Angolo della Cucina Internazionale

Falafel Sandwich (preparazione: 20 minuti, difficoltà: @@@)

Predisporre un piano di marmo all’aria aperta, preferibilmente fuori da una grande fiera. Lasciare che il piano si impregni di diverse sostanze. Prendere una piadina di pane azimo delle dimensioni di un copertone e appoggiarla sul piano di marmo, proprio vicino alla macchina di the (si spera…). Depositare sulla piadina un velo di lattuga calda, preventivamente conservata per terra, in una cassetta. Aggiungere aglio in polvere, salsa verde di avocado (presa da una ciotola per cani) e delle fettine di carne (assicurandosi perlomeno che il cliente non veda che quello non è pollo, ma piccione). Aggiungere cipolle e maionese. Riporre nel forno a microonde per diversi minuti e servire con patate fritte molli e podori sporchi (verdi alla stazione del treno).

Il piatto può essere servito con del thè alla menta, in apposita tazza di porcellana non lavata.

Cazzo, se c’era Suor Germana, mi moriva sul colpo.

Uno dei grandi pregi di questo tipo di cucina è che l’alito del dopo pranzo (un misto di cane bagnato, copertone bruciato e amore da dietro) sorpassa di gran lunga il lacrimare abbondante dell’ascella di tutti quelli che ti stanno attorno. Uno dei grandi difetti di questo tipo di cucina, è che l’odore permane sulla pelle per diversi giorni.

Saluti cari dagli Emirati (nel senso di Stato non nel senso di Emirati).

Lo Sceicco Ahmud Franz

 

Ode Al Pesce

Questa sia un ode al Pesce.
O pesce, figlio del Piastrella, grande condottiero di battaglie con l’uovo di pelle. O Pesce, fratello degli uomini coraggiosi e padre del controllo della catena di montaggio. Tu, che con il tuo destriero dal tergilunotto provvisorio, attraversi la patria per portare il verbo, e il seme, oltre il grande fiume. Tu, che il popolo di San Vito in Provincia di Trezzano in Provincia di Milano ti osanna. Tu stesso, inventore e prodigo filosofo, hai avuto l’amabile pregio di compiere due gesti che su queste pagine rimarranno a peritura memoria.
 
In primis hai uscito,
O Pesce,
in una serata in cui la coltre di nebbia si fendeva con la lama portata da una mano prode, e la patina sulle strade poteva essere solcata solo da zoccoli navigati, e da zoccole disperate,
dicevo,
tu hai uscito dal suo sonno Egofix.
Egofix, figlio di Prossimix e fratello di Maniglia, cugino del nobile popolo gallo, che solitamente si chiude in un letargo umano da brumaio (ottobre) a nasatrono (marzo), lasciando che sulla sua pigrizia cada neve e i semi si congelino tutto intorno alla sua dimora a Trezzano, vicino a Lione. Lui, che inverna solo, frequentando solo alcuni possenti rappresentanti del popolo Rom, che in verità frequentano la sua casa, possibilmente quando lui non vi si adagia. Lui che del triclinio ha fatto un dio, posando il suo ano su pallide lenzuola, che mai lo copriranno dalla gogna del pubblico ludibrio.
O Pesce, ecco, tu l’hai uscito. Portandolo con te, hai compiuto il miracolo.
 
O Pesce,
non pago hai fatto il gesto che nella mia memoria ti ha posto ai vertici dell’amabile attività dello zingaro di città.
Avvolto nella coltre di nebbia del lago Idroscalo, da dove mostruosi zarri e infimi elfi di Cernusco insediano le (poche) vergini a noi rimaste in dono dal dio Eros (marito della dea Selene, che la leggenda vuole tradita con la semi-dea Hunziker. Dalla rabbia Selene sfida tutto il popolo svizzero con tremende battaglie. Da cui anche il film "Selen contro tutti"), sulle rive del Lago hai parcheggiato il tuo destriero e con noi, uomini comuni, hai iniziato il difficile cammino delle Discoteche dell’Idroscalo.
Donne tentatrici, barman comunisti, proiettori accecanti, musica diluita con stronzio, calpestio di piedi e grande abuso di ghiandole sudoripare non ti hanno fermato nel gesto più nobile che io ti abbia mai visto fare.
Solo il Mago Monastirius ha letto nelle intestine dello Elegante, forti turbolenze e grandi temporali, ma anche tessere Arci a poco prezzo e grandi dosi di rhum del supermercato, al costo del supermercato (inteso nella sua integrità).
Da tanto ne io ne Ira, figlia di Elio, Dio Del Vento da cui discende l’intestino dello Elegante, ci divertivamo così tanto, presi in danze e grandi banchetti.
 
O Pesce,
a te sia la mia gratitudine, che esprimerò al più presto con calici di rhum, allungato con acido fosforico e acqua in foglie di coca ed eventualmente del lime.
 
Per coloro che poco masticano con le Odi in endecasillabi tronchi, al Pesce il merito di una Zingarata d’eccellenza, che sicuramente verrà riproposta ad oltranza in tutti i locali, fino a che qualcuno non ci corticherà di manate.

Le Prugne Aiutano l’Intestino

Ecco, sarò breve, ma diretto: l’America mi sorprende, e la televisione americana mi convince.
L’America mi sorprende perché credevo di essere nella terra del surf, delle arance e delle prugne, del sole e del silicone. Invece scopro che la California è molto di più: è la terra dove gli alberghi non hanno i caloriferi perché non servono, chè c’è sempre caldo. E io arrivo nei giorni del freddo record. Ho freddo in California, questo è davvero cool. Inoltre mi sorprende la marmellata di ciliegie bianca. Non trasparente: bianca. L’America mi sorprende nei suoi gamberi, grossi come trote, e nelle sue ciccione, davvero ciccione. Nelle sue macchine che inquinano anche per noi mentre noi andiamo in giro a piedi. Rifarsi le tette qui costa 3.500 $, c’è un cartello che lo dice proprio sotto il nome del paese. Dana Point, Tette perfette con 3.500$.
La televisione americana, forte di una notte insonne, mi sta convincendo delle seguenti cose: Gesù era nero, e lo testimoniano diverse lettere di Thimoty. Io sono grasso, sono terribilmente grasso, sono impresentabile. Da domani non farò diete snervanti e inutili fatiche, ma utilizzerò: DYA. Inoltre io ho davvero bisogno di mangiare il nuovo beef burger da 300gr, con tanta fresca maionese e due fette di bacon come piace a me. E ho anche bisogno del cavatappi elettrico, del dvd di Grils Gone Wild, e di una macchina nuova. Non avendo che dieci dollari nel mio portafoglio è inutile che mi abbatta: c’è il finanziamento che fa per me, con tassi sempre inferiori al 25% (ho scritto 25%, lo dicono davvero…) L’ultimo ricordo che ho prima di cadere in coma è della Fox che mi dice le cose importanti di oggi a L.A.: primo: fa un freddo della madonna, un sacco di gente povera morirà, le arance sono surgelate, un sacco di messicani sono senza lavoro, quindi niente di negativo sul fronte meteorologico. E’ invece successa una vera tragedia: non ho capito bene dove ma J.Lo ha fatto bella mostra di un quarto di capezzolo. La cosa è talmente importante che una tavola rotonda in studio ne discute. Potenza delle terminazioni di una ghiandola mammaria di una immigrata portoricana.
 
…see ya

Romania Bulgaria e Brescia finalmente in Europa

Speravo fosse una questione di rotte: ma poi ho viaggiato verso luoghi solitari e brutti.
Credevo fosse una questione di compagnia: ma mi è successo anche da solo.
Alla fine credevo fosse una questione di prezzo: ma li ho trovati anche in Business.
Ecco qualche semplice consiglio per evitare uno dei più fastidiosi fenomeni legati ai viaggi aerei:
 
Il Bresciano In Vacanza
 
Il Bresciano In Vacanza è una sotto razza del Bresciano di Città, fedele e industrioso compagno di molte avventure professionali. Quando però si trasforma nel pericoloso sottotipo chiamato “In Vacanza” poche cose se non la violenza riescono a fermarlo efficacemente. Detto questo è buona norma cercare di evitare l’incontro con questi animali, con qualche piccolo accorgimento. Innanzi tutto il Bresciano in Vacanza è tra i pochi riconoscibili già in aeroporto. Solitamente si reca in luoghi di mare con alta concentrazione di turismo sessuale e/o droghe pesanti. Se siete anche voi diretti, per gli stessi motivi o per altre ragioni, in località sospette (santo Domingo, Cuba, Capo Verde, Lanzarote e simili) attivatevi per riconoscerli già prima del check in. Essi infatti hanno l’usanza di indossare indumenti tipici: infradito, mogliettine aderenti con improbabili messaggi in inglese (Università Dell’Amore) e jeans molto strappati. Indipendentemente dalle stagioni, il Bresciano in Vacanza si reca all’aeroporto agghindato come fosse già con i piedi nell’acqua. Se il controllo dell’abbigliamento vi risultasse difficoltoso appostatevi con anticipo al check in e osservate: il Bresciano in Vacanza tende sempre a passare sotto il detector per più di dodici volte, creando code oceaniche, e capendo solo alla fine che la cintura con la fibbia D&G potrebbe essere di ferro e non di argento come ha sempre creduto. Ultima possibilità, all’imbarco il Bresciano in Vacanza non mancherà mai di tentare l’approccio con l’incaricata al desk, con allusioni sessuali e grandi risate dei compagni. Una volta sull’aereo è impossibile scampare al proprio destino. Il Bresciano in Vacanza si muove in gruppo, e il maschio dominante desidera manifestare il suo dominio con fraseggi pesanti rivolti al personale di cabina, spesso in dialetto. Prima del decollo apre e chiude il tavolino a ripetizione, attratto dal meccanismo, come alza e abbassa il sedile, commosso dalla semplicità di un pulsante. Inoltre, mentre vengono serviti gli snack o i pasti, chiede sempre di avere due o tre porzioni di qualsiasi cosa, tendenzialmente avanzando poi tutto. Avendo una vescica molto ridotta, dovuto al fatto che il fegato, fin da tenera età, è costretto a un sovraumano sviluppo per sopportare le dosi massicce di grappa, il Bresciano si alza almeno quattro volte per fare la pipì. Il tono di voce, dovuto alle comunicazioni da valle a valle, è sempre molto sopra la norma. Dopo l’atterraggio esplode l’applauso, coordinato dal capo branco, verso il comandante. In caso di turbolenza il Bresciano si spaventa molto e diventa aggressivo. Diverse compagnie si stanno attrezzando con fucili caricati con narcotici, gli stessi usati per addormentare i cinghiali, da fornire alle hostess.
Se doveste viaggiare vicini a un Bresciano, sappiate che avete diritto al doppio delle miglia sulla tessera Millemiglia. Fate in ogni caso molta attenzione: presto verranno riconosciuti come razza protetta dal WWF (World Wrestling federation).
Qui di seguito alcune espressioni comuni:
“O- figaaa- el chi sember de sta en pultrunaaa. La manca sola che la vaca me sucha e siamo a postoooo”
(Accidenti, sembra di stare molto comodi. Se solo riuscissi ad approciarmi alla hostess, sarei davvero a posto)
“Dighel, bala che sembra ciuchooo”
(Corbezzoli, che turbolenza!)
“Ostia, ma-a-a-a el dio, stuia di peoso aoooei anshenaoo”
(Questo panino è davvero gustoso)
"Domia dormì adeso che dopa se ciula…."
(meglio riposare adesso che dopo speriamo di approciare qualche donna)
"al ghan el rum. Lo ciapi così me bituuii al clima de sota"
(Il mini bar serve del rhum. Ne prenderò uno shot, per entrare nel clima locale)
 
Se sei stato vittima di un bresciano in Vacanza, rassegnati, è una delle tante colpe della globalizzazione…

Promemoria Sale & Limone

Mail di richiesta di aiuto del Franz:

"caro xxx, mi dai una mano? Ho problemi a leggere le mail quando sono in giro. Grazie, ciao"

Risposta

"E’ sufficiente collegare il telefonino in modalità remota, stabilendo una connessione IrDa o BT. Se non ci riuscissi puoi mettere in piedi una micro lan, magari utilizzando il cavo del telefono dell’albergo, e hackerarti al ISP più comodo per poi loggarti sul nostro pww. Spero di essere stato chiaro. Ciao"

Io, personalmente, stabilirei delle normative per cui i tecnici pc e gli smanettoni in genere debbano essere sterilizzati e marchiati sulla fronte con una grossa @. Ben visibile, per carità, che tutti possano sapere con chi stanno per avere a che fare.

il Borgo Di Giovanni (scritti da Johannesburg)

Cosa vuoi che ti dica? Vuoi sapere di leoni, bestie feroci, surfisti, grandi metropoli, neri poverissimi, bianchi ricchissimi, pinguini, e un sacco di altre cose che abbiamo visto nei documentari?

Bene, allora e’ giusto che tu sappia che Johannesburg dista undici ore di macchina da Cape Town, e sei dal mare piu’ vicino (Durban). Inoltre a bestie feroci siamo messi male: il posto pulula di animali, tra cui orde di zanzare stile bassa padana, ma e’ lontano dall’essere una riserva naturale. Bianchi in ciabatte e costume da bagno si aggirano nei posti per bianchi in ciabatte e costume. Io dormo in un posto che si chiama Monte Casino, che e’ l’esatta ricostruzione di Monte Cassino, con tanto di vespe, nomi delle vie, cinquecento parcheggiate. Una specie di grande ghetto per ricchi, con piscine, ristoranti, casino’, e qualche zanzara.  Fuori c’e’ il vero Sud Africa, e presto ti faro’ sapere qualcosa in piu’. Per dovere di cronaca e’ il punto piu’ a sud del mondo dove sono stato, e probabilmente questo record rimarra’ imbattuto, se non per qualche cliente in Antartide.

Le turbolenze Equatoriali sono una delle migliori cose al mondo per credere fermamente in dio e pregarlo intensamente mentre ci si tiene con le unghie al sedile dell’aereo.

Non ho mai visto una fissazione cosi’ alta per le scarpe lucide. Senza cravatta, ma per dio con le scarpe perfette.

Un breve saggio sulla potenza del vino sudafricano, molto meglio delle benzodiazepine.

Una postilla di colore: in downtown (che sembra il centro di Londra, solo un po’ piu’ caldo) siamo gli unici in cravatta. Lo stile business qui prevede camice improbabili e molto sudore. ( e in quanto a sudore siamo perfettamente attrezzati).

Certo e’ che bisogna tornarci, posti come questo sono una doccia fredda per l’anima.

Tutto Lucido su un Lucido (occhio a non scivolare)

Questo racconto può essere letto come accompagnamento a del buon rhum, o al massimo a del discreto vino. Essendo un racconto in mi – necessita di una colonna sonora accuratamente selezionata, come ad esempio l’accensione di una vespa ingolfata o uno sciaquone tirato di fretta, o anche entrambi mixati. La lettura del seguente brano è fortemente sconsigliata a chi ancora crede nelle sue ambizioni. Ah, e ricordatevi di non miscelare mai rhum e ambizioni, per evitare pericolose esplosioni euforiche, totalmente inguistificate per la nostra generazione.

Sono le otto. E tu avevi puntato la sveglia alle 6.48. Non per arrivare con largo anticipo, con la classe di chi domina il tempo, ma per la semplice ragione che le seiequarantotto è già tardi. Sono le otto, tua moglie, con cui ancora condividi il letto, ha passato una notte intera a sognare di essere Varenne, scalciando e occupando due terzi del letto. Tu, che con un cavallo non vorresti mai dormire, hai anche pensato che ti sarebbe piaciuto addormentarti, ma la puledra non conosceva stanchezza. Sono le otto, e sei stanco come se fossi alla fine di una giornata, che non è un bun segno. Sono le otto e dodici, e sei in macchina. Di questi tempi ti capita di confonderla con un frigorifero, non vorresti mai che nel lento risveglio del mattino, così distratto, ti fossi infilato nello Smeg Verde Pistacchio. L’unica è provare ad accendere il tutto. In effetti parte, deve essere quasi sicuramente la macchina. Sono le otto e venticinque, e la tangenziale ha già visto un paio di ore di facce incazzate e gomme veloci. Ti accendi la prima sigaretta, per mantere alta la bandiera del salutismo, e tiri anche giù il finestrino, per condire il tutto con qualche etto di pm10 e altre schifezze. Alla radio non c’è Platinette, ed è la prima buona notizia. Scoprirai presto che rimarrà l’unica. In ufficio ci entri che sono le 9.35. Appoggi giacca e borsa, cerchi la chiave del distributore automatico, ti infili in corpo un caffè che del caffè ha solo la caffeina. Fingi anche che ti piaccia. Il clima è sospeso, come se di li a poco si giocasse una partita importante. In effetti da li a poco si giocherà una partita importante. E tu sei proprio in mezzo. E pensi che sono solo le 10.00.

Intervallo: pubblicità: due uomini nudi corrono su una spiaggia deserta, si girano di colpo: sono il tuo capo e il suo capo, che è il tuo capo al quadrato ( e di conseguenza ti fa il culo al quadrato).

Proprio mentre i due si avvicinano correndo verso di te ti svegli di colpo. Ti rendi conto di esserti ancora una volta addormentato in aereo. Pensare che avevi paura di volare. Dovrai muoverti a trovarti un’altra paura, questa è scaduta. Sei a un’ora dalla tua partita, la tua prima apparizione in Serie A, e senti chiaramente i primi segni di cedimento. Una persona responsabile si sarebbe ripassata qualche pezzo, per fingere di improvvisare più tardi. Perchè hai capito solo adesso che non improvvisano, recitano. Ma tu, che in fondo rimani un coglione, magari con una cravatta carina, ma sempre un coglione, ti riaddormenti. Ti svegli durante l’atterraggio. Appena fuori dall’aereoporto cerchi l’appoggio di una sigaretta. Sei in una delle più belle capitali europee, ma potresti essere tranquillamente a Genova Brignole. Il taxi corre verso l’albergo. Ah, sono passati venti minuti dall’una, per la cronaca. Davanti all’albergo fumi una sigaretta con quattro tiri, ti infili una cicca in bocca per l’alito. C’è anche scritto che ti fanno i denti bianchi, e allora per scrupolo te ne infili altre due. Hai sempre invidiato il sorriso degli attori, con quel bianco vernice che spunta tra le labbra rosse. Appoggi borsa e giacca su una poltrona di velluto che costerà circa come la macchina che guidi. Ti fiondi in bagno. Bevi dal rubinetto del lavandino un sorso d’acqua, retaggio di quando eri povero. Ehi, aspetta un attimo, tu sei ancora povero. Esci dal bagno, giusto per constatare che un ricco buffet offre litri e litri di acqua fresca. Ti ci sta giusto una sigaretta prima dell’esecuzione. Un turbinio di informazioni ti martellano il cervello.  -la crescita percentuale è stimata al 12%- molti accuseranno un duro colpo nel secondo quadrimestre del 2007- il portafoglio di prodotti ha subito una delicata analisi swot per verificarne forze, opportunità, debolezze e paure- l’approccio relazionale prevede una forte azione di influenza su alcuni key players- molti esseri umani vivono con meno di due dollari al giorno, ma questo credo non centri con il resto.

Secondo Intervallo: Dio è seduto nel suo ufficio. Sembra decisamente incazzato. Quando compaiono quattro angeli si gira verso di loro e li saluta facendoli accomodare.

Dio: "volete qualcosa da bere?"

i quattro declinano cordialmente

Dio: "Ho voglia di un thè verde". Schiaccia l’interfono, una squillante voce risponde. "Portami del the verde, Maria Maddalena"

MM: "Ehm, credo non sia possibile".

Dio:"Perchè?"

MM: "Sono mesi che non piove sulle piantagioni cinesi, Mio Signore. Questo ha portato a una disastrosa distruzione di diverse piantagioni, e molti contadini sono senza lavoro. Noi non lo importiamo più, per favorirne il commercio sulla terra".

Dio alza perentorio un dito. Di colpo si accende un monitor, su una rinsecchita piantagione di thé. Dio punta ancora il dito verso lo schermo: immediatamente un diluvio scoppia sulle piccole piante verdi.

MM:" Mio Signore, così facendo rovinerà la sorte di molti uomini, le cui case crolleranno per la pioggia".

Dio alza ancora una volta l’indice. Nel monitor compare Maria Maddalena nel bel mezzo della piantagione di thé.

Dio, ridendo sotto la barba: "Torna presto, contadina". "Allora, dobbiamo fare questa riunione di marketing strategico, giusto?"

Gli angeli, terrorizzati, fanno cenni con la testa.

Dio: "Penso di avere ragione io, non credete?"

Angelo Ezechiele: "in merito a che cosa, Mio Signore?"

Un fulmine brucia di colpo Ezechiele.

"Che ne dite?"

"Ha perfettamente ragione, Mio Signore", rispondono gli altri.

"Beh, allora credo che la cosa finisca qui. Qualcuno di voi mi trovi della Red Bull".

Gli Angeli volano fuori dall’ufficio.

"Ah, e non tornate con qualche cazzata sulla siccità. La Red Bull è austriaca e tutta chimica".

Ti siedi al tuo posto. Sai che è il tuo posto per il semplice fatto che c’è il tuo nome. Sporfondi nella poltrona di pelle. Vorresti avere la freddezza di studiare le facce di chi ti sta di fronte. Anche perchè è gente che rivedrai, nel migliore dei casi, fra un anno esatto. Sul telo in fondo alla sala viene proiettato il tuo nome appena sotto alla scritta: "Marketing Strategico, piano e visione". Di colpo hai la necessità di scambiare il cartellino del tuo nome con il vicino. Non te ne danno il tempo. Sono ventotto lucidi, cento quarantasei punti, dodici grafici, e poca fantasia. E tutti dicono semplicemente quello che loro hanno pensato fosse necessario. Solo che desiderano che sia tu a dirlo, per non prendersi il peso di pensare veramente di averlo detto. E di colpo loro si scoprono estremamente divertiti nel correggersi, appuntare modifiche, trovare incongruenze, ventilare alternative, sospettare fallimenti,  prospettare errori, suggerire correzzioni. Prima parlano, poi si contraddicono, e insieme giungono alla stessa conclusione di prima, chiamandola in un altro modo. A questo deve essere servito il master in America. In effetti pensano esattamente come Bush. Per un attimo ti accorgi di essere un soldato semplice, sbattuto in mezzo al deserto. Quando a infierire si aggiunge anche il tuo capo, ha il buon gusto di definire il tutto come un "insieme di critiche costruttive". Decidi di colpo due cose: la prima è di non rispondere. Sarebbe perfettamente inutile. Loro occupano poltrone che scottano, e il miglior modo per bruciarsi è rispondere. Con un loro stipendio ti pagheresti casa e box, con la rimanenza compreresti anche una moto nuova, ma questo non giustifica che tu possa rispondere, anzi non centra proprio nulla. La seconda decisione è perentoria: ho smetti di dormire, e quindi eviti di fare sogni premonitori, oppure eviti di uscire di casa nei giorni in cui sogni di essere stirato da un treno o inculato dal capo. Il tutto finisce come è iniziato. Ti ritrovi davanti al buffet imbandito con frutta di stagione (in Venezuela è la stagione, ma è irrilevante) e con acqua fresca. Ti hanno fatto uscire, il tuo tempo è scaduto. Adesso le poltrone bollenti discutono di affari importanti. Il discorso si è concluso con le stesse premesse con cui è iniziato: loro hanno pensato, si sono corretti, hanno ripensato, e tu metterai in pratica. Decidi di andare in bagno a bere, retaggio della tua nobile estrazione sociale. Mentre aspetti giri per l’albergo. Sembra un film sulla Principessa Sissi. Se gli alberghi devono assomigliare a casa, tu non assomigli per nulla a quella gente, perchè in casa non metteresti mai le tende di velluto rosso con i bordini dorati. Speri che tua moglie non lo faccia mai, e speri di non sognarlo.

Sull’aereo che ti porta verso casa subisci una breve, intensa e commossa paternale per la tua inesperienza. Sempre meglio che addormentarsi e sognare di essere montato da un ippogrifo. Pensi che la droga ideale non è la cocaina, ma la marijuana. La coca è per chi vuole godersi questi momenti. E non sei tra quelli.

Sono le sei e un quarto, e ci metti venticinque minuti a ritrovare la macchina. Cerchi disperatamente di ricordarti il numero del parcheggio, ma ti vengono in mente nell’ordine: pin del bancomat, pin del telefonino, password della mail, codice di sicurezza dell’armadietto della palestra in cui andavi due anni prima).

Mentre cammini per il parcheggio schiacci nervosamente il pulsantino del telecomando. Prima o poi suonerà. Sono le sei e trentacinque, e una macchina risponde al richiamo. Ci sali e sembra di entrare in un frigorifero, sei certo che si tratta della tua.

Quando arrivi a casa ti riproponi di indagare sui gusti di tua moglie a riguardo del velluto rosso con i bordini dorati. Nel frattempo ripassi mentalmente il processo per il quale se tu dici una minchiata rimane una minchiata, mentre se a dirla è un top manager si trasforma in una mission. Il fatto che sia impossible rimane nella sfera professionale denominata: sono cazzi acidi tuoi. E di colpo hai la percezione precisa di un rapido dolore appena sopra il fondoschiena.

Ancora dopo cena guarderai la parete bianca della cucina, e proprio sul puntino imperfetto su cui si è fermato il pennello dell’imbianchino sussurrerai a tua moglie: "Tu non sei una da robacce di velluto, vero?" Sarà nel suo stupore per una domanda così stupida che ti ritroverai finalmente a casa.

Ah, almeno a casa puoi bere dal buffet (tanto lo stai pagando tu).