Medioman in Mailand

Di passare a Check Point Charlie non se ne parla nemmeno, e sarà uno dei grandi rimpianti del 2007, una cosa che mi costringerà a tornare in questa città dove le nuvole corrono veloci, i graffiti sono come le case: più storici, si mangia molto bene francese, si cammina che è una meraviglia, e il biondo non fa più paura. Di contro, mi sono infilato a una mostra di Dalì, uscendone con un grande pensiero. I ragazzi dello zoo non sono in giro, però proprio di fianco al grande padiglione pieno zeppo di eminenze grigie, c’è un allegro carosello di puttane, tutte riunite per il Sex in the City, la locale fiera per chi vuole mettere le zinne in mostra. Così ti può capitare, in coda per un taxì, di voltarti e trovare impettiti dirigenti messi insieme a variopinti travestiti con un filo di barba. E le puttane devono essere in qualche modo il liet motive di questo periodo, visto che sono reduce da una due giorni veneta dove la finestra del mio albergo illuminava un inquietante via vai di station wagon con tanto di adesivo "bebè a bordo" arricchite da giovanissime russe e appesantite peruviane. A ben guardare, mi sono ritrovato a constatare che le analisi del sangue appena sfornate confermano quello che sospettavo da tempo: una seria diagnosi di mediocrità. Tutti i valori placidamente nel mezzo, nessuna bizza, nessuna caduta libera, solo quel pizzico di delusione nel constatare che manco di genialità anche nell’ematocrito. Per questo mi impunto a scrivere, come posseduto, un racconto dall’ottimo incipit, come sempre, e dalla fine difficile. Poi, come ormai consuetudine, crollerò in questo eterno jet-lag, con il libro sul naso e i Counting Crows in sottofondo. E’ da tutta la sera che non penso ad altro: Dalì aveva i baffi. E che baffi. Un maestro anche nel baffo. Sono sulla buona strasse.

3 pensieri su “Medioman in Mailand

  1. che bel racconto, una descrizione viva e underground di Berlino, città meravigliosa, che però purtroppo si apprezza al meglio solo vivendoci, purtroppo agli occhi dei turisti il più delle volte sfuggono i colori, le sfumature, l’originalità, l’avanguardia e il degrado, tutte insieme.

    certo, anche i baffi di Dalì hanno il loro fascino, eh!

    PS: il tuo post sulla felicità continua a riscuotere successo qui al piano Marketing….

  2. cazzo… passano gli anni e sempre le solite stronzate… a zio cambia genere e buttati sulla narrativa rosa… gonnelle e calze smagliate… noi intanto teniamo sotto controllo ematocrito ed ormoni… Risma & Garavaglia.

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