Il Gemellaggio Franz & John

John Caputo è nato a Traverse City, nel Michigan, in un piovoso lunedì pomeriggio di maggio di 28 anni fa. Io e John siamo nati a maggio. Il padre di John, un tizio abbastanza silenzioso, ha fatto di tutto per far crescere John in una condizione migliore di quella in cui aveva dovuto barcamenarsi lui. Di sicuro quando Carmine Caputo e sua moglie Rosaria Maggiello in Caputo erano sbarcati dal mercantile battente bandiera cipriota non avevano il becco di un quattrino. E due anni dopo, quando Rosario era nato la situazione era rimasta simile. A fare il pizzaiolo in una città di boscaioli abituati a mangiare bistecche alte più di tre pollici, non si diventava ricchi. Per questo Rosario, alla nascita di John, aveva deciso di andare a lavorare nella segheria vicino al paese. Una merda di lavoro, con un sacco di polvere e tanti dollari quanti ne bastano a  vivere in America. John è cresciuto nell’agio che può avere una famiglia di migranti. Suo padre aveva sempre insistito perchè John non dimenticasse la sua terra, la Sicilia. Così John si era fatto un paio di viaggi a Palermo, diversi anni fa. E, prendendo in parola in padre, aveva deciso di sposare una ragazza di origini siciliane, Mela Maggione. Anche in questo io e John siamo messi uguali. John, sabato pomeriggio si è seduto davanti al televisore per cercare qualcosa di interessante. I Michigan Pair avevano appena vinto una delle più combattute partite della NBL. Con un po’ di zapping John è caduto su qualcosa di davvero strano: una partita di calcio. Lo sport famoso in Italia. E, guarda un po’, la partita era proprio USA-ITALIA. Anche se John era a corto di regolamento, si fermò a guardare. Suo padre, dal 1988, data di ingresso in casa della tv via cavo, si faceva delle levatacce certe volte per guardare il calcio. E John lo sentiva imprecare contro il televisore. Lui preferiva di gran lunga il baseball, sport più intelligente. A quanto pare la partita non va un gran chè per gli americani. Stanno perdendo 1a 0. Da quanto si ricorda, le partite di calcio non sono come quelle di football: finiscono sempre poco a poco, tipo 1 a 2 o 2 a 0.  Poi uno dell’Italia la mette nella sua meta, senza che il goalkeeper possa farci nulla. Anzi, rimane lì, con una espressione straordinariamente equina a guardare il suo compagno di squadra. Poi c’è una sostituzione di uno biondo con uno che ha un cognome che sa di immigrato: Gattuso. Che faccia! Sembra un cane arrabbiato. John osserva come il nuovo arrivato pompi la squadra. Sono carichi, urlano tutti e si incitano. Sembra proprio che debbano andare in meta. Invece è Carlos Bocanegra che preoccupa gli italiani. Il commentatore dice che non è una delle più belle partite di questi ragazzi. Poi finisce tutto, e gli italiani se ne vanno imbronciati dal campo. Pubblicità e poi inizia la diretta di una gara di pesca. Che pomeriggio fiacco per John, che serata di merda per Franz.

Ma Luciano dove minchia sei finito. Qui gli arbitri ci arrubano e per uno schiaffetto sulla guancia ci espellono. Io e John siamo tra i pochi che guardando la partita non sognavamo di essere nei panni di Marcello Lippi. John non sa nemmeno chi sia, io sono flemmatico. Certo è che vedere una partita così di merda fa rimpiangere i bei tempi in cui almeno c’era Moreno.

E le facce deluse dell’ Ispettore Monazzo e di Renato, ubriachi fradici, facevano capire quanto sia importante per noi una partita di calcio, mica come per gli americani, che la usano solo come scusa per bere.

E sia, John, magari a baseball pareggiamo…

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