La Fauna Estiva danneggia la Flora Intestinale

maschio,

italiano moro e peloso, condottiero di mille battaglie nel corso della storia, portatore di grandi vittorie per l’Impero, soldato instancabile e generale sapiente, seme fecondo di vitalità e perspicacia, instancabile lavoratore, sordo alla fatica, insomma tu giovane trentenne single italiano. Maschio, come ogni anno ti appresti alla più difficile delle battaglie, la più logorante e spossante, quella che ha richiesto la lunga preparazione invernale: raccimolare Amore per i lidi mediterranei.

In questo posto si è parlato ogni anno di questo drammatico momento, che mai come oggi riassume la tensione ideale che le tue forti mani sprigionano. In queste righe, futuro condottiero in pareo e infradito, troverai qualche nota non certo completa come le riviste che tu assurgi a Bibbie, quelle per intenderci con i soliti tre speciali: 1) addominali perfetti guardando Sky Calcio Più 2) i dieci punti dove se la tocchi non viene, scoppia 3) cosa dicono le donne del tuo piccolo e ridicolo apparato riproduttivo. La tua malizia e la tua sapienza fanno della nostra mediterranea razza la più famosa nel sentiero delle conquiste amorose. Alcuni dicono fortunatamente, io mi limito a notare che il maschio italiano è presente in dieci o dodici località, prevalentemente nell’area mediterranea, da Formentera alle isole greche, a tonnellate in Sardegna e con qualche esperto navigatore che sbarca nei valtur di Santo Domingo e Cuba. Per tutti l’unica missione, antico richiamo selvaggio, è quella riproduttiva. Trovare una compagna è già di per se un lavoraccio, reso ancora più difficile dal tuo improbabile look da frocio giapponese, in pareo e infradito, dal tuo tatuaggio tribale sul bicipite, dai tuoi improbabili occhiali a mascherina da camorrista e dal pesante uso di alcool e affini. Ma una pericolosa forma di vita aliena popola le spiaggie che tu conquisterai, allettatta dagli stessi terribili pacchetti all inclusive: la Zoccola Fittizia. La Zoccola Fittizia è stata avvistata sui lidi sardi nei primi anni del secolo, e come una brutta epidemia ha abbattuto barriere e confini spopolando ovunque. Essa è solita muoversi in branco, insieme ad altre Zoccole Fittizie, solitamente a bordo di terrificanti utilitarie piene di orsacchiotti e fiorellini di pile. Il suo arrivo è facilmente percepibile grazie alla rumorosità negli spostamenti, durante i quali le ZF sono solite cantare a squarciagola Vasco Rossi o Biagio Antonacci. Il loro habitat ideale è quello marino, inteso come spiaggia, pizzeria e discoteca. Durante il giorno la ZF caccia le sue prede, come una mantide religiosa, armata di topless, bikini brasiliani a filo interdentale, sguardi sbavanti e pose avvenenti. Nel caos riproduttivo della spiaggia in agosto, la ZF è in grado di individuare le sue prede tra milioni di maschi, selezionando solitamente i più belli secondo una scala detta del Tronista, mutuata dalle trasmissioni di Maria De Filippi. Con qualche allusione, la ZF prova a garantirsi il mantenimento economico serale. Di sera tende a vestire le sue membra in modo da sembrare uscita da un set porno, con un grande uso di nomi di stilisti in pailettes che piovono da vertiginose scollature. Il perizoma è una scuola di vita; indiscutibile parte integrante del suo corpo. tende a mostrarlo con finta innocenza mentre pende da pantaloni portati alla caviglia (non sono pantaloni con il cavallo basso, ma con la caviglia alta). Fuma Marlboro Light, anche se non fuma, cioè solo d’estate, insomma non tanto, sai cos’è sono un po’ brilla. Beve mojito, perchè cioè la menta mi piace troppo, e una mia amica mi ha detto che tonifica. Nella borsetta micro Prada tiene lo stretto indispensabile: cinque euro, un lucidalabbra e il cellulare con il cordino con Winnie the Pooh o Hello Kitty che si illumina quando le arriva un messaggio (ogni due minuti e mezzo). In discoteca si dimena, spesso salendo sui tavoli, fingendo di non accorgersi che il capezzolo è uscito da un pezzo e fa da antenna satellitare. Si ferma solo per delle brevi pause in cui, in branco, si sposta verso il bagno. Ce n’è sempre una che vomita, e una perennemente al cellulare con il fidanzato, ma la più pericolosa è quella più smandrappata. Nella tarda notte desidera spostarsi con te, soldato dell’Amore, sulla spiaggia. Se la sorte ti ha riservato quella ubriaca ricordati di chiamare con largo anticipo il 118, perchè il trauma cranico è dietro l’angolo. Quella fidanzata cadrà in uno stato catatonico, cercando di valutare la difficile eventualità del tradimento, in ogni caso da consumare in tutta fretta e con terribili sensi di colpa. La smandrappata ti conduce con fretta e passione, intermezzando con limonate empiriche il tragitto, verso una duna nascosta. Tu, trasformato in un ormone con le scarpe, pancia in dentro e portafogli straripante di preservativi, ti prepari alla spossante prestazione ripetendo la formazione del Settebello di Pallanuoto per evitare di fare tutto da solo ancora prima che lei si avvicini. Dietro la duna, seduta sul tuo maglione, lascia che la luna le illumini il contorno del seno abbronzato. Ti avvicini, pieno di Daygum alle Erbe per coprire l’alito di fertilizzante e cemento, per imporre il tuo desiderio. Le tue mani scorrono, veloci e con ferocia. In un attimo il mondo è nelle tue mani, e rimpiangi di aver comprato i jeans aderenti, che ti provocano lancinanti dolori inguinali. Le scarpe tacco 11 riposano come sentinelle qualche metro più in là, raggiunte dai pantaloncini in pochi istanti. Unica precauzione, gli occhiali a mascherina di Dior vanno nella borsetta, breve controllatina al cellulare. E poi succede l’inevitabile. Tu, trasformato in una torre davidica, in un razzo interstellare, in un faro, sei al limite massimo. Sai che due minuti scarsi ti separano dalla sigaretta "del dopo". Ma lei si ritrae. Le sue mani chiedono uno stop. In pochi istanti ti ritrovi trapiantato in uno studio di psicoterapia. Argomento principe è il suo sofferto passato, fatto di sfruttamenti, tradimenti, incomprensioni. Qualche lacrima, un fiume di parole che inonda la tua passione spegnendo l’incendio che bruciava le tue mutande pulite e stirate. E ti ritrovi a consolarla, a dirle che non volevi usarla, a spiegare che è bella, fino a quando la ZF ubriaca si riprende e martella di messaggini per tornare a casa. Sono le sei della mattina, albeggia, e ti ritrovi nell’unico bar aperto che fa le brioches a sette euro, insieme a mille uomini come te. Domani è un altro giorno, perdere una battaglia non significa perdere una guerra. Lascia la gastrite da due di picche, morituri te salutant.

Approfondiremo in seguito alcuni altri animali che minano la serenità di una vacanza come la Cozza Imperiale, Il Maschio SemiFrocio e il sempreverde Tarro di Rozzano che ti vuole accoltellare perchè gli hai suonato il clacson in coda.

Tu non demordere, continua a immergerti nell’Axe Passion, ordina bancali di Settebello Passion Fruit e spalmati la Nivea ovunque. Indossa il costume migliore che hai, perchè il destino non bussa due volte.

Nella Diapositiva un inedita versione di El Presidente in Dolce Attesa di una Mareggiata Invernale.

13 pensieri su “La Fauna Estiva danneggia la Flora Intestinale

  1. …ne hai presi di 2 di picche, eh franz?
    vedo che il ricordo è ancora vividissssssssssimo!
    😉

    scherzo, troppo divertente! hai descritto la mia ex migliore amica…mancava che dicessi il nome ed era lei….

  2. ho sempre destinato alle donne di un certo genere l’attenzione che meritavano. Talvolta, attratto da qualche particolare ho ceduto alla carne, sempre chiedendo prima, con molta educazione, quanto costasse.
    E’ successo che qualcheduna abbia liberamente deciso di rinunciare al privilegio di possedermi. Sono stato poi molto felice nel re-incontrarle appurando le loro pessime condizioni psicofisiche.
    A memoria, ma potrei essere fallace, non ricordo nessun rifiuto che non fosse stato concordato preventivamente (una messa in scena per gli amici).

    Il problema, cara liebestauzzienbauer, non è nel darmela ma nel togliermela ( la fiducia).

  3. cara liebenasseruten,
    chiedere è lecito. Sono qui per questo: purtroppo il mio sconfinato ego non mi permette di darti una risposta. Io sono, in molti dicono, il Paris Hilton della Zona 16.

  4. Non sentirti in colpa per gli hotel di lusso.
    E’ più che onesto anche il servizio in camera dei motel della tangenziale ovest.
    l’unico problema è il parcheggio privato, dove entrano solo le utilitarie.
    Per me e la mia Lincoln Navigator scelgo sempre qualcosa di più semplice.
    Ultimamente ho preso in affitto, per parcheggiare la macchina, il sagrato di San Lorenzo. Qualche transenna ed è fatta.

    Tua Britney Spears della Circonvallazione 90/91

  5. BRITNEYYYYYY!!! SEI TUUUU????
    Me lo fai un autografo?
    Ma che donna umile che sei, pensavo che con tutti i soldi che hai avessi l’autista…Motel…motel…mmm…no, non conosco…fai bene a parcheggiare lì, è un toccasana per l’anima, il male principale dei tempi moderni è che i giovani non frequentano più chiese e luoghi di culto. Anch’io andavo spesso in Chiesa alle Colonne, bel posto.

  6. cazzo merda,
    io pubblico una foto minimamente allusiva e me la censurano, e poi posti come donnestupende.splinder.com fanno 800 visite al giorno.
    E’ ragionevole pensare che ampland non sia sufficientemente diffuso.

  7. o ma che meraviglia… la foto di mirko! ma lo sai che io ho l’autografo di quell’uomo lì? sono stata sul set perchè da bambina sbabavo per cristina d’avena che recitava in kiss me lycia con le sopracciglia unite.

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