Stop per stiramento: 12 giornate a Franz

Aprile 1999, Studio della poveretta che mi aveva in cura:
 
Psicologa: “ ho letto le cose che mi ha portato. Devo confessarle che uno degli elementi che più mi ha stupito è che lei usa la terza persona per raccontarsi. Questo è tipico di alcuni problemi psicologici, dissociazioni e alterazioni della percezione. Vuole parlarne?”
Franz: “ Ma, cosa vuole che le dica, dottoressa, Franz è fatto così… in ogni caso non ne faccia una questione di principio, sono venticinque anni che io e lui conviviamo con questa cosa, e per noi cinque non è mai stato un grosso problema”.
 
 
 
Ah, Franz. Chi non conosce Franz, chi non saprebbe spendere due parole su Franz. Chi non si è fatto un’idea su Franz. E aggiungo, chi non saprebbe elencare almeno dieci difetti di Franz così a botta calda. E nel tuo  lungo elenco di stroncature da cronista puntiglioso, aggiungi  anche che non sono capace di giocare con il cervello, troppo abituato a dare cuore e polmoni.
 
Causa di questo prolungato silenzio, che lascia bianche le pagine di questo sito, dei miei quaderni e di qualche foglio, è giocoforza la spontanea decisione di Franz di godersi questo periodo nel fortunato ruolo di spettatore, causa infortunio. E lo spettatore, per un assurdo della vita, è la persona meno indicata per raccontare lo spettacolo. Non me ne voglia chi fa di questa condizione uno stile di vita, ma è una sensazione davvero povera. Come un formaggio magro che non sa di formaggio. Però, sarebbe inesatto dire che Franz ha scelto di sedersi in tribuna. E la partita che in questo preciso momento non richiede la sua ingombrante presenza. Di conseguenza, sta lentamente iniziando ad apprezzare gli optional di una vita da spettatore, e iniziando a conoscere i suoi vicini di tribuna. Gente abbonata da una vita al non giudizio, alla non espressione, alla arrampicata del perfetto mezzo, bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, ragione che sempre sta nel mezzo, e amenità del genere. Un vasto pubblico, rafforzato dalla comune idea che uomini e donne possano convivere tranquillamente accettando qualsiasi cosa. Gente che non considera il morto nel giardino di fianco a casa, proprio perché, fortunatamente, è il giardino di fianco, dove è sempre meglio non guardare. Gente che piuttosto che farsi il fegato, preferisce ribadire che è meglio informarsi a fondo .Una vita in tribuna, ben attenti a non mettere il cuore in cose che esulino da dirette responsabilità. Mi trovo felicemente seduto tra questi grandi abbonati, e di conseguenza mi limito a guardare la partita, seduto con molti allenatori e commentatori, che non hanno mai fatto i giocatori.
Mi viene difficile, so che non durerà a lungo, perché più che allenare, sono buono a giocare.
Franz e la sua lingua ne hanno dette di cose, solo dio sa quante, ma sempre dal campo.
Elencami i difetti di Franz, tu che stai in tribuna, perché li vedi meglio di me, che sono abituato a giocarmi sempre la faccia, con questi piedi poco buoni che qualche palla la servono sempre e sono sempre pronti a rimediare calci e pugni per difendere quando la vita attacca.
 
Oh, è per questo che siedo defilato nella grande e lucida sala riunioni, dove l’inutile chiacchiericcio di cui sono sempre stato padre, prova a cambiare la Multinazionale, mentre la Multinazionale decide delle nostre vite. Per questo da me ti saresti aspettata giudizi e prese di posizione, con quel mio vocione che sembra sempre sicuro di quello che dice. Invece preferisco ascoltare, seduto con gli altri abbonati, tenuto fermo da un piccolo infortunio.
 
Tu, vicino di tribuna, forse dimentichi  che il cuore è un muscolo. Solo chi si gioca la partita sa quanto costi tenerlo allenato. Per una infiammazione, uno stiramento, mi sono fermato. Per fermare una palla troppo lunga, proteggere il portiere, mi sono giocato il muscolo che uso di più. E piuttosto che usare il cervello, difesa tattica,  ho chiesto uno stop.
 
 
Detto questo, sto tenendo a mente più cose possibili, per trovarmi pronto quando ritroverò la penna.
Un catalogo di emozioni e luoghi, immagini e frasi. Gente cha fa l’amore sulle scale della metropolitana, il telo che copre un morto mentre la pioggia lava il sangue dall’asfalto, grandi businessman in lacrime davanti a una mail di troppo, il suo muoversi leggera sopra un motorino, gli alberi finalmente verdi, due chiacchiere davanti al sole, un decollo nell’alba.
 
 Ci vorrà un po’, ma fortunatamente ho i miei massaggiatori.

5 pensieri su “Stop per stiramento: 12 giornate a Franz

  1. lo sai che stai facendo il provolone? e macchiolina non vuole che tu faccia il provolone.
    questa sera nemmeno l’insalata mangi!

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