Era meglio un cano di un americano

Philip è il mio amico americano. Tutti dovrebbero avere un amico americano. Per me è stato più facile, perché Philip e io ci siamo conosciuti per lavoro. Siamo diventati amici per una semplice questione burocratico-temporale. Infatti, in seconda media ho deciso che erano miei amici quelli con cui stavo al telefono di più. Questa condizione permette a chiunque di diventare mio amico semplicemente stando al telefono con me per un minimo di mezz’ora al giorno. Una volta raggiunto lo status di amico, non lo si perde mai, rimanendo amici per sempre. Dato che Philip mi chiama tutti i giorni, tenendomi al telefono per almeno un ora, è diventato un mio grande amico. Un amico americano è molto più divertente di un criceto o di un gatto. Inoltre le spese veterinarie sono completamente a carico suo. Mi ricordo di quando avevamo un gatto, che si chiamava Micia, e che veniva sempre portato dal veterinario da me e mia madre in una borsa di pelle marrone con una finestrella di rete metallica. Al nostro ritorno mio padre si informava sulle condizioni del gatto e velatamente anche sull’importo sborsato.
 
Madre di Franz: “Siamo tornatiiii”
Padre di Franz: “Ah, e come sta?”
Madre: “ Insomma, sembra che ci sia una piccola infezione alla vescica”
Padre. “ Intendevo il portafoglio”.
 
Ecco, il mio amico americano non mi costa nulla di veterinario e in più, quando magari mi dimentico di chiamarlo per un paio di giorni, non si ammala come il Tamagotchi. Il mio tamagotchi moriva sempre perché mi dimenticavo di fargli fare la cacca o di pulirlo, mentre Philip fa tutto da solo. Il mio amico americano ha un unico difetto: è americano. Essere americano è una condizione mentale e uno stato fisico. Dicono che essere americano ha dei grandi vantaggi, soprattutto quando sei in america.
 
Poliziotto americano: “Patente e libretto, per cortesia”
Americano: “ Ma io sono americano”
Poliziotto americano: “Ah, allora vada pure, mi scusi”
 
Purtroppo, come i cani vengono mangiati in Cina, i gatti vengono spellati in Polonia, anche gli americani sono una razza perseguitata in alcuni posti. Diciamo che gli americani sono perseguitati in tutto il mondo tranne che in America. Per questo, i padroni degli americani, tendono a costruire l’America anche fuori dall’America, in modo che i loro americani non possano essere perseguitati.
 
Contadino Vicentino: “ E, Sgheo, cosa stai costruendo sulla mia terra, ostia?”
Americano: “ Una Base”
Contadino: “ Ma l’è la mia terra, ostia!”
Americano: “ No, questa qui è America”.
Contadino: “ E il mio vino?”
Americano: “ E’ americano”
Contadino: “ Alora c’ho capito perché mi ha fatto acido allo stomaco”.
 
Nonostante questo, in molti stanno scegliendo un amico americano. Anzi, direi che il fenomeno sta diventando di moda.
Nota dolente sono i giochi americani. Se per il tuo Labrador bastava la pallina di gomma da un euro, l’amico americano ha bisogno di giochi diversi. Per portarlo in giro c’è bisogno di una gabbia molto grande, che si chiama pick up. Come tutti i molossoidi, gli amici americani sono combattivi e territoriali, e bisogna stare attenti quando li si porta in giro per il mondo e incontrano maschi di altre razze. Se non volete avere problemi, vi consiglio di prendere una femmina, che è molto più tranquilla e anzi parecchio disponibile.
Per limitare i combattimenti tra maschi americani e maschi del resto del mondo, i veterinari dell’Onu stanno provandole tutte. Ma come per i combattimenti dei pittbull, il giro di scommesse è molto alto. Sono tantissimi gli industriali che scommettono sulle guerre tra maschi americani e maschi del resto del mondo. Il mio amico Philip è molto tranquillo, perché si è già accoppiato e ha un territorio tutto suo. Marchia il territorio con piscine e monovolumi, quindi abbiamo eliminato il fastidioso problema della pipì.
Come i terrier sono testardi, gli americani sono famosi per la loro elasticità. E questo in verità è l’unico problema del mio amico americano. Ma in generale mi sento di consigliarvi di prendere un amico americano piuttosto che un cane o un gatto.  
 
Ore 830, Zulu time, il Franz risponde a una mail di Philip che chiede delle slide sui competitors: Caro Philip, te le farò avere entro due settimane
 
Ore 19.00, Zulu Time, il Franz è in uno dei tre più grandi ingorghi al mondo, infilato tra un Suv e un Pick Up, completamente avvolto dai fumi di scarico. Squilla il telefono:
 
Philip: “ ho bisogno di quei lucidi sui competitors”
Franz: “ Ah, li sto finendo, credo che te li manderò in un paio di settimane. Per il resto come va?”
Philip: “ Bene, ho solo bisogno di quei lucidi sui competitors”
Franz: “ ti ho detto che te li mando appena posso. Hai finito quel lavoro sulla California?”
Philip: “ Aspettavo a finirlo, prima vorrei i lucidi sui competitors”
Franz: “…”
Philip: “piuttosto, che mi dici sui lucidi sui competitors?”
Franz: “ non li ho fatti”
Philip: “ ah, benone, allora quando mi mandi quei lucidi sui competitors?”
Franz: “ Allah è grande”
Philip: “ Si, d’accordo, ma i lucidi sui competitors?”
Franz: “ Sono omosessuale, e mi sto innamorando di te”
Philip: “ siamo sulla stessa barca. Speriamo in quei lucidi sui competitors”
 
Tasto cornetta rossa. Fine della comunicazione.
 
Ore 23.35 Zulu time, Franz litiga con il tubetto di dentifricio per avere le ultime gocce di preziosa pasta. Silenzio tombale in Casa Pistecchi, la Signora si è ritirata nelle sue stanze con grande anticipo e respira profondamente, cullata dal sonno dei giusti. Un terribile rumore avvisa dell’arrivo di un sms.
Philip scrive: E per i lucidi sui competitors?
 
A volte mi viene voglia di abbandonarlo in autostrada.

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