Battere e Levare

Per fare un tavolo, ci vuole il legno. Per fare il legno, ci vuole un albero. Per fare un albero ci vuole il seme, per fare il seme, ci vuole il fiore. Ecco spiegata, con la semplicità necessaria per renderlo comprensibile al vasto pubblico di questo blog (magari capitato qui per – nokia gratissuonerie gratisdvd gratisgratis gratis), la semplice regola bhuddista per cui ogni conseguenza è figlia di una azione. Ecco spiegato perchè, lanciando un sasso contro la testa di un passante, il medesimo potrebbe irreprensibilmente tentare in qualche modo di minacciare la salute fisica del tiratore. Ecco spiegato perchè, inseminando l’utero della sconosciuta con la quale avete copulato nei bagni di quella squallida discoteca di Cattolica, potreste diventare padre. (anche se questo genere di esempi ha una vasta serie di conseguenze, legate a numerose variabili come l’età della gravida, la nazionalità del padre della gravidà, il porto d’armi del padre della gravida, tutte variabili che possono portarvi a essere cadavere prima ancora di essere padre). Questa arcana rivelazione, dalla sconvolgente portata, è dominio di pochi eletti. Esempi nella vita quotidiana sono di facile reperibilità: solo ai pochi druidi in possesso di questa conoscenza era chiaro che non rifornendo le pompe di benzina ci fosse la remota possibilità che la benzina stessa si esaurisse. Anche se nel caso specifico era richiesta una difficile prova logica. Infatti l’azione non era direttamente quella di non rifornire le pompe di benzina, ma quella di bloccare le autocisterne. Nel caso di Luttazzi, che con tanta passione ho seguito, era difficile prevedere che offendere il Papa e Berlusconi, il quale è anche il capo gerarchico del Papa, all’interno di una televisione generalista che come punta massima nell’intrattenimento ha Crozza, potesse portare alla cancellazione del programma stesso. Talmente difficile che lo stesso Luttazzi ancora non se ne capacita. Con due esempi così differenti, anche se la stretta analogia tra Ferrara e un’autobotte potrebbe confondere, abbiamo spiegato ulteriormente il concetto di conseguenzialità dell’azione. Ed è solo dominio di pochi, la semplice equazione secondo cui togliendo gli estintori si alza improvvisamente il rischio relativo alle conseguenze di un incendio. E’ difficile pensare che esuberi di personale, demenziale gestione dei centri di costo, investimenti spericolati e soggettivi, possano portare al fallimento. Eppure ad Alitalia è successo. Quivi arriviamo al nocciuolo ( e si noti nocciuolo e non nocciolo) della questione. Difatti se nel penetrare numerose volte con un oggetto contundente il corpo di una donna, lasciando poi chiare tracce dell’atto, come impronte digitali sul suddetto corpo contundente, si può incorrere nel carcere, è anche vero che l’irrazionalità del gesto penetra le difficili pieghe della psicologia umana. Con le attenuanti di vivere a Garlasco e di frequentare la Bocconi. Ossia è vero che agli amministratori di Alitalia non era richiesta, perlomeno espressamente, la capacità di fare cose irrazionali o senza senso. Sempre più nel nocciuolo della questione, scriviamo che è affrettato dire che il problema del nostro Paese è l’incapacità di collegare l’azione alle sue possibili conseguenze. Il Problema, con la P maiuscola, è nell’italianizzazione del concetto. Giocando peggio dei tuoi avversari, dovresti logicamente perdere, a meno che tu non influenzi una delle variabili collaterali come l’arbitro. Influenzando una delle variabili (assai variabili) del procedimento giuridico, potresti risultare innocente anche con clamore di colpa. Ma non spetta certo a grossolani deduttori come il sottoscritto, trovare soluzioni o scappatoie. Era solo per dire che, in questo scenario nazionale, è logico che le negligenze del mio sommo, internazionale, competente, illuminato, pragmatico, capo nel campo del marketing strategico, abbiano come conseguenza una forte variazione nei miei orari di lavoro e nelle mie abitudini alimentari. La sua deficenza nella preparazione di un piano credibile influenza misteriosamente il mio orologio biologico, distanziando sommariamente pranzi e cene e accorciando notti e cicli di sonno. Mentre il mio lavoro, prevalentemente un dovizioso copia incolla da prestigiosi istituti e rinomate agenzie, dovrebbe automaticamente far comparire nel suo giardino estero, proprio vicino alla piccola piscina, una nuova e fiammante autovettura sportiva a trazione integrale, con una cilindrata pari al numero di abitanti di un medio comune umbro. E la cosa, seguendo questo filo, potrebbe portarmi nel giro di pochi anni, a sostituirlo nella sua imbottita poltrona di pelle. Non per competenze, ma per conseguenzialità: l’uso di auto sportive può provocare la morte accidentale. Che non è un augurio. Anche se la speranza non costa nulla.

Tavola sinottica:

Se- (inserire l’azione che si prevede di fare)- probabilmente mi accadrà – (inserire la conseguenza probabile, o anche più d’una)

Quindi (desidero)(non desidero) (inserire l’azione che si prevede di fare).

2 pensieri su “Battere e Levare

  1. lo dicevo io che dovevo studiare
    poi come conseguenza mi potevo trovare a desiderare seduta su una poltrona imbottita con un’autovettura ad’aspettarmi
    ma poi mi fermo e mi dico ma io non posso ingravidare nessuno quindi forse son capitata qui per caso
    o solo per salutare :-))

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