El Matador

 

Nel palinsesto della Grande Multinazionale, va in onda in questo periodo la miniserie “Venditori”, struggente fiction sulla vita di alcuni venditori nel periodo più caldo dell’anno, ovvero quando vengono decisi incentivi e promozioni. In un’ottica educativa, tale fiction deve essere visionata da tutti coloro che intendono intraprendere il misterioso percorso professionale del venditore, pertanto le repliche andranno avanti fino a primavera inoltrata.

Tutte le comparse sono avvisate, e si prega di attenersi alle seguenti norme:

In primis presentarsi in ufficio per le otto: sappiamo benissimo che nessun venditore è in ufficio prima delle dieci, ma sotto periodo di incentivi bisogna far sembrare che l’azienda sia importante.

Non lavate la station wagon aziendale, deve sembrare sporca e vecchia. Cercate di arrivare per primi, per parcheggiare vicino al posto riservato al Direttore, in modo che al suo arrivo lui possa avere la sensazione che la flotta aziendale necessita rinnovamento, e soprattutto la vostra macchina. (un piccolo accorgimento: togliete il porta sci, che vi fa sembrare ricchi).

Frequentate assiduamente la macchinetta del caffè (ma questo lo fate già spontaneamente), armandovi di misteriosi faldoni e grandi raccoglitori pieni di fogli.

Fatevi chiamare da mogli e amici durante le riunioni e rispondete in inglese. Scandendo bene, parlate di fantomatiche gare d’appalto faraoniche e giganteschi business. Quando riattaccate, con distacco chiedete scusa per l’interruzione.

Producete carta, compilate moduli, iscrivetevi a corsi aziendali serali, insomma fate in modo che il vostro nome venga scritto il più possibile. In casi estremi, utilizzate la tattica dell’offesa ai cessi: scrivete con un pennarello indelebile il vostro nome e cognome sui muri dei bagni, seguito da finte offese tipo: c’a l’amante- ti o visto – se la fa con la XY (ricordatevi gli errori di ortografia, sono essenziali).

Fingete di essere un team: invitate i colleghi al caffè, producetevi in complimenti sulla pettinatura, sul colore della pelle e su altre amenità.

E in ultimo, lanciate occhiate di complicità al vostro direttore durante la pausa pranzo. Lui ha sempre qualcosa da nascondere, e voi dovete fingere di sapere di cosa si tratti.

Se proprio siete indietro con queste tecniche, rinnovate il vostro amore per la Segretaria di Direzione, parlandole di come stia andando male con vostra moglie. Invitatela fuori a cena, e fingete passione adolescenziale nel baciarle le mammelle cadenti in uno squallido motel di provincia. Questo potrebbe essere di aiuto per sapere qualche notizia con anticipo e per pianificare le contro mosse.

Nel caso il vostro Direttore fosse donna, fingetevi non interessato a lei sessualmente (mentite), e anzi dimostratele il vostro alto valore morale indossando con fierezza i panni del padre responsabile: riempite di foto il muro dietro la scrivania e chiamate vostra moglie davanti alla Direzione utilizzando termini quali: Cucciola, Saccottino, Amore Mio, Panterina. Alludete inoltre ad una vita sessuale attiva, e un’intensa attività familiare.

Se siete donne e avete davanti un Direttore uomo, inutile sprecarsi in tutto ciò che è stato scritto fino ad ora. Aumenti e incentivi sono direttamente proporzionali alla capacità di scendere a compromessi. Il termine scendere a compromessi include: quel motel tragicamente trash, le prestazioni minimali del Direttore, alle quali rispondere con simulazioni di orgasmi cosmici, e fingere che l’alito del Capo sia come un prato di lavanda. Gli appetiti sessuali del Direttore sono solitamente legati alla sua insoddisfazione personale. La mancata realizzazione come uomo  In ogni caso, non cedete mai al ricatto della professionalità: tutto si gioca sul sesso.

Se siete donne e il vostro direttore è donna, sono sinceramente dispiaciuto. 

Nessuno, ripeto nessuno, è autorizzato a lasciare il posto di lavoro prima delle ore 19, anche se dalle 14 non c’è più niente da fare.

 

Per te, piccolo nuovo arrivato, che sei costretto a fare il number cruncher per dare in pasto alla Direzione in numeri con i quali deciderà il futuro della forza vendite, non c’è gloria. Nessuno ti saluta più e quando bevi il caffè ti accorgi di essere solo: è il prezzo della conoscenza. Tu volevi capire il mercato, tu dici di essere in grado di capire le dinamiche, e tu adesso paghi il dazio di essere dalla parte sbagliata della barricata. Per te ci saranno incentivi commisurati a quanti ne farai fuori. Non fingere che ti dispiaccia, in verità te ne fotti. Sei un bambino che sta imparando a parlare, e provi i suoni delle parole nella tua bocca: pianificazione, trend di mercato, riduzione dei costi, spirito di team, collaborazione per l’obbiettivo, gestione delle risorse, curve di erosione, piani di produzione, pietre miliari, valori, missioni, competitività, sviluppo: mille modi per descrivere quel bastone che tutti hanno in culo, e che tu devi giustificare.

In ultimo, ti ricordo la corretta declinazione del verbo performare, che usi più di tutti:

 

Io Performo Benone

Tu Performi, ma puoi migliorare

Lui performa, male

Noi Performiamo,  come squadra

Voi Performate, o state a casa

Essi performano, poco e male.

 

 

PS: ti rendi conto che ieri hai detto: “ Se il trend prevede realmente un dieci, ci costringerà a performare ancora meglio sui mercati emergenti”? Te ne rendi conto? Perdio, se fossi in te mi vergognerei.

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