Giallo di Colza

Uno scrittore, che cazzo di bisogno c’è di un altro scrittore. Milano ti
sembra il posto che ha bisogno di uno scrittore? Che giornata di merda, appena
arrivato mi appioppano il caso di questo deficiente e una bella recluta nuova
nuova appena uscita dalla Scuola Allievi. Puzza ancora di cellophane. Merda,
che giornata di merda. Prendo la macchina, lui mi segue come se fossi una
divinità, in silenzio.
"Allora, la questione è semplice".
Mi guarda, pendendo dalle mie labbra. La circonvallazione è intasata di teste
di cazzo. Normale amministrazione.
"Questo Zop si è messo nei casini".
"chi è Zop?"
La prima volta che sento la sua voce. Mi viene in mente che non ci siamo
nemmeno presentati.
"Zop è uno che ha scritto un racconto su un blog dove ha messo un numero che
inizia con 113"
So che non sta capendo. Ci ho messo un po’ anche io
"E diceva che doveva andare a incontrare il Sig. Colza".
La perplessità nei suoi occhi, ma è forse colpa mia se mi appioppano casi di
merda?
"Morale: questo Colza è sparito, adesso andiamo dal nostro amico e cerchiamo
di capire che tipo è".
La casa è seduta sulla circonvallazione, in mezzo a tutto il casino. Il
portone è aperto. Facile arrivare. Suono il campanello, non risponde nessuno.
Riprovo. Mi accendo una sigaretta. Il mio Discepolo sta sull’attenti. immobile.
E’ teso. Sento dei rumori sulle scale. Arriva sul pianerottolo un individuo che
sembra avere la testa tra le nuvole. Si accorge di noi quando ci è praticamente
di fronte. Spingo avanti il Discepolo, voglio che per lui sia un battesimo.
 
  "E´ lei quello che si fa chiamare zop?"
Che domanda del cazzo.
– "Sì. E´ successo qualcosa?"
– "E´ per via del suo blog e di quello che ha scritto."
Questo Zop ha la faccia di uno che non sarebbe capace di fare male
nemmeno a un gattino.
 La tipica faccia del serial killer. Ha anche le occhiaie, sembra che abbia
dormito
appeso a un filo dell’alta tensione. Il tipico consumatore di erba.
– "Son solo racconti…" Si vede che è spaventato. O forse solo confuso.
– "Può darsi, ma ha pubblicato un numero di telefono che è stato composto
 da molte persone che evidentemente non hanno di meglio da fare, e
siccome inizia con unounotre, quando si fan le prime tre cifre risponde il
113.
Siamo qui per farle passare la voglia di fare lo spiritoso."
Il Discepolo sfodera tutta la sua cattiveria.
– "Non immaginavo…"
Adesso tocca a me.
– "E che cosa mi dice di Elia Colza?"
– "Ma è un nome inventato, non è nessuno."
Questo tipo deve aver davvero esagerato con l’alcool. Prima di perdere
la pazienza lascio che il Discepolo trovi una conclusione che
non includa il mio forte desiderio di spaccargli il naso.
– "La informo che Elia Colza esiste. O almeno è esistito sino a
qualche giorno fa. C´è una denuncia di scomparsa nei suoi
confronti, non ne era al corrente? E´ da otto giorni che non fa
ritorno nel suo appartamento di via della Peschiera all´1. Le
dice niente questo indirizzo, per caso?"
Come cazzo faceva il Discepolo a sapere tutto nei dettagli?
– "Assolutamente!"
– "Va bene. Si tenga a disposizione. Può andare. Per il momento."
Scendendo le scale lo guardo.
"mi sono solo informato sul caso".
Lo aspetto.
"e ho delle notizie interessanti su via Peschiera 1"

Roba da scrittori, assassini, milanesi e inflitrati, mica cazzi

molte informazioni su: ilgiallodeiblogger.splinder.com

thanks to: zop.splinder.com

10 pensieri su “Giallo di Colza

  1. Mmh… tutto molto strano, questa storia ci puzza…
    Zop, è vero, ha la faccia di uno che non farebbe male a un gattino (a meno che questo non diventi graffiante). Ma ne combina di tutti i colori, in tutti gli stili.
    Forse complottate insieme. Forse tu sei Zop. Forse, forse, forse…
    Il mistero si infittisce…

  2. il quadro che è rappresentato nel blog di zop quello dell’inquisizione spagnola è appeso proprio di fronte a me in studio. il mio capo ne va matto.
    (catamiao tu che sei un’esperta…)

  3. Caro Anonimo,
    non so se riuscirò a partecipare all’evento, avendo un appuntamento abbastanza lungo con tua sorella. Prima il dovere e poi il piacere. Ad ogni buon conto, come avrai visto si svolge in una libreria. Sono quegli spazi dove vendono i libri. Tornarci dopo decenni ti potrebbe fare bene. Sempre che il Destino ti tenga vivo fino al 30.

  4. su, su, che non riesco a postare niente sul mio blog dal mio mac… quindi vengo qui da voi a fare il tifo!!! ho fatto proseliti, sappiatelo, cercate di prestare fede al giuramento: nessuno mai svelarà la sua vera identità…
    e.

  5. http://zop.s[..] Tutto torna tranne un particolare… Da ormai una settimana la storia di Elia Colza gironzolava tra gli spazi vuoti della mia scatola cranica come un pensiero parassita. La soluzione giaceva nella casella della posta. Sembrava una lettera di Colza dal [..]

  6. http://ilgia[..] Tutto torna tranne un particolare… Da ormai una settimana la storia di Elia Colza gironzolava tra gli spazi vuoti della mia scatola cranica come un pensiero parassita. La soluzione giaceva nella casella della posta. Sembrava una lettera di Colza dal [..]

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