Mercati verticali necessitano azioni orizzontali

Un giorno il generale Herberto de Favenda, con la sua possente figura solo un poco imbolsita dagli anni e dalle grandi quantità di cotenna di maiale con mais, si decise a uscire dalla sua fazenda, una ricca casa coloniale con i muri bianchi e azzurri immersa tra le alte piantagioni, per risolvere una fastidiosa questione che minacciava seriamente i suoi affari. Da tempo la crescente attenzione delle polizie doganali e i cambiamenti nello stile di vita, minavano pesantemente le vendite della sua pregiata coca. La polvere che sembrava non aver mai conosciuto crisi, era ormai divenuta demodé, assai poco ricercata, e anzi considerata pericolosa. Dopo notti insonni, terribili incubi, lunghe e pensierose fumate del suo sigaro appena bagnato di coca, il generale fece ritorno alla sua fazenda sorprendentemente di ottimo umore. Diceva in giro di aver trovato la soluzione al difficile problema. Anzi si sentiva molto sollevato. In pochi mesi dalla fazenda iniziarono ad uscire misteriosi uomini molto lampadati e vestiti con improbabili gessati e scarpe lucide. Un giorno il suo vicino, Alonso de Fonseca, inventore delle ciabatte fuori moda, incontrandolo gli chiese chi fossero tutti quegli uomini. Il generale De Favenda rispose sorridendo: “sono direttori Marketing. I primi esemplari. Essi riporteranno il consumo della coca ai massimi livelli. Lo faranno consumandone grandi quantità, stressando i loro collaboratori che saranno portati a consumarne. Al posto di inventare un nuovo prodotto, ho inventato un nuovo consumatore”. Herberto de Favenda morirà qualche anno dopo, stroncato da una tisana alla valeriana e finocchio, che lo fece addormentare sul cesso mentre pisciava. Cadendo, battè la testa su un prezioso porta carta igienica con radio FM, appena comprato via internet. Viene, a ragione, considerato uno dei fondatori del Marketing, ed è grazie a lui che oggi si continuano a vendere alcuni colori di cravatte che sono ritenuti immettibili e le scarpe a punta lucida. Ecco, in memoria del generale Favenda, in questi giorni sono in una heavy rotation tra matrici di Ansoff, varianti di Porter, leve di Rubens e altre amenità di un certo spessore. Il tutto, oggi, dovrebbe portare un ammasso di luminari del marketing, a stabilire il mio livello di preparazione su due grandi argomenti: le cravatte e la supercazzola. Questo mi autorizzerà, da lunedì, a indossare cravatte spaventose, lampadarmi in modo cancerogeno, sorridere per niente, parlare di nulla citando il niente riferendomi allo zero, proiettando il forse in un domani di incertezza. Potrò stare tutta la notte in ufficio, giocando a pinball per battere il record del direttore commerciale. Potrò aggirarmi per la fiera salutando altra gente sconosciuta con grandi sorrisi e cenni di complicità. Potrò fare, insomma, quello cha faccio da un pezzo, solo che sarò certificato per farlo. Io lo faccio solo in memoria del Generale De Favenda, e della sua straordinaria intuizione: quando non puoi cambiare il prodotto, inventati un nuovo consumatore. Happy free friday, amigos

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