Aristotele quel segaiolo

Pensavo oggi, pelando le fragole, al mondo e ai massimi sistemi. Questo genere di riflessioni, solitamente, migliora di molto l’uomo, di per se’ coricato sulle sue piccole cose. Miglioramenti tangibili ce ne sono stati parecchi, fin dalle fragole, tagliate così bene che è un peccato metterle nella pentola per la marmellata.  Il libero pensiero, in circolo nelle mie vene, ha rigenerato la mia anima, un po’ come un sano bicchiere di rhum.

Dunque, partiamo con ordine: ieri, sabato 2 giugno, come molti altri mi sono spinto, in compagnia del Presidente, verso i lidi liguri. Dopo una notte di consultazioni di siti meteo, webcam stranite e altre amenità tecnologiche completamente inutili, ho dato il mio verdetto: Levante. Il mezzo di trasporto, gentilmente offerto dalla Signora, era dotato di particolare accrocchio americano per il trasporto delle tavole da surf. Tale oggetto, sul sito del suo produttore, viene addirittura propinato per portare comodamente una tavola in bicicletta.  Ecco, tale oggetto, in verità, è una mostruosa cagata. Abbiamo fatto il viaggio a 70 Km/h, con gli occhi sul tetto, consumando 4Gb di musica e tonnellate di sigarette. Ecco perchè, pulendo le fragole e tagliandole in piccole fettine, il mio laborioso cervello, ha prodotto svariate conclusioni:

– acquistare un prodotto migliore. Ma c’è il rischio di rimanere fregati ancora, e al mio cervello non piace.

– acquistare una macchina molto grossa. Ma, dialetticamente, i problemi non si risolvono aggirandoli.

– smettere di surfare. Plausibile, ma poco indicato visto l’alto gradimento espresso dal cervello e da molti altri organi.

– andare a vivere a Genova. Questo però farebbe mancare le mostruose code in tangenziale.

Dato che le fragole erano pochine, non sono giunto a una conclusione. Rimango nell’imbarazzante limbo della scelta, sommerso da milioni di variabili.

E se fossero state molte di più, dico le fragole. Questo mi avrebbe permesso di ragionare a fondo sulla questione. Allora forse si tratta di espresse colpe di mia moglie, e della sua parsimonia nel comprare le fragole. E forse questo mette in gioco il matrimonio. Da neo-single, o single di ritorno, potrei dedicare molto più tempo agli sport che amo, come il surf. Di ritorno da una bella surfata come quella di ieri potrei avere voglia di amare, e nello specifico di amare una persona. Dovendo scegliere, sceglierei mia moglie. Mi sposerei. Chiederei gentilmente della marmellata fatta in casa, memore delle scorpacciate infantili.

Considerando anche il mercato cinese, da dove viene l’aggeggio infernale, si potrebbe anche dire che è tutta colpa di chi ha educato i cinesi. Cazzo, facevano così bene il riso, e qualche stronzo li ha convinti a fare di tutto. Forse è anche tutto riferibile al commerciante spagnolo che ha immesso sul mercato delle fragole così presto. Forse morirò nell’attesa di una risposta.

Nel frattempo attendo pazientemente le foto di Ianna, fotografa di grande spessore che pazientemente ha seguito il travagliato percorso della Premiata Ditta in quel di Levanto.

6 pensieri su “Aristotele quel segaiolo

  1. …oppure la tua signora ti ha dato il numero di fragole necessario per innescare il processo cognitivo. In questo modo ha saputo impegnare il tuo tempo in attività che il tuo cervello reputa amene. E per continuare il ragionamento ti darà altre fragole, prolungando così l’attività cognitiva e di conseguenza il piacere che da ciò ne potrai trarre.
    Le donne sono dei geni…

  2. una domanda mi sorge spontanea.
    cosa intendi per “pelare” le fragole?
    tu “peli” le fragole?
    cioe’ nel senso che le sbucci?
    (lo so, le domande sono tre, ma non stiamo a perderci nei dettagli)

  3. Stann,

    trattandosi di fragole transgeniche, quelle comunemente vendute negli ipermercati, si possono pelare o sbucciare. La cosa importante è sputare i semini.
    Per fare la marmellata bisogna togliere la parte finale, dove c’è l’ameba, e poi, spaccando il guscio, togliere il latte.

    In Sicilia ne crescono di grosse, dai colori vivissimi. Solo che hanno le spine. Da qui il detto: “Ca minchia chi ci togghj i spini a cu fracula”.
    (Acciderboli se è difficoltoso espinare quel frutto)

  4. il surf è un’attività molto pericolosa, quasi come pelare le fragole o poco meno. ecco perchè quella santa donna di tua moglie lascia che tu assuma entrambi a piccole dosi. questo sì che è amore!

  5. Mentri peli le fragole potresti anche leggerti una poesia si Sanguineti. A piccole dosi, mi raccomando. Potrebbe avere forti effetti collaterali.
    e.

  6. alla fine, la marmellata non è venuta nemmeno un grnachè. colpa dei pezzettini di guscio che hai lasciato attaccati al nocciolo delle fragole. uff…

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