Fast but Serious

Sarò telegrafico. Sono nel pieno di una disastrosa sindrome del foglio bianco, non riesco a scrivere nemmeno sotto dettatura. Eppure alcune cose succedono. Ad esempio la piacevolissima scoperta di Mr. Tropper, davvero un grande scrittore, e del suo delizioso “Dopo Di Lei”. Se hai amato Hornby, questo è più di un successore, se lo hai odiato, questa è una grande alternativa, in ogni caso un grande libro (anche nelle dimensioni). Oppure della misteriosa apparizione di Anthony Kiedis nella doccia, proprio mentre cantavo “Under the Bridge”. Egli non mi ha comunicato nessun messaggio salvifico, ma mi guardava con grande rispetto, anche se credo che sappia che non ho finito mai di leggere Scar Tissue. Per il resto, tutto succede troppo in fretta. Il casello della tangenziale si è mangiato la mia tessera Arci 2007, che ho infilato al posto del Bancomat. Ho perso la denuncia di smarrimento della patente smarrita, quindi oggi per lo Stato non posso pilotare nemmeno la bici. Ho lasciato il cellulare su un taxì crucco, che essendo crucco me lo ha riportato. Ho guardato dei giovani con il casco, mentre saltellavano sul cofano delle macchine parcheggiate per protestare contro gli esami di riparazione. E mi sono accorto del tempo che passa. Ho buttato la sigaretta addosso a un rombante scooterone. Il proprietario si è limitato a confermarmi quello che credo sui proprietari di mezzi a due ruote senza marce. Ho la scrivania piena di fogli che non ricordo di aver scritto, ma su cui ci sono tracce organiche di thè e marmellata che sono più della firma digitale. Quindi mi fido, e faccio quello che c’è scritto. Ho montato un tavolo dell’Ikea, e dopo una cinquantina di viti, ho molto rispetto per i falegnami. Ho passato due ore all’Esselunga, cercando la marca di tonno che compro sempre, e che sempre comprerò. Nessuna traccia del tonno Tonnotto, quindi niente più tonno. Semplice. Ho fumato molte sigarette con pochi amici, in un sabato a lume di candela attorno a un tavolo pieno zeppo di vino. Alla fine se ne è andata la voce, il vino è finito, e la candela si è spenta. Ma è rimasto quel sapore stupendo di queste serate. Ho trovato un numero di cellulare con scritto vicino: Emergenza. Lo tengo nel portafoglio, penso che prima o poi potrà sempre tornarmi utile. Vado di fretta, e ho il blocco dello scrittore.  Prima di essere uno scrittore. Che è un po’ come avere male al dente del giudizio senza aver messo i denti da latte. Non male, fratelli, non male.
“Senta ilFranz, questo lavoro è estremamente sciatto, banale e poco comunicativo. Dobbiamo portare qualcosa che sia un lancio di prodotto e al tempo stesso un richiamo alla nostra storia, non certo questa cazzata. Insomma è chiaro che è lei che deve indirizzare il grafico nella giusta direzione. Questa è quella che si chiama merda. Ma come le è venuto in mente?”
“Quella è la sua proposta della settimana scorsa. La mia è il foglio dopo”.
 

4 pensieri su “Fast but Serious

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