Le stecche dell’Elegante

Si prospetta un maggio scoppiettante, pieno di novità e carico di scoop. Per la prima settimana di maggio è prevista l’uscita di "Biliardi Possibili", prima pubblicazione dell’Elegante sul mondo del tavolo verde. Il libro scorre veloce, scritto con stile e documentazione approfondita. Per questo dubitiamo che lo abbia scritto lui. Sono inoltre narrata numerose vittorie, ragione per cui è lecito dubitare della veridicità. Un bel libro fantasy, dove Ricky, cresciuto al Bar Sport di Ulnago con Matriago, racconta dell’esperienza tra palle stecche e gesso. Nel finale descrive sapientemente i numerosi scontri diretti con il suo più grande avversario: l’Ignorante. Quest’ ultimo ha rilasciato un’intervista dove si dice stupito della pubblicazione dell’Elegante, sempre uscito sconfitto dalle sfide dirette. Non c’è malizia nelle parole dell’Ignorante, ma c’è parecchia malizia nelle movenze da sexy pantera di Giulia, famosa frequentatrice del Jolly di Porta Genova. Un universo in cui tuffarsi. Buon libro.

Nelle librerie specializzate sarà presentato anche "Io Ex giovane", scritto a quattro mani dall’Ignorante e dall’Ambasciatore. Una struggente raccolta di racconti su alcoolismo e depravazione metropolitana. Quello che gli uomini fanno quando l’adipe cresce e non permette più di vedere le stringhe delle scarpe.

Il più atteso libro rimane " Scommettere Vincendo" sottotitolo "Vola Giorgio!" scritto da Wilson. Il nostro allibratore di fiducia ci racconta con gli occhi del professionista il mondo delle corse equestri. Un libro equino, che contiene una sezione con le puntate sicure del Teo. A questo proposito, Wilson andrà in onda su Canale Italia tutte le sere alle 23.45 al posto della cicciona del Lotto, in una trasmissione dal titolo: "Cavalli incrociati". Durante la trasmissione il nuovo Do Nascimiento del Trotto darà numeri e nomi per delle vincite sicure. Chiamando in diretta, potrete ricevere stupefacenti omaggi: confezioni di popper, mutande firmate, e fotomontaggi che ritraggono il Teo fuori dall’Ippodromo ( foto reali non sono mai state fatte).

Dulcis in fundo: il programma agonistico della stagione surfistica procede a grandi passi. Dopo le prestazioni roboanti del Presidente, un congruo gruppo di atleti ci riproverà con una due giorni purtroppo annunciata come parecchio piovosa. I maghi dell’ottimismo, finito di girare gli spot Euronics, si affollano questa sera al Surfers Den per gufare la pioggia.

Anticipo un argomento di ben altra portata: per chi volesse parlare di portate, vassoi e posate, consiglio di posare il dito sul sito della Rinascente, dove potrete vedere la lista nozze comprendente: Posate, Pentole, Pelapatate con angolo di frizione, Bicchieri, Palloni di cuoio anni 50, ed altre necessità della prossima futura Casa Cattaneo. Per ulteriori informazioni: lacasacattaneo [@]libero.it ( per l’Ignorante: le parentesi sono per evitare mailing… tu metti l’indirizzo normale…)

Hasta

 

Il Cliente Rompicoglioni

Genericamente, i giorni lavorativi si suddividono in attivi e passivi. I primi si contraddistinguono per il grande apporto del soggetto alla società, ente o organizzazione per cui lavora. I secondi sono i giorni in cui il soggetto non partecipa attivamente a nessun processo migliorativo della sua società. Più in particolare, nelle vendite, che si tratti di beni, immobili, servizi, prodotti o prestazioni sessuali, le giornate passive sono quelle in cui il venditore sceglie o è obbligato a non avere nessuna relazione con l’acquirente. Questi sono i giorni in cui si riordinano le idee, si pianifica, si costruisce, ci si confronta, in parole povere: si cazzeggia brutalmente. Se la giornata passiva è stata selezionata di propria iniziativa, nulla si può fare per frenare le comunicazioni con il mondo esterno, e quindi il cazzeggio risulta difficile e disturbato. Diverso è il caso in cui la giornata passiva sia così detta per motivi di calendario: vigilia di natale, trentun dicembre, cinque gennaio, una manciata di giorni ad agosto, e così via, per tutte le vigilie e i post festa nazionale. VENTIQUATTRO aprile compreso. Gli acquirenti, tranne nel caso delle prestazioni sessuali, comprendono il momento di mercato e fermano le attività. Tutti, insomma, hanno di meglio da fare. Tranne uno. Appartenente alla razza dei rompicoglioni generici, il Cliente Rompicoglioni è difatto la più grave minaccia alle giornate di cazzeggio. Il Cliente Rompicoglioni non chiama per lunghi periodi, ricordandosi dell’azienda solo ed esclusivamente in concomitanza con ricorrenze e festività. Non rappresenta che un 0,1% di fatturato, e lo copre acquistando prodotti unici, di sicuro insuccesso, con ottime probabilità di guasto entro il primo anno di vita e con un sicuro destino nei meandri polverosi del magazzino, nello scaffale dei "Non Conformi".  Nei tempi delle ultra tecnologie è pressochè impossibile sfuggire alle sue morbose attenzioni. L’innocua mail minatoria è seguita dalla telefonata sul cellulare. Se trovato spento il cellulare, la chiamata arriva automaticamente in ufficio, dove al solo nome del Cliente Rompicoglioni si assiste a un micro esodo verso i cessi. Come si può risolvere questa piaga sociale, seconda solo a "buona domenica"? In anni di vendite ho provato a riconoscere i Clienti Rompicoglioni fin dal primo contatto, ma l’infimo tende a farsi scambiare per un buon cliente. Il mio personale portafoglio di Clienti Rompicoglioni è ridotto all’osso grazie a diverse tecniche che qui riporto per il bene sociale:

Scuola di Sartre: alle continue mail del C.R. è sufficiente rispondere con un corretto e conciso messaggio: " Gentile C.R., seppure tra noi ci sia una onesta relazione lavorativa, devo purtroppo comunicarLe che il prodotto da lei acquistato è stato dichiarato fuori produzione. La prego quindi di considerare finiti i nostri rapporti commerciali".

Scuola di Vladimir Luxuria: "Genitle C.R., in questo periodo ho tentato ripetute volte di confessarle una cosa: sono innamorato di Lei. La mia è una passione che supera tutti i confini. La prego di venirmi a trovare, per consumare un amplesso sul tavolo della direzione commerciale ( metodo questo assai pericoloso per i possibili risvolti).

Scuola di Okuto: "Gentile C.R., Mario, l’amico mio che recupera i crediti per conto nostro, è sulle sue tracce. Come lei saprà, Mario prima di amputarle una falange le chiederà di registrare le sue scuse all’Azienda su una videocassetta. La prego di eseguire gli ordini è di mettersi un bel vestito per il filmato. Non si preoccupi per il suo socio, Mario si accanisce solo su donne e bambini.  Suo…"

Scuola di Ricucci: " Gentile C.R., è inutile che mi tempesta di mail. Potremo parlarci domani o al più tardi dopodomani, dopo che la mia società avrà finito di acquisire la sua. E io sarò suo diretto capo".

Scuola di Franz: " Gentile CR, devo comunicarLe con estremo rammarico che il Franz non lavora più qui. Un bruttissimo incidente ce lo ha portato via per sempre. Il suo ricordo rimarrà nei nostri cuori, come uno dei migliori. La prego di non mandare più mail a questo indirizzo che disattiveremo. Da oggi può rivolgersi a: nomedelcollegachetistasullepalle@azienda.it . Arrivederci e grazie per le condoglianze".

Seppure io sia un conoscitore e praticante di tutte queste tecniche non riesco ancora a sfuggire a chi, nel bel mezzo della mia mattinata di Cazzeggio Organizzato, con una telefonata di 46 minuti, riesca a chiedermi informazioni futili su prodotti inutili, di cui non conosco il prezzo, e nemmeno l’utilità. E alla fine della telefonata, con tono superbo, il Cliente Rompicoglioni dice "non l’avrò mica disturbata?"

No, no, solo che è l’ultima volta che lo hai fatto, minchia… ( Scuola di Provenzano).

Please welcome to Amarcord time

Racconto con voce narrante profonda. In sottofondo colonna sonora composta da Operation Ivy, BB King, Giuliano Palma, Nofx  e due dita di Mina. Per una corretta preparazione alla lettura si consiglia caldamente di provare a ricordare qualcosa di estremamente piacevole, ma non tramite l’evento, bensì con una sensazione, un profumo, un momento, un sapore, o quella maledetta canzone.

Io ricordo. E ricordando mi miglioro. Ricordo, ad esempio, di aver amato alla follia il Viaggio. Ovunque, con chiunque, il movimento verso. Il Viaggio. E in quel viaggio ero accompagnato da persone e cose che sono ancora con me. Come quella ridicola maglietta dei Satanic Surfers, che è arrivata a Milano con un inconfondibile odore di marcio. Io ricordo il profumo, che ogni tanto ritrovo per strada, e che mi paralizza ancora. Non ricordo la persona, ma ne ricordo il profumo. Non ricordo le sue parole, ma difficilmente dimenticherò la sua pelle, stretta contro la mia, in una piccolissima camera di Bilbao, che pensavo essere la camera più bella di tutta la Spagna. Io ricordo il respiro rotto, l’asma folle per le troppe sigarette, fumate intorno all’insopportabile odore di marcio che assediava la stazione di Lambrate. Io ricordo Giulia, ricordo di averla baciata, come se fossimo da sempre stati insieme, mentre dieci minuti prima avevo creduto essere davanti alla donna della mia vita, un’altra. E ricordo di aver promesso a Giulia che sarei corso a Roma il prima possibile. E di esserci andato dieci anni dopo, nello stesso giorno. Ricordo di aver detto ti amo a tre donne, e di averne amate almeno otto. Ricordo il giorno in cui ho scoperto che si può amare alla follia anche un amico. E ricordo tutti i pomeriggi rubati al lavoro, passati a cercare i rospi nei canali dei campi intorno a Milano. Ricordo di aver scelto di non smettere mai. E quel pomeriggio in cui ho deciso che Aureliano era un ottimo nome per un figlio, ma senza una donna con cui farlo. Ricordo l’odore di benzina e olio, e la Vespa finita dentro un fosso, vicino alla tangenziale. E quando, sdraiato sul tetto della Panda cercavo le stelle sopra Milano 2 fumando la migliore erba che l’Università Cattolica avesse mai conosciuto. Ho spillato almeno 600 litri di birra per pagarmi una vacanza passata a bere birra. E più vado avanti, più questo posto si affolla di persone, oggetti e odori. Volevo ricordare solo alcune cose. L’intenzione era quella di scrivere un racconto, con qualche piccolo punto di riferimento. E invece sono immobile davanti al pc, e al posto del racconto c’è un fiume.  Sotto il cielo di Milano ho brindato, fatto l’amore, pianto e bestemmiato, ho rischiato di essere arrestato, picchiato e anche caricato. Ma ho amato. Cose, persone, cani, racconti, libri, film, strade e nuvole. Ho amato. I ricordi arrivano come pellegrini. La memoria è un santuario, il ricordo è qualcosa di sacro. Essere ricordato può diventare un ossessione. Abbandono l’idea di scrivere un racconto. E mi ritrovo a ridere di tutto questo passato. E ricordando tiro fuori molte cose importanti. Forse questo periodo di meditazione ha raggiunto una sua fine ideale, o forse è un altro inizio. Forse uno innamorato del Viaggio non può pretendere di fermarsi. Amare significa accettare che l’amore abbia la priorità su tutto.

Cercavo qualcosa che mi facesse sentire autorizzato a questo bagno di memoria. E ho scoperto di un piccolo grande esercito di persone che considerano il ricordo come un pezzo fondamentale. E forse questo mi ha fatto sentire ancora meglio. La stessa sensazione che hai parlando con un amico, che si ricorda…

Post Scriptum: purtroppo dell’originalissimo racconto che avrebbe dovuto essere scritto nel tardo pomeriggio di sabato 22 aprile 2006, con il provvisorio titolo di "l’Ispettore Bregaz e la salma misteriosa" nessuno avrà notizie. Dalla principale idea di pennellare le sembianze del misterioso Ispettore Bregaz sui tratti del meno famoso Zio Attilio ( zio dell’autore, titolare di una prestigiosa trattoria sulle montagne emiliane, conosciuto per i suoi baffi, la sua pelata lucida e le battute in emiliano con più bestemmie che parole), l’autore ha iniziato un viaggio a ritroso nella memoria. Attualmente è seduto davanti allo stereo del soggiorno di casa, impietrito davanti a "Lorenzo 1993", primo Cd acquistato nella sua vita, del quale ha deciso di ascoltare in loop tutte le canzoni. Nel frattempo, armato delle poche fotografie che possano confermare i suoi ricordi, si accende una sigaretta, fatta di tabacco Old Holborn, con cartine sottili Rizla, esattamente come da dieci anni a questa parte.

"I ricordi sono forse la cosa più importante per cui si possa dire sorridendo: ne è valsa la pena" G.G. Marquez  

Il Dottor Stranamore

 

Come si fa a riassumere tutto quello che è successo durante il calvario a cui è stato sottoposto il mio buon vecchio pc. Sicuramente qualcosa rimmarrà tagliato fuori, indebitamente dimenticato e dolorosamente rimosso. Credo tutto sia una semplice questione di MASSA. La Massa che vota, opinioni di Massa, imbonitori di Massa, week end in Massa a Massa, problemi di Massa muscolare per surfisti di Massa, il pilota Massa che non vince, la Massa di libri che aumenta, Massi che cadono dai cavalcavia e Masse di gente che si muove verso il mare. Impietoso scaglio le mie accuse sul resto della Redazione, che pigramente si sollazza guardando questo sito che non si aggiorna. Lo Ignorante, ormai felicemente disoccupato, è troppo impegnato nella pulizia degli interni della sua nuova autovettura-status symbol. La pelle umana utilizzata per comporre le sue poltroncine ergonomiche necessita di continue cure ed attenzioni. Sul Presidente non si può dire nulla, perchè con la vittoria elettorale di Luxuria, tutta la crew dei "Grandi Beauty Case" è impegnata in festeggiamenti e comizi.  Intanto il Bradipo rimane a secco. Nessuno dica che questo periodo di pausa possa aver fatto bene. E’ un po’ come la storia dei libri. Vista la mole di libri che assedia la mia camera solo uno stolto potrebbe pensare che tale mole ed altezza corrisponda a saggezza e cultura.  La sottile linea rossa che separa la ballerina primavera e l’attesissima estate viene quotidianamente percorsa a bordo della poderosa Vespa, inanellando preventivi per: mattonelle, mattonelle scure, piastrelle che sembrano mattonelle, mattonelle che sembrano mattonelle, rubinetti che in verità sono delle mattonelle, frigoriferi a mattonella, e talvolta anche da mattonelle. Ma a quanto pare non siamo gli unici a traslocare: l’Ispettore Monazzo è in procinto di cambiare caserma, la sua fedele consorte,da lui aiutata, sta facendo il trasloco più lungo della storia. Chi a casa sembra non voler restare è Willy, in fase organizzativa per partire verso Formentera. La Simo non ha intenzione di tornare, Luca non ha intenzione di partire, l’Ambasciatore è già partito da un pezzo, anche se il suo pallido corpo rimane a Milano ( mentre la mente vola libera sopra Nuova York).

Il computer sembra tornato alle sembianze originali, con tanto di mouse nuovo ( non funzionante) ed etichette con numerose certificazioni di qualità. Il suo sporco lavoro ricomincerà il prima possibile, raccogliendo tutte le foto delle competizioni surfistiche pasquali. ( tra le quali un bacio saffico tra lo Ignorante e…., non si può dire).

Molte delle cose che vi è sembrato di vivere non sono accadute realmente. E’ una semplice questione di digestione. Questione di Massa

 

La magia e l’atmosfera

Ciao a tutti,

è la prima volta che scrivo. Sono emozionato, e sinceramente onorato. Nonostante il numero di lettori, mi sento sempre come fossi il primo ed unico lettore. Il vero e principale estimatore delle peripezie verbali del Bradipo. E’ ora che vi dica che ho salvato tutte le foto che ci sono sul sito, tenendole in una cartella apposita. Questo per testimoniare quanto io ci tenga! Inoltre non solo leggo tutti i post, ma li memorizzo addirittura. Uno per uno, archiviati in ordine perfetto. Non avrei mai voluto scrivere queste parole: ma sono l’artefice del blocco del Bradipo. Difatti potete costatare che il sito non è più aggiornato, se non per gli spassosi commenti, da un bel pezzo. Cosa peraltro mai successa nei suoi due anni di gloriosa storia. La causa sono io, ve ne chiedo perdono. Purtroppo i miei gravi problemi di salute non mi permettono di andare avanti. Cari Saluti,

Il computer di Franz

Era da un paio di giorni che mio padre si aggirava per casa con la faccia sospettosamente cordiale e disponibile. L’ultima volta che avevo visto una simile smorfia era il 13 settembre 2001, due giorni dopo il crollo delle Torri, quando inavvertitamente aveva schiantato la macchina contro la mia Special 50 Verde Fucile 1977, peraltro restaurata da poco più di due settimane e in attesa dell’assicurazione. L’altro ieri, entrando in camera e procedendo convinto verso il pc ho scoperto il dramma: al posto del mio gentile servo informatico c’era il nulla totale. 

"si tratta di un connettore che ho già visto quando lavoravo all’IBM ( 1960-1990 ndr). Lo smonto e lo rimonto io in un paio di giorni ( detto il 30 marzo). Daltronde è una fortuna aver imparato qualcosa dagli americani"

I pezzi sparsi sul tavolo in ordine sparso e del tutto casuale per ora sono: lo chassis, aperto e dilaniato dal chirurgo informatico fai da te. La valvola di raffreddamento, reputata inutile e anche ingombrante, la mother board, giudicata vecchia, e un milione di viti e rondelle in attesa di essere rimesse al loro posto. Le migliori previsioni parlano di 4 o 5 mesi perchè si renda conto che non c’è più nulla da fare e compri un pc nuovo. Nel frattempo io avrò già cambiato casa.