Il Modello Milton – la vera storia –

Sir Abram Milton faceva del suo meglio per sopravvivere con la dura arte dell’insegnamento delle scienze astrofisiche all’asilo municipale di Mandello, il cui preside reputava molto importante avere un insegnante come Milton, dal profilo internazionale. Siccome anche Maria de Filippi ritiene che sia molto importante avere un Milton tra le proprie fila, ne desumiamo che la cosa sia ormai da diversi secoli assodata come fondamentale. Sir Abram era allora sposato con Caterina Gualfreschi, primogenita di Arturo Gualfreschi, primo preside dell’asilo municipale di Mandello nonchè amministratore della famosa Gualfreschi Uova Di Trota, impresa che occupava gran parte degli abitanti di Mandello e anche molti immigrati delle valli vicine. Essendo Caterina figlia di grande levatura morale, aveva deciso di intraprendere la carriera aziendale guadagnandosi i meriti sul campo, con una gavetta dura. Iniziò quindi con l’incursore anale per trote, con il quale prelevava gli intestini e (ai tempi si credeva) l’anima del pesce. Nel corso degli anni, la sua abilità con lo strumento e la scoperta che le trote, perlomeno quelle d’acqua dolce, non avessero l’anima, la fecero diventare Primo Attendente allo Svisceramento. Appassionata di lavoro, la Gualfreschi era sempre presente e operaia modello, ma tornava sempre al vecchio casolare divenuto residenza Milton con un terribile odore di pesce sulla pelle. Sir Abram, senza perdersi d’animo, consumò numerose candele durante interminabili notti insonni in cui studiava un metodo per interrompere l’ondata di pestilenziale odore che tra l’altro continuava a attirare gatti e uccelli di mare, tra cui una comunità di gabbiani di Genova. Milton provò diverse tecniche unendo l’alloro, quello di allora non quello di oggi, con il limone e il sambuco. Poi tentò con il sedano, fiori di garofano e spuma di frutti di bosco. Poi fu il turno del più prezioso ed esotico lime, importato da Ubaldo Narcazzi, commerciante di pelli e legnami che lo ricevette in cambio di una partita mai pagata da un cliente caraibico, che fu unito dal Milton alla menta e allo zucchero. La mistura, spalmata sulla pelle della Gualfreschi, copriva l’odore di pesce ma attirava una grande quantità di orsi e insetti voraci, tra cui gli scorpioni tipici di Mandello e di Seveso, poi estinti grazie alla diossina. Per rendere la mistura non gradita ai tanto amati animali, Sir Abram aggiunse del rhum, sempre proveniente da un pagamento al Narcazzi, che vedeva ormai di cattivo occhio il mercato caraibico, da sempre grande acquisitore di pelli e legnami per stufe. L’unguento creatosi era finalmente molto efficace, e la vita dei coniugi Milton-Gualfreschi riprese a pieno ritmo, con grande giovamento di tutta la comunità. Durante una lunga notte di passione, in cui le stesse candele di casa Milton si spensero per il pudore (solo pochi anni più tardi si scoprì che le candele non hanno l’anima, ma a quei tempi anche le candele credevano di averla e frequentavano il catechismo con ostinato rigore), fu Abram a scoprire le magie dell’amore alternativo. Leccando la pelle della consorte si accorse di colpo dell’ottimo sapore. Imputando l’aroma al potente cocktail tra uova di pesce, lime, menta, zucchero e rhum, Abram decise, in società con il Narcazzi che di grandi affari si intendeva parecchio, di brevettare la scoperta, per iniziare la produzione di un liquore chiamato Trojito, e per via delle uova di trota, ingrediente principe, e per via del comportamento conseguente all’assunzione da parte delle giovani donne prestatesi come cavie. I soldi, negli anni in cui si credeva che bere cocktail aspirasse via l’anima, finirono presto e i due, oberati dai debiti, furono costretti a trasferirsi nei più anonimi paesi caraibici, forti delle conoscenze del Narcazzi nell’ambiente. Solo qualche anno più tardi, grazie all’intuizione di Sir Abram, che unendo le pelli e il legno dei bancali, creò i pellets, i due riuscirono a ristabilire un certo tepore economico. Aprirono quinid un bar presso la baia di Cajafuente, "al Ristoro da Narcazzi e Milton". Fu naturale riproporre il prodigioso Trojito, senza però le uova di trota. Fu poi sir Hemingway, lì di passaggio, a scoprire le potenzialità del prodigioso cocktail, che tutti oggi conoscono con il nome di Mojito, e la cui preparazione non prevede l’uso delle uova di trota, sostituite per similitudine di fragranza, dal dito indice del barista che prepara il cocktail, il quale per misteriose ragioni legate a pratiche vodoo, infila l’articolazione dentro il bicchiere ogni volta.

Fu poi ovvio per sir Abram, fare ritorno dalla moglie in quel di Mandello, cambiata dall’invenzione dell’automobile e dalla scoperta che i muri delle case non hanno l’anima, ma fu altrettanto scontato per lui non poter riprendere la proficua attività di insegnate d’asilo. Sprofondando nel baratro dell’alcoolismo, Sir Abram si diede alla Programmazione Neuro Linguistica, inventando quello che noi tutti conosciamo come il Modello Milton. In suo onore, forse per comprendere più a fondo questa incredibile arma di marketing, questa sera prevedo di rovesciare dentro le mie intestine membra numerosi ettolitri di Trojito, nella versione originale con uova di pesce. Unitevi a me, fratelli, e insieme raggiungeremo la conoscenza profonda del Marketing d’avanguardia. Vi aspetto (bevendo).

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