Avrei dovuto, essendo andato, Catalano Guido

Avrei dovuto scrivere dall’Arabia, è lì che la Radiosa Multinazionale mi fa svernare. Invece scrivo dalla Residenza, illuminata da un sole promettente. Che quando ti spiazza con queste giornate di sole, Gennaio, non sai bene come reagire. Comunque metti sempre la giacca pesante, perchè fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Essendo andato in corto circuito il notevole motore neuronico dell’amico e prestigioso scrittore Adriano Barone, potremmo dire che quivi dovrebbe aver origine una marchetta. Letteraria, si intende. Che per l’amore della parola tutto è concesso. Invece sono immerso in un network di infermiere, dottoroni, medicine, diagnosi prognosi e previsioni, con in sottofondo il televisore in fondo al corridoio e l’urtante normalità dei pacchi di Rai1. Circondato da ciondolanti pigiami, rassicuranti ciabatte e pasti iposodici e ipocalorici,  riesci a relativizzare tutto, come se di colpo gli spaghetti bolliti senza il sale ti facessero venire in mente quanta vita ci sia la fuori, proprio oltre la cortina di flebo, in fondo a quella magica scala che esce sul mondo.

Ma, bando alle ciance, quivi volevo pennellare qualche sagace riflessione sul Catalano Guido, poeta moderno e rasato. In queste grandi, calde, noiose, sale d’attesa, ho mangiato in un paio di giorni la sua produzione "I cani hanno sempre ragione" e "Sono un poeta, cara". Ora, le persone scontate avranno già trovato questo post noioso, quindi abbandoneranno il Bradipo per leggere cose più interessanti. Quindi, liberati dalla merda, possiamo approfondire dicendo che il Catalano Guido, poeta moderno e rasato, è per un pubblico dal palato raffinato. Ha dalla sua un’arma tra le più potenti: la poesia. Io, davanti ai poeti, provo quel senso di mistico che deve aver provato Bernadette davanti alla Madonna, o Rocco Siffredi davanti a Selen (daccordo, la similitudine non è sempre il mio forte). Insomma, onore e gloria al poeta. E fin qui, di marketta si tratta. Adempiuti i doveri sociali con il moderno pederasta e scrittore Adriano Barone, e con l’editorialista, introdottissimo, sagace Melpunk, aggiungo che sento un forte senso di comunanza con il moderno e rasato poeta Catalano Guido, perchè entrambi si scrive della poesia per un semplice motivo: divenire ricchi e famosi. Perchè scrivendo poesia, leggendo, informandosi, pensando, lasciando che tutto quello che è poesia passi nelle vene, si diventa ricchi e anche, orbene, famosi. Lo dimostra RadioCorrida, dove il sottoscritto scrive con disordine e senza tempi, e che raccoglie una decina di lettori l’anno. Ecco, Catalano Guido, rasato poeta famoso e ricco, io voglio diventare più ricco di te, ed è per questo, secondo me, che scrivo anche poesie migliori. Ma questo solo i poster(i) potranno dirlo.

Ecco, tutti i linki funzionano, quindi, scaricate in abbondanza il materiale del Catalano Guido, ma inviategli dei soldi per investire sul suo sito internette. Anche gli altri linki funzionano, miracolo della tecnologia, che tutto governa. E anche la poesia funziona, sembrerebbe. L’unica cosa che non funziona è l’orrenda poesia ironica scritta dallo scaltro Adriano Barone, fedifrago scrittore, che per attirare su di se l’attenzione di Catalano Guido, poeta rasato, ha scritto una porcata. Un po’ come se io mi mettessi a fare disegno CAD. Insomma, a ognuno il suo mestiere, Barone Adriano, a oggi la cosa più lontana dalla poesia.

La nostra discussione, caro Barone Adriano, è finita. Se vuoi sapere cosa penso, lo trovi in rosso in questo post. Metti insieme le parole, e preparati ad affrontarmi con argomenti allo stesso livello.

 

5 pensieri su “Avrei dovuto, essendo andato, Catalano Guido

  1. trovo l’ultima frase del primo paragrafo molto poetica. Cerco che il Catalano Guido riesce a calamitare dei personaggi… ma sarà perché è lui o pechè è sfigato?
    comunque, parlami dell’Arabia che mi interessa. ma alla tua multinazionale un consulente antropologo non farebbe comodo (se non si fosse ancora capito, ciò una faccia di bronzo)?

  2. Caro Franz, ovviamente non ho argomenti all’altezza da contrapporre alla tua profonda riflessione.

    Ti ricordo anche che le discussioni intellettuali (o che aspirano ad essere tali) con me sono inutili.

    Meglio guardare un porno.

    _A_

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