Non sono una Signora

Racconto in stile Verbale Americano, con tanto di omissis: gustare accompagnato da fragole e rhum

Milano, ore 18.00, sotto una cappa di caldo che stride con il mio gessato, esco per l’ultima volta dall’ufficio. Dimissionario. Fatta una scatola contenente nell’ordine: 1) roccia dell’Etna, più volte criticata come fonte di sporcizia. 2) mio personale copia commissioni da viaggio, ormai compagno dal 1999. 3) tazza di Pippo, che dopo aspre critiche era finita in un cassetto. 4) la mia stilografica. 5) protachiavi Boxe Ursus a forma di guantone; tanga militare appartenente a sicula sottratto da Willy e abbandonato nella mia macchina come scalpo; accendino e cartine; atlante d’europa con i segni della devastazione di due stagioni di ferie, il tutto appartenente alla mia ex macchina. Ritrovo anche: adesivo degli Ignoranz, Cd di Eric Clapton, spray leva odori. Oggi ho fatto i dovuti ringraziamenti, con tanto di lettera al capo ( che sicuramente verrà presa come atto di estremo lecchinaggio, ma che in verità è sincera), salutando tutti. Regna il sospetto. Nessuno ci arriva. Me ne vado perchè non è importante lo stipendo se si torna con il mal di fegato. Pensano al complotto. Sicuramente andrò cercando di migliorare, lo farò tutta la vita. Aspettavo reazioni simili a quelle che ho ricevuto ( con tanto di cazziatone finale e sguardo odioso). Ma la cosa più sorprendente è che, domani ci dovessi ripensare, non tornerei mai indietro. Mancava la amica chiaccherona, sarei stato curioso del suo saluto. Era un piacere osservarla nell’ultimo periodo, scattante parodia del carro dei vincenti. Lo sbaglio è stato non chiedere scusa, per l’eccesso di zelo con cui mi ha sputtanato (la punizione per chi tradisce è il rimorso, sempre che ci si arrivi) Ma non devo insegnare nulla a nessuno. ( anche se imparare è roba per tutti). Ho imparato tanto, questo si. Scuola di umanità. Mi sento sempre meno solo, forse più forte. Non ho paura di fermarmi, sceglierò ciò che è meglio per me. Sembra poesia, in realtà si tratta di vendere. Il lavoro più bello del mondo. Chiederò solo che mi sia lasciata fiducia. Adesso le priorità sono serrate: mare. fino a quando non cambio pelle. 6 libri che aspettano. un paio di progetti, 21 racconti da finire, e quel rumorino nella Vespa che fa tanto pensare a un pomeriggio a smontarla… senza complotti.

Disclaimer: i fatti narrati sono frutto della fantasia dell’autore, condizionato dal pesante uso di particolari droghe come amicizia, amore, letture e ascolto di musica con messaggi subliminali profondi, stile Ben Harper. Quindi è necessario che chiunque si sentisse descritto nei fatti di cui sopra, innanzi tutto provi a rileggere, e in un secondo tempo si disilluda. (dopotutto, chi cazzo ti ha detto di venire qui a leggere…)

4 pensieri su “Non sono una Signora

  1. Quando avrai finito i racconti, letto i libri, gustato il pasaggio dalla vespa e ti sarai crogiolato a sufficienza sotto il sole … fatti sentire che apriamo una società!
    Ci scriviamo e ci leggiamo … che bello;)

  2. Ciao Franz! Bello questo post e…sì, bello Radio Corrida!
    Mi piace l’idea di base, è molto anni ’70.
    Però…ti comunico una mia perplessità in pvt.
    P.S. La spiaggia va bene, oggi si apre! Volevo spedirti un paio di scatti sulle zone dove si fa surf, qui da noi…

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