in Arial è già una pessima premessa. Anche dodici mi sembra esagerato. Meglio un più ottimistico dieci, che le pagine si riempiono più lentamente. Volge al termine la mia settimana da disoccupato, o da mantenuto, in quanto la Signora Pistecchi procede operosa nel portare a casa flussi finanziari sufficienti a mantenere gli alti standard di vita che includono doppio caffè d’orzo, Corriere & Repubblica, focaccia e tabacco. Apro iTunes, con la calma dei saggi ci infilo Mad Caddies, RHCP, Darkness e Counting Crows. Guardo fuori, il nulla assoluto del secondo tempo di un pomeriggio di aprile. In una settimana di disoccupazione ho reso felice un dentista, ho staccato trentanove numerini per altrettante code, ho messo la terra nella menta, con una spruzzata di insetticida che sul nostro balcone sembra di essere in una puntata di Passaggio a Nord Ovest. Alle cimici si sono aggiunti i bruchi, che diventeranno anche farfalle, ma da bruchi sono bruttini. E poi mi mangiano la menta. Toccami tutto, ma non la menta. Le nonnine suscettibili ai piani bassi borbottano sui miei costumi domestici, come quello di scopare sul balcone avendo cura di lanciare tutto lo sporco giù verso i box. Scaramucce domestiche alle quali rispondo con cordiali "fottiti nonnina" oppure con un sempreverde "ma fatti gli stracazzi tuoi". Toh, decolla un Lufthansa. Pensa che poco fa è partito un British. Ma quanto movimento! E chissà dove andranno! Insomma, il cursore lampeggia fisso. Nemmeno una lettera. Foglio bianco, come alla maturità. E’ che ho tutto in testa. Saldamente in testa. Troppo in testa. Mi pregusto una coppia di meritatissimi cuba, con due gocce d’angostura. In cinque giorni ho scritto sedici pagine, ho stracciato sedici pagine, ho buttato sedici pagine. E ci brinderò sopra. Da lunedì si riparte, nella Gioviale Multinazionale, o forse nella Rampante Multinazionale. Forse sarò in grado di scrivere di nuovo solo di fronte ad alienata gente che conduce mediocri esistenze. Preparo una cravatta accogliente, che i nuovi colleghi si trovino a loro agio, lucido le scarpe nere, cosa che farei in continuazione tanta è la soddisfazione che mi da. Poi torno al pc. Sempre questo cazzo di cursore che lampeggia. E un Alitalia che decolla, una rarità si direbbe di questi giorni. Poi, lunedì sera, mentalmente devastato, sprofondando sul divano, senza nemmeno la forza di avvicinarmi alla tastiera, sognerò di avere un pomeriggio tutto per scrivere. Beh, meno male che siamo a venerdì. Avere tempo mi iniziava a logorare.

Un pensiero su “Elegia del nullafacente

  1. tutti pronti? il 24 aprile si parte, le previsioni sono buone, almeno per quanto riguarda il sole, per il mare lascio fare agli “esperti” di surf da onda…
    L’Elegante ci ha abbandonato, senza una vera spiegazione. non verrà. e io ho un sacco di indirizzi utili che sfoggerò al momento giusto.
    nuovo ristorante, hammam, etc etc…
    non vedo l’ora!
    l.s.

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