L’Importanza Dell’Anziano (saggio etico)

In loving memory of my grandpa –

Tra via Mecenate e Via Forlanini c’è un quartiere, frutto dell’ediliza popolare post comunista, grande un  paio di chilometri. Idealmente costruito come confino per le masse popolari lavoratrici, è stato trasformato nel corso degli anni in una piccola e segreta oasi verde. Le vecchie case popolari sono rimaste, a memoria per tutti i futuri laureandi in architettura, ma hanno trovato il modo di diventare dolcemente più urbane: pini, erba, una pista ciclabile, vialetti pedonali e panchine sono la dimostrazione che si può avere fiducia nel destino. Oggi, mentre Milano si trasforma, Via Mecenate sta subendo il fascino della moda e della tv: spuntano tra i capannoni loft luminosi e appartamenti upper class. Per Viale Forlanini non c’è nessuna speranza, ingoiato tra la tangenziale e il Parco Forlanini ( anche chiamato Parco De Los Peruvianos Ambriacatos).  La zona ha uno stupefacente anonimato, che la rende tranquillissima. Il Sig. SLunga ci ha fornito di un supermercato molto più grosso della parrocchia. I suoi piccoli difetti questa zona ce li ha: ad esempio ci sono ben 3 agenzie immobiliari, il che significa almeno 6 agenti pronti a citofonare. Il nostro appartamento, che oggi è ancora nella embrionale fase di Cantiere dell’Amore, svetterà su tutto e su tutti, nell’ultimo palazzo prima della ufficiale fine del quartiere. Alle nostre spalle il verde, davanti l’asilo e due stradine. Il palazzo è solo una delle innumerevoli scale del condominio. In tutto otto appartamenti. Otto vicini con cui stringere pacifiche relazioni, limitate a qualche saluto con i più lontani e a una più utile cordialità con i dirimpettai. In un paio di settimane mi sono reso conto del misfatto: non solo il palazzo, ma il 70 % del quartiere è abitato da ANZIANI. Persone che hanno più o meno sportivamente superato i 60, perdendo in tonicità muscolare e in lucidità ma non in prontezza di spirito. Come tante piccole formichine, li vedo impegnati in microscopiche attività di mantenimento della quiete pubblica. Aver parcheggiato la moto 69,5 secondi sotto le finestre del vicino mi è costato un post it sul cruscotto: "E’ severamente vietato parcheggiare i mezzi all’interno del cortile". Quel SEVERAMENTE mi ha fatto capire che uno dei nostri over 60 era l’autore. Un giovane si sarebbe limitato a buttarmi giù la moto, o a tagliarmi le gomme. Anche le macchine parcheggiate hanno un loro senso specifico: come se ognuno sapesse quale sia il suo posto. Un meccanismo oliato da anni di convivenza, scandita dal matrimonio della figlia del sig. Membroni, l’incidente del figlio del sig. Casuto, l’infartino del sig. Rapimonti, l’icuts della signora Mezzofanti. Una solidarietà sanitaria pronta ad esplodere alla prima minaccia. E la minaccia siamo noi. L’esercito di nonnetti si è organizzato, e da un paio di giorni tempesta l’amministratore, che manco a dirlo si chiama Vecchietti, di telefonate tragiche. Il dottor Vecchietti trova in me un orecchio sensibile  e pronto a limitare i danni. Per questo, alla telefonata di questa mattina, in cui mi annunciava la distruzione di mezzo palazzo per mano di Costantino il Rumeno, mi sono catapultato sul luogo del delitto. Ben attento a parcheggiare nello spazio che fu dei vecchi proprietari, sono andato di persona a verificare le proporzioni dello tsunami di Bucarest. Una crepa millimetrica nel soffitto di quelli di sotto stava creando una piccola rivoluzione. A nulla sono valse le motivazioni di Costantino: "Mentre o fato canale di tubi cucina, forse o roto pavimento, ma no preoccupa tanto fa anche pegio…" . Inoltre il sig. S., rappresentante di scala, ha fatto notare all’amministratore che da quando ci sono gli operai si nota un improvviso aumento dello sporco.

Io che ho un grande rispetto per il tesoro culturale dell’anziano, e ho anche una pazienza superiore alla media, garantita dal fatto che non ascolto quasi nulla di ciò che mi viene detto, non ho avuto nessuna reazione scomposta. Ho solo sottolineato al vicino che la crepa era probabilmente riconducibile a una scoreggia del criceto del suo dirimpettaio, viste le dimensioni. Con il rappresentate di scala mi muoverò con lentezza cinese, affilando i coltelli per rendere tutte le rotture di coglioni con il tempo che verrà.

1

"Sig. S.?"

"si pronto? chi parla?"

"sono il Franz. "

"ah, mi dica…"

"no, nulla volevo solo dirle che ho trovato dei capelli in ascensore. Se qualcuno le telefonasse per riaverli, li ho messi nella sua casella".

2

"Pronto?"

"Ah, salve sono il Franz!"

"Ma è mezzanotte!"

"Ah, già. Li è mezzanotte. E’  che io sono via con mia moglie all’estero. Qui è pomeriggio. Il nostro oscilloscopio ci ha segnalato una vibrazione superiore a 1.243"

"il vostro cosa?"

"Significa che qualcuno ha fatto cadere delle chiavi, o una forchetta, o un pacchetto di sigarette. Volevo solo dirle che potremmo tutti stare più attenti. solo questo. Il mio pesce rosso è molto stressato dalle continue vibrazioni".

3

"Pronto?"

"Sig. S.?

"Sono io"

"Ah, sono il Franz, buonasera. Mi scusi se disturbo, ma ho trovato delle impronte digitali sul corrimano all’ingresso. Che faccio, le porto il calco?"

"ma porc…"

"ok. Glielo lascio in casella…"

Cari nuovi condomini over 60: diffidate da Il Franz. Fuori sembra un placido trentenne, ma dentro ha un ultra ottantenne pronto alla guerra.

Fuori i cateteri se avete il coraggio

8 pensieri su “L’Importanza Dell’Anziano (saggio etico)

  1. Mi correggo:

    Domani sera L’Elegante voleva andare a Vigevano a mangiare un gelato. Con il solito tam tam di paparazzi lo è venuto a sapere anche James Brown, che pur di incontrare l’Elegante ha organizzato lì un concerto.

    Il Franz e il suo pene ( El Presidente)

  2. Ciao a tutti…non so se andro’ al concerto di James Brown ma lo consiglio a tutti..e’ un esperienza irripetibile soprattutto per i piu’ giovani affinche’ possano vedere come si suona….altro che robbie williams, subsonica, chemical brothers ecc ecc. Dopo un concerto di Godfather of soul tutto passa in secondo piano.

    L’elegante

  3. ah…l’elegante…quel simpatico vecchietto…meglio noto negli ambienti musicali della Pantigliate che conta con il nickname de L’IMPARATORE SONORO…

    tun pa…pa tun pa tun…pa

    el Presidente…(sebbene nota testa di cazzo…non sono il pisello del Franz)

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