Zero Otto

Scusate,

volevo scrivere un lungo e spensierato addio al 2007. Almeno era una delle mie intenzioni, poi un prosecco scadente e caldo bevuto in una sala riunioni affollata e un paio d’ore di macchina mi hanno allontanato dalla preziosa connessione internette. Ho sfruttato l’amabile ospitalità di Valentina per togliermi lo sfizio di poter rispondere con un secco "un paio di giorni su a sciare" alla domanda di rito su dove io abbia speso le ultime ore dell’anno. Per calarmi ancora di più nel ruolo, insieme a una sportivissima Signora Pistecchi, mi sono abbandonato tra le braccia di un professionale istruttore di snowboard. Non solo, ma grazie alla saggia compagnia ho approfondito le mie conoscenze di Monopoli e ho dato un secco giro di vite al catalogo di sottomarche di birre reperibili nei paesi industrializzati. Con Renation abbiamo anche speso le vecchie centomila in fuochi d’artificio, solo che ai tempi del vecchio conio ci facevi saltare in aria Napoli e alle falde del terzo millennio nemmeno la vicina di casa si è accorta dei botti. Ho buttato in un fuoco tre motivi per cui ringraziare e tre cose che mi avevano fatto incazzare, infilandoci in mezzo una speranza, ma ho finalmente avuto la dignità di non sbilanciarmi in buoni propositi. Nessun programma fantozziano di diete o sconvolgimenti professionali. Ho ricevuto, come si conviene alle persone di un certo rilievo, un centinaio di messaggi inutili; dalle catene di Rubrica (quelle per intenderci in cui scrivi "auguri a te e famiglia" a tutti i numeri della rubrica, incluso l’Autoricarica e due ex compagni delle medie), passando per gli artisti delle faccine, che con parentesi, lire, euri, puntini, trattini e virgolette disegnano paesaggi e scene d’epoca, fino ad arrivare a tre messaggi di altrettante ex fidanzate, a cui non rispondi mai bruciando nel fuoco dell’indecisione: avrà sbagliato o lo ha mandato come gancio? Ovviamente a nessuno di questi cari amici ho risposto, e per questo passerò ancora per lo scorbutico rompicoglioni. Ho potuto fingere di sprofondare in una lettura impegnata e mirata al mio miglioramento professionale ("Guerrilla Marketing", che consiglio caldamente sia per l’ottimo contenuto sia per darsi un tono), ho potuto usare i miei scarponi sottocosto, verificando sulla mia pelle (congelata) che i cinesi di ghiaccio non ci capiscono un cazzo. Ho fatto cose e visto gente, come si dice, godendo di quello spettacolo di sociologia che sono le piste da sci. Ho pagato i miei debiti con il duemila7, pensando e ripensando affondato nel dolcevita che fu di mio padre e che mi fa assomigliare a un curato di campagna. Non sono riuscito nemmeno quest’anno ad indossare le mutande rosse, ma se sono ancora vivo allora forse ce la faremo anche senza. Non comprendo fino in fondo la necessità di sedere a una scrivania il 2 gennaio, ma lo farò adeguandomi con grande rispetto, un po’ rimpiangendo la casetta verticale nella valle infossata.

Per gli amici che passano di qui, ci sono degli auguri e delle speranze, per i vostri progetti e per i vostri sogni, brinderò per voi con dell’ottimo rhum. Anche se, fedele alla linea, confermo che

"the best way to predict your future is to create it".

3 pensieri su “Zero Otto

  1. Ma com’è che nessuno sei tuoi contatti commenta dei post così belli??? Sai che forum di discussione ci si potrebbe fare?

    M’hai fatto troppo ridere…beh, buon lavoro, allora! Anche te già in ufficio!
    Io ieri mi ero portata il manuale di Windows Vista al lavoro ma non ho potuto leggerlo perchè m’hanno affiancato la collega nuova…grrrrrr….

    Buon anno!

  2. Infatti una delle perversioni preferite dai lettori del bradipo è il lurking.
    Alcuni, ex amici, ex fidanzate, ex amanti, frequentano questo posto nella speranza di trovare resoconti di disgrazie e di insoddisfazione. Altri, conoscenti e creditori, al posto di telefonarmi si tengono informati sulle mie condizioni di salute. Il mondo è bello anche perchè è vario.

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