Stati cinestetici del consumatore

Qualche tempo fa abbiamo vinto i mondiali di calcio. Dovresti ricordarti, no? Più o meno dovresti ricordarti anche che cosa hai fatto dopo, giusto dalla fine della partita in poi. A parte il bacio in bocca alla nonna del tuo amico e la stretta di mano con la sorella, tua ex fidanzata giusto qualche giorno prima eletta a Grande Rappresentante delle Puttane. No, dopo questo piccolo saggio di psicologia, diciamo dal momento in cui sei sceso nelle strade, insieme a molte altre persone. Ricordi? Non vorrei rovinarti la festa, ma nel tuo subconscio, diciamo da qualche parte dietro la corteccia celebrale, in una zona in cui non è ancora arrivato il Daiquiri Frozen, il tuo cervello ha infilato questo stupendo ricordo, catalogandolo, a seconda del tuo livello di istruzione e delle tue capacità mentali, come "gran figata" "lodevole festeggiamento" "gioia di esistere".  A spanne, se appartieni alla mia generazione, è la prima volta che vedi l’Italia vincere i Mondiali e questo, unitamente all’entusiasmo e allo scadente fragolino ti ha portato a fare tutta quella serie di cose tra cui mostrare la pancia, tentare di assaltare un tram, bloccare il traffico, sbloccare il traffico imitando Alberto Sordi che fa il vigile, nuotare in una fontana, arrampicarti su alberi e pali, urlare frasi insignificanti a un centimetro e mezzo da uno sconosciuto che risponde con altri misteriosi concetti tipo "aaaampioooni po po po poopopo PO, orcaaaa troiaaa". Tutto questo è finito nel tuo cervello nell’armadio dei ricordi piacevoli, insieme al primo bacio, al primo struscio, al primo giorno di lavoro, all’ultimo giorno di lavoro,  tanto per dire. E’ un armadio che non sarà mai troppo pieno, anzi ce ne vorrebbero di serate come quella. Ma desidero qui farti riflettere su cosa abbia reso speciale quella serata. L’attesa, sicuramente. Quella lunga, spasmodica, logorante epopea piena zeppa di piccoli gesti scaramantici come quello di non far passare sulle striscie quel simpatico biondo troppo ariano per essere italico. La partita, nel suo piccolo, con gli alti e i bassi, quella straordinaria soddisfazione dei rigori, le fitte al petto, la birra Moretti, che non si sa mai. Si, tutte cose di un certo spessore, sicuramente. Ma è nel preciso istante in cui ti sei sollevato la maglietta e hai spaccato una bottiglia di Moretti sul ciglio della strada, è proprio in quel momento e nei gesti che in rapida successione sono seguiti, che il tuo cervello ha deciso di infilare nell’armado dei bei ricordi quella serata. Perchè? Semplicemente per una fortunata combinazione di elementi: l’assoluta sparizione del nemico, ad esempio. Per le strade non c’erano più albanesi, zingari che scippano, stronzi che guidano usando solo le marce pari, ritardati in scooter, fastidiosi praticanti del furto del parcheggio, molestatori di fidanzate, capi che mobbizzano. No, c’erano solo amici, ovunque ti girassi. E poi, con tutti questi amici hai praticato un esperienza davvero unica: hai ignorato completamente l’impianto normativo. Quel fastidioso insieme di regole, il semaforo rosso, i parcheggi fuori dalle fontane, il divieto di scrivere "po po pop poppopo" sui muri del Duomo, il divieto di fare il dito a tutte le autorità, inclusi alcuni pompieri che però ti hanno risposto con il getto di un idrante. Non hai pagato il panino doppia salsiccia e mortadella, i cestini sono diventati comode scale, i sensi di marcia si sono fusi, si poteva salire su un tram in corsa e provare a portarsi a casa il sedile e si poteva anche urlare in piena notte. Con ogni probabilità è questo che ti ha fatto catalogare l’evento come unico, speriamo non irripetibile, ma davvero stupendo. Hai provato, inconsciamente, a continuare in questa pratica, rimediando due multe per aver parcheggiato dentro l’Orto Botanico e una minaccia velata in stretto calabrese, che ti intimava di pagare non solo l’insalata light ma anche il panino della sera prima. E allora sei tornato alla routine. Voglio invitarti a riprovare le stesse sensazioni, purficando l’esperienza togliendo un elemento di disturbo: il resto del mondo. Io, ad esempio, ho deciso che ogni terzo mercoledì del mese vivrò senza rispondere a nessun impianto normativo, semplicemente festeggiando. Festeggiando in generale, perchè purtroppo i Mondiali sono ogni quattro anni e noi li vinciamo ogni venti. E’ semplice, e ripropone l’incredibile emozione della prima volta. Basta procedere per piccoli passi, ma con coerenza. Ho sfondato il casello della Tangenziale, ritmando con il clacson una marcetta festosa e ho parcheggiato sul passo carraio dell’ingresso dell’ospedale, ma con le quattro frecce, perchè va bene festeggiare ma mai da incivili. Ho ordinato un caffè urlando la barista e sorridendo e sono uscito senza pagare. Mi sono fumato una sigaretta seduto sul cartello di divieto di sosta proprio davanti all’ufficio, sventolando la camicia. Ed è solo l’inizio. Ti assicuro, l’emozione è proprio la stessa. Entro sera voglio assaltare un tram e voglio fare Corso XXII Marzo a petto nudo sventolando i pantaloni issati su un corrimano precedentemente divelto da una pensilina. Ho fatto il dito al capo e ho scritto vicino ai muri della Direzione del Personale " Po Po popopo pop opoooo". E la giornata è ancora lunga… Ah già, oggi non è mercoledì. Si ma questo lo dici tu.

4 pensieri su “Stati cinestetici del consumatore

  1. a dire il vero quella sera, particolarmente affaticato, andai a letto molto presto. ma ahimè, poco dopo, fui svegliato da tutti quelli stronzi che stavano festeggiando la vittoria dell’Italia. la cosa mi dette molto fastidio dato che mi fece perdere almeno un’ora di buon sonno. g.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...