Zanzara jazz

Ricevo fastidiose lamentele dalla fronda dei Broccoloni perchè sul Bradipo viene data visibilità solo ad alcuni soggetti. Di conseguenza pubblico uno straordinario documento fotografico. Perchè straordinario? Primo, perchè scattato dalla Simo, ubriaca fradicia al Loola Paloosa. Secondo: perchè il significato di questa foto supera di molto le migliori storie contorte stile Beautiful. Quale gazzella fotograferebbe il leone? Quale passero fotograferebbe il cacciatore? Quale upupa fotograferebbe il lemuro? (lo dicevo che mia madre mi ricoglioniva con tutte quelle puntate di Quark…) Insomma, la poveretta non sa di fotografare il Trio del Broccolo, macchina da guerra comandata dal Presidente, pronta ad avventarsi su di lei senza pietà. Sicchè ella non sa di stare fotografando i suoi tre cacciatori. Ma se del Presidente conosciamo vita morte e miracoli ( ricordiamo qui il miracolo detto Okio Tokio o di Marisa Collection.  Accade in primavera quando El Presidente si presenta con pantalone di lino largo e sandalo infradito in pieno look  asian-gay-dominator), e se di Mona conosciamo anche segreti impensabili ( si dice sia figlio di Vasco e che in realtà sia un ispettore dell’antidroga. Quello che è sicuro è che le sue camicie sono ricavate dalle tende dell’Ikea di Trezzano), del terzo soggetto nulla sappiamo. Chi è il rosso amico del Presidente? Chi si cela dietro la giacchetta low-radica-so chic? Chi è Ricky? Arrivato a noi durante una festa Beleza (questo già dovrebbe far pensare), nemmeno dopo mezz’ora di chiacchere con me e il Presidente sfiora la rissa con un terzetto di simpatici zingari. Affabile e sempre disposto al broccolo, look impeccabile e quasi puntuale, disponibile ad ascoltare, propenso al cuba, di età indefinita (tra i 32 e i 64). Grazie alla squadra dell’Ispettore Monazzo sono riuscito ad arrivare ad alcune informazioni su di lui che qui pubblico. In realtà sotto il nome Ricky si cela Ofelia, un travestito della milano bene che dopo lo scandalo Lapo elkann ha deciso di mettersi in ombra e stare un po’ tranquilla ( versione del Lopa). Ricky è un agente immobiliare che è venuto a sapere che io e La Signora cerchiamo casa e si finge amico per rifilarci dei pacchi tremendi. (villette a Rozzano con fucile compreso nel mutuo) (versione mia).  Ricky è uno spiantato che cerca di farsi mantenere, e fa il simpatico per scroccare i soldi. Infatti l’altra sera ai fratelli La Bufala si è intascato il resto (versione del Gruppo delle Discepole dello Ignorante -chiara-laura-paola-etc-etc). Ricky è un castrato che faceva il tenore in teatro ma è rimasto senza lavoro per via di una raucedine. Fatto testimoniato dallo Ignorante che lo ha visto pisciare seduto (versione dello Ignorante). Non sa/non risponde (versione dell’Ambasciatore). Ricky è un ex trafficante di erba, testimoniato dal look, che è agli arresti domiciliari e ci usa come inconsapevoli spalle per riattivare la rete di spacciatori su Milano (versione più attendibile). Ad ogni modo so per certo che è un grande sportivo (lo dico per le più di 100 lettrici del Bradipo), e anche come intellettuale non se la cava male. "io lo ho visto sbavare appoggiato al bancone del Dynamo" (testimonianza anonima). "io sono sicura di averlo visto più volte mettersi la mano nella tasca dei pantaloni, come se cercasse qualcosa" (testimonianza anonima). "io lo ho visto broccolare in Trattoria Toscana, e sembrava davvero senza speranza" ( El Presidente). "io vorrei solo dire che Ricky è come un musulmano, quindi non conviene sposarlo" ( Cardinale Ruini). Da parte mia non so cos’altro aggiungere. Vi dico solo che indagherò a fondo e riporterò tutto sul Bradipo. Nel frattempo benvenuto nella famiglia. Da quello che bevi e da come broccoli sembra che tu sia tagliato per stare con noi….

P.S.: Giovedì sera Le Trattoir, ore venti2e3nta…

ogni giorno è un dono

Aver visto Renato in questi giorni mi ha rimembrato la possente collezione di foto in mio possesso. Per i cultori pubblico in formato francobollo una delle sue espressioni più riuscite (consiglio caldamente di ingrandire la foto). Utilizzo questo post infrasettimanale per celebrare la nascita della fronda Radical chic!. E ne avevamo proprio bisogno. Se infatti è vero che la famiglia bradipa si è notevolmente allargata, è anche vero che al suo interno permangono diverse componenti che la caratterizzano. Ognuno si avvicina ai suoi simili. La fronda alternativa, decisamente leoncavallina e rasta, molto di moda d’estate per via dei locali all’aperto, capitanata dalla coppia Monazzo e Lopa. La fronda sancarlo evergreen, di cui l’Ambasciatore e consorte sono i presidenti, che predilige locali della prima circonvallazione e che non cena per meno di 30 euro. La fronda sportiva, di cui El Presidente è il presidente (touchè). La fronda dei broccoli, sempre alimentata dai single, fortemente guidata dal Presidente che si alleava fino a poco tempo fa con Monazzo e che ora trova in Ricky  il partner giusto ( e non è l’unico). Ma da oggi c’è anche la fronda Radical Chic!. Grazie al ritorno del Crine, che appoggiato dallo Ignorante, sfodera tutti i trucchi di un life style so chic and radical. Piatto di salumi degustazione in postaccio a greco, aperitivi a non meno di 8 euro, inaugurazioni e vernissage e tanta cultura chic. benvenuta anche a questa fronda. Sembra quasi al completo il panorama della famiglia… ci mancavano solo i nostri chiccettoni!!!! Per essere dei loro dovete: comprare La Repubblica e ritagliarvi tutti gli impegni della MilanoCheFaCultura. Partecipare a tutti con look disinvolto e fare tipo "si.. si mi sembrava di averlo già visto a New York". Altri consigli prossimamente. So chiccccccccc!!!! 

Tutto mazzo uno euro amigo

Percaso nostalgia dei climi caldi? Perchè? Solo per la colazione sul mare, surfata, sole birra e chiacchere? Ma dai!!!!!! La neve è così bella!

Post scritto da un giovane ragazzo pochi istanti prima del tentato suicidio presso la piscina Mincio a Milano. Il giovane, con cuffia adesiva rossa e gialla e costumino a mutanda, si è lanciato dal trampolino agonistico urlando: "odio la neveeeee", cadendo poi su due baldi giovanotti lì per allenarsi al giuoco della pallanuoto. I due giovani lo hanno salvato e costretto a un week end sulle piste da sci. Donando un euro al numero in sovraimpressione ci aiuterai a non permettere più queste torture.  Donalo, per cambiare il mondo!

(ah, a tutti i bambini che capitano qui per caso: è inutile che godete che nevica, che poi pensate di non andare a scuola lunedì. Brutti stronzetti: uno a milano la neve non attacca, se non sotto sindaco socialista. due: non riuscirete a fare palle di neve. tre: a scuola ci andrete lo stesso. quattro: babbo natale non esiste).

 

Motel Connection

Vorrei scrivere qualcosa di spessore, interessante e piacevole. Ho scoperto inoltre che quando scrivo di ricordi personali ottengo uno stile più fluido e un notevole incremento di lettori. Ma è anche arrivato il momento di alzare il tono di questo blog, anche perchè dalla classifica dei 100 blog più letti siamo tagliati fuori. Il primo passo è stato nel radicale cambio di immagini: rarissima quella qui sopra, appartenente alla collezione privata dello Sbirro, che ho messo come monito per tutte le ignare pulzelle che si avvicinano al nostro Fede. Un ragazzo dalle movenze così educate, così carino e comprensivo. Bene, sul sito dello Sbirro, nella sezione delle foto, troverete il reportage della festa hawaiana di questa estate e molte cose vi saranno chiare. Per i nostri amici pipponi, mi scuso per non aver messo nessuna strappona o figona, ma vi rimando a un sito più adatto a voi. Posso iniziare? Benone:

Disserzione del Franz sulla Rete, la Gnocca, e altri grandi veicoli di comunicazione del XXI Secolo.

Innanzi tutto, io della net culture non ci capisco una mazza. Mi fermo alla validità della rete come mezzo di comunicazione, nulla più. Mi rendo conto che la cosa cade a mio sfavore. E se non fossi fidanzato, prossimo marito, futuro padre, e probabilmente sulla strada della pensione, farei più attenzione ai piccoli messaggi che la rete stessa mi ha mandato. Con la lucidità di uno che sa davvero scrivere, il buon Chinaski giustamente mette in evidenza come i commenti e i link al blog siano ottime occasioni di broccolo, e successivamente dei canali facilitati per ricevere sicurezze etc. Chissà quanti broccoli abbiamo perso in tutti i commenti lasciati cadere nel nulla. Ora, nella mia condizione di fidanzato, futuro sposo, prossimo padre, e in seguito anche amante del buon vino, non posso che dire che in ogni caso mi metterò a rispondere a tutti i commenti. Insomma, quello che anche Fattidiminias mi faceva notare è che il nostro utilizzo della rete è improprio. E qui potrebbe concludersi l’interessante dissertazione sulla rete come veicolo di comunicazione, ma c’è un gancio con l’argomento successivo: nelle solitarie pause pranzo io e Simone (da pronunciare alla pugliese con o stretta e lunga: simooone), abbiamo capito che sul calcio non abbiamo un cazzo da dirci (mea culpa). Abbiamo provato a scambiarci le ricette stagionali, ma anche lì i nostri argomenti traballavano, allorchè grazie alla rete ci siamo confrontati su un argomento sempre verde. Insomma, ci sia concesso, a noi, popolo a cui chi sia la talpa non frega un cazzo, popolo a cui di cattaneo,ferilli, isola dei famosi, mentana & co, non sbatte uno stracazzo, di interessarci ad argomenti più consoni. E qui la dissertazione prende spessore, con relativa divisione in categorie di appartenenza:  Il Calendario delle Wanna Be (ingl: vorrei essere): calendario di modelle semisconosciute o vallette in erba. Sfondi esotici, tette al vento, atmosfera innocente e sguardi troppo languidi. Il Calendario Wanna Be finisce generalmente negli spogliatoi di qualche fabbrica, ben presto offuscato dal Calendario Principe. Il Calendario Principe: è il calendario dell’anno. Di una grande rivista, propone un personaggio semi insospettabile, che si rivela immensamente figa, posa con naturalezza e crea quel vedo-non vedo che logora tutta italia. Storico calendario Principe fu quello della Canalis. Con questo Calendario, la giovine si garantisce un posto fisso in qualche trasmissione sportiva, e nell’immaginario di buona parte degli under 50. Il Calendario Doppietta: Propone l’inedito lesbo-nudo, facendo vedere ben due strappone ignude per mese. Di solito le due sono scelte secondo il binomio mora-bionda, quarta-seconda, per arrivare a tutti i gusti. Decisamente forzato, scade nel lesbo-trash e non regge il confronto con i calendari maggiori. Dedicato a tutti gli armadietti degli infermieri e dei pompieri. Non garantisce nemmeno notorietà alla coppia, a meno che lo show lesbo non proceda nel tempo (vedi mascia e socia)  Il Calendario Sul Viale Del Tramonto: genere di gusto, proposto per rivalutare la vecchiarda che mantiene il fisico. Foto da lontano e inquadrature attente fanno si che la nonnetta regga almeno sulla carta il confronto con le nuove generazioni. Acquistato da nostalgici quarantenni o da appassionati del genere geriatrico, ha il suo massimo splendore quest’anno grazie a Silvia Rocca. il Calendario Pirelli: una delusione per tutti gli adolescenti. Con la scusa delle foto artistiche cade. E’ considerato un mito, ma non essendo un calendario erotico e nemmeno un calendario artistico, va bene per gli studi notarili o i meccanici di una certa età.Il Calendario Ritardatario: sarebbe anche il calendario Principe, ma esce in ritardo in edicola. Per ovviare il problema propone un figone d’oltremare, eccessivamente bella. Si garantisce anche a questa bella un posto in qualche palinsesto, magari non proprio in prima serata, ma cosa non si fa per apparire… Il Calendario Fatto In Casa: propone gente normale, casalinghe, nuotatrici, infermiere, bariste. Quello delle casalinghe passò alla storia con l’atroce dubbio: ma saranno davvero casalinghe o sono modelle? (la seconda). Quello di quest’anno sulle nuotatrici di Pesaro non permette dubbi: sono davvero ragazze comuni, di fatti sono delle cozze incredibili truccate da un muratore con mano pesante. Pessimo tentativo di ricerca della fama, giustificato da manie esibizioniste. Di tutto riguardo il calendario della studentessa che lo fa per pagarsi gli studi, Sara Romoli… a vedere le foto si pensa che non farà per nulla fatica… Il Calendario del Camionista: il vero calendario, l’unico, il  primo, il migliore. Si riconosce subito perchè ha i mesi scritti piccoli, che tanto delle date non ci interessa più di tanto. Si è adattato ai tempi, difatti se prima proponeva 12 modelle per dodici mesi, ora è diventato monografico. Rivolgendosi a un determinato pubblico, il soggetto è scelto tra quelli più facilmente riconoscibili: pornodive, presentatrici di seconda serata, annunciatrici hot line e simili. La pornodiva che posa nuda è come l’assonnato che sbadiglia. Naturalezza nel mostrare, sfondi di classe, qualche strappo alla regola del "mai-senza-mutande", per creare il giusto cocktail e garantirsi la presenza sul pannello posteriore Iveco. Il vero calendario del Camionista si riconosce perchè nella confezione ha in dotazione la ventosa per essere appiciccato sul camion. Sicchè, nessuno li compra, ma tutti ne parlano… Troppo sconcio per essere messo in cucina, ma ottimo da tenere in bagno sotto due tomi di Montanelli. Pregio di una nazione dove si fanno 20 calendari l’anno e non si può vedere il nuovo film di harry potter (v.m.14). A voi le riflessioni.  E tu che tipo sei? Più camion o valletta? Personalmente mixerei tutti i calendari, salvando solo le foto più belle… Il mio massimo? Aprile della Santarelli. E per finire la dissertazione culturale mantenendo un certo tono vi aggiungo che, all’epoca di internet come mezzo di comunicazione, è stupendo che il sito del più letto quotidiano nazionale abbia tutti i calendari… questione di share…

Happening week end: venerdì sera festa al Dynamo: conferme alla Signora.

Per un pugno di consumazioni

Sarebbe troppo facile annunciare il successo già dal titolo, e non è nemmeno buon uso farlo. Ma se si potesse provare, un titolo adeguato sarebbe: " Successo!", o qualcosa di simile. Prima ancora di addentrarmi nella narrazione do un paio di numeri di assaggio: 130 persone, 200 cocktail secondo il proprietario, 300 secondo una stima più attendibile, 12 partecipanti alla gara di tanga, di cui 2 uomini, 14 borse starsfucker rubate, 5 magliette. Numeri senza senso se non con delle debite precisazioni, qui sotto forma di pagella. Parto dall’esterno, con Il Proprietario, che mantiene il profilo basso, dicendo che si, è stata una festa carina, ma in verità si poteva fare di più. Serve per tutta la sera un rhum imbevibile, comprato direttamente in un phone center di boliviani dietro l’angolo. Grandioso l’occhio lucido che spiava la gara di tanga, con tanto di sorrisino. Voto: 6, sufficienza low profile. Pagella ottima per la Squadra Speciale dell’Ispettore Monazzo, trio sempre in voga, che assicura che nulla succeda nel corso della serata. L’Ispettore è già ubriaco alle 11, e vederlo uscire barcollando con il pc alle quattro e mezza non lede la sua immagine di uomo tutto d’un pezzo. Ai due scagnozzi il merito della perfetta gestione della security. Voto di squadra: 7. El Presidente è il papà del marchio starsfucker, e non è un esempio di padre. La sua precoce fattanza non gli preclude il buon esito della serata. Broccola e non conclude, in piena media stagionale, voto 7. Parentesi doverosa sulla tanga parade, che vede una vincitrice assoluta e diverse vincitrici morali. Tra le timide che scosciano poco e quelle che rimangono con il culo all’aria ci sono due chicche di cui pochi si sono accorti: un tanga con tanto di scritta Starsfucker, (laura, moralmente la vincitrice), esibito forse troppo timidamente, e un tanga a stringhetta, visto in precedenza solo in alcuni siti internet. Occhi puntati sulla giuria, composta dal Carletto, che non ha molta dimestichezza con i numeri, Ricky e il Teo. Per tutti e tre un voto con cartellino: 7. Al buon Guido, lo zio di Starsfucker, va il merito della creazione dell’accrocchio per il limbo, con voto alto per la fantasia:8. Elemento comune per entrambe le competizioni è Lo Sbirro, calato dalla liguria direttamente in porta romana per mostrare il culo e fare il limbo. Ai saluti di fine serata ci alitiamo in faccia una folata di rhum da spavento. Peccato che io abitassi a tre minuti e lui a duecento kilometri. davvero Talento tutt’altro che sprecato: voto 8 (lo Sbirro lo trovate qui). Non c’è gara per il parrucchiere misterioso che ha tagliato i capelli allo Ignorante, che per la serata si presenta pettinato da San Francesco. Che sia un messaggio, e che lui volesse, come il santo, parlare agli uccelli? Dubbi di omosessualità, voto macho: 7.  Gradita ospite anche FattiDiMinias, la prima amica del Bradipo, che ci mette un po’ a capire che si tratta di un meeting di alcoolisti. Grande per la presenza, 7,5. (fattidiminias la trovate qui). Voto basso per il breker de noi artri, Er Lopha, che viene attaccato sulla dance floor da un concorrente. Sentendosi in crisi invita la sua Vera fidanzata a inscenare la pantomima del telefonino rubato. Voto di coppia: 5,9. La Signora, sapendomi disattento, partecipa alla tanga parade, balla, si dimena, broccola e beve. Dovevo nascere in calabria: voto 7,5 per il delcoltèèèè. due punti anche per Giulia, che aiuta Ricky a non sentirsi solo, unica donna che ha il coraggio di parlargli. Divagazioni sul tema cuba per la Fede, senza L’Ambasciatore. Il voto totale alla serata, in una scala da 1 a 10,  seguendo il sistema di votazioni di Carletto è sicuramente: 23.  Unico piccolo neo, di cui nessuno si è accorto, è che trattandosi di un battesimo di rhum per le tavole nuove è stato un po’ brutto che le tavole non ci fossero. Peccato, con complimenti al Cinghiale.  Come numero zero è stata sicuramente una grande cosa… ma tutti gli sbrodolamenti li lasciamo a voce…. tanto prima di quanto voi possiate aspettarvi ci sarà il secondo episodio… in chiusura i complimenti meritatissimi al dj, davvero un capo dei piatti (sette cuba, dico s.e.t.t.e….)

Radiazioni amiche

Statistiche alla mano impiego il mio impegno totale (ovvero la somma di impegno fisico+impegno intellettuale+dose di genio) in questo modo: un buon 80% sul lavoro, con tante soddisfazioni e tanta fatica. Un altro 50% nella ricerca della casa. Un altro 50% nella gestione degli amici. Il restante 20% non sa/non risponde. Se i conti non tornano nemmeno a voi è presto detto che c’è bisogno di riscoprire i piccoli piaceri della vita. Quelle soddisfazioni che ti fanno respirare, sorridere e soprattutto rilassare.  Ed eccomi allora ad indire una riunione con il Direttore Commerciale del Bradipo, il dott. Besenzonazzi, che licenzio in tronco. Mi assumo tutte le responsabilità del gesto e mi rilasso prendendo le redini del Bradipo. Mentre studio una nuova veste grafica, senza avere le conoscenze reali per capirci qualcosa, mi diletto su numeri e statistiche. Indubbio che appena si parli di gnocca, scrivendo qualisvoglia termine, il numero di utenti subisce una notevole impennata, grazie alle orde di ragazzini che digitano su Google in preda a raptus di onanismo che ricordo ben diversi ai miei tempi. Considerando la seghetta adolescenziale come patrimonio indiscutibile dell’umanità, continuerò nel percorso sollecitando questa particolare porzione di pubblico con iniziative mirate come la pubblicazione a sorpresa di foto piccanti. Giovani amici della mutanda di cartongesso e dell’occhiaia, per sopperire nell’immediato alle vostre esigenze vi rimando qui. Per quanto riguarda la nostra particolare passione per il surf, devo purtroppo dire che gli utenti non corrispondono, e non partecipano alle nostre iniziative. Il numero di lettori dei post dedicati è stabile e basso. Vanno molto bene i post personali deliranti, che hanno un loro pubblico affezzionato. Agli aficionados dico di non preoccuparsi. Il mio personale neurodelirio non  subisce mai momenti di calo. Anzi, viste le previsioni nell’immediato futuro lavorativo e personale, c’è sclero per un libro intero. Le foto, rivoluzione che ha consentito al Bradipo di raccontare in modo più verosimile, sono un prodotto che piace. Qui c’è una personale classifica, che mi induce a pensare che il pubblico del Bradipo sia prevalentemente di sesso femminile e/o indeciso. Difatti la foto più vista è quella del Presidente, ferito e con pacco in vista. Pessima visibilità per il sottoscritto e per Eogfix. Alta la media per Mona e per Lo Ignorante. Prometto alle donne del Bradipo e ai femminielli amici de Lo Ignorante nuove foto del Presidente nudo.  I lettori sono sopra i 14.000, che significa, togliendo gli accessi dei soliti noti e i compulsivi attacchi del Presidente che va a vedere la sua fotografia per capire se si vede il cotone nelle mutande, che abbiamo 12 accessi nuovi ogni tre settimane. (non chiedetemi come sono giunto a questi risultati, io mi occupo di marketing non di statistica…) Tutto questo lasciando nelle mani del destino questo grande strumento di comunicazione. Blog storici come questo, con decine e decine di lettori, sono delle micropotenze del pensiero. Quindi? Ne deduco che a me non interessa nulla esercitare nessuna micropressione sul pensiero di nessuno. Ma come sito nato per raccontare e raccontarci, devo essere sincero, il quadro è soddisfacente. E se è vero che le vere chicche arrivano alla fine eccone due: la prima, di cui nessuno si sarà accorto è che questo sito ha la sua Radio! Avete capito bene, una radio, che trasmette musica 24h su 24h. Trovate il link a sinistra sotto Radio Bradipo. Musica buona, selezionata con fatica, per accompagnare la lettura del Bradipo e perchè no, da lasciare accesa in ufficio. Provare per credere (il link lavora in base alla banda. Che non so cosa voglia dire, ma di cui traduco l’essenza: ci mette un po’ a caricare. Chiudete il paginone che vi si apre e lasciate aperta la paginetta, con pazienza). Buon Ascolto. La seconda chicca è una soffiata su sabato sera. L’immagine qui sopra è la locandina ufficiale, da scaricare, stampare, mandare via mail, usare come filtrino, carta per appunti o areoplanini. Si delinea il programma della serata: consumazioni a 5€, quattro ciupiti a 10€, tre birre a 10€. La musica non mancherà, ma per gli affezzionati della break dance ci sarà una sorpresa: Mr. Lhopa, breaker londinese, che farà i suoi numeri. Di questo parleremo più avanti.  Alla Tanga Parade possono partecipare tutte, culi larghi compresi. Il premio in palio vale la competizione. Ma per svelare tutte le chicche di questo imperdibile appuntamento lascio ancora un po di suspance…. con adv finale:

StarsFucKer Attack #1: 19-11-2005 Julep Pub, Piazzale Libia, Milano. Dalle 22.30. Non Mancare, la vita è troppo breve per questo genere di rimorsi

prendo tutto in blocco

Giornata di blocco, stradale, mentale, intestinale. Novembre è sempre più novembre. E milano sembra essere il palcoscenico ideale per i peggiori ricordi di novembre. Sarà difficile recuperare lo spirito del Beat Cafè di giugno da rispolverare per la festa. Allo stesso momento, le prove generali sono iniziate ieri sera, con tanto di riversamento famigliare nell’anonimo pub, e con il proprietario che conta felice la quantità di bicchieri vuoti che tornano alla lavastoviglie. Nella media anonima della serata ricorderemo un personaggio di tutto rispetto, che ieri ha fatto il suo ingresso in società: l’Ispettore Monazzo. Protagonista delle più importanti retate nella famiglia della mala milanese, L’Ispettore Monazzo è un supereroe che si ispira direttamente a Wonder Woman e all’Ispettore Gadget. Da quest’ultimo eredita l’impermeabile dai mille poteri. E’ in grado di sfruttare i suoi super poteri per fare a pezzi il peggior criminale, è un’eroe, è il nostro super eroe.  Ieri sera si è presentato a bordo della MonazzoMobile, moderna caffettiera dorata, in compagnia dei suoi due scagnozzi. Infatti l’ispettore, moderno batman, ha non un solo robin ma bensì due. Il primo è l’instancabile FacciaDiGhiaccio, spietato cecchino. Il secondo è il Tony Monnezza de noi artri, al secolo Er Fratello der Lopa. Insieme sono un trio imbattibile, che difende la città dal male e dalle tenebre. URRA’ PER L’ISPETTORE MONAZZO!!!!

Certe cose mi affascinano o, più precisamente, mi lasciano viaggiare con la fantasia. Una delle migliori trasmissioni che la tv passa è "Anni Luce", infelicemente messa da La7 alla domenica mattina. Credo di averlo già scritto, sicuramente lo ho già detto e stra detto.  Rientra in quella categoria di cose che la tv propone e che mi affascinano in modo quasi morboso. Come una casalinga davanti a una soap di cui non vuole perdere nemmeno un sospiro. Come per i film di Sordi, di Verdone, di Chiari e Tognazzi. Sono uno dei pochi che si appenderebbe un poster di Chiari in camera, che ride a crepapelle per le gag di Sordi, che tra Zelig e Tognazzi non dubita un minuto. E passando per piazza Diaz sono uno dei pochi che tira su gli occhi verso la Terrazza Martini, da cui Mina e Chiari ridevano in quel film. Non sono un cultore, lascio che la mia ignoranza mi impedisca di conoscere date e registi, produttori e retroscena. Ma sono, se si può dire, un grande appassionato. Il fascino di tutto quello che quegli hanni hanno dato, lo sguardo positivo al futuro, la voglia di uscire dal bianco e nero, i primi aerei con il Catania Londra in sette, sette, ore. Gli autobus americani e le littorine italiane… potrei andare avanti degli anni. L’Italia dei paesini della bassa, trattorie e partite di calcio, quella stessa che ha creato Ligabue e gli agriturismi. Se, fumando al balcone guardando l’immensa sede di Prada davanti a casa mia, penso alla causa di questo mio innamoramento, ritorno indietro con i ricordi. Ma mi accorgo anche di una fondamentale differenza tra ieri e oggi. Non nelle macchine, nel progresso o nella ricchezza, ma nell’uomo.  La cosa forse più brutta: il desiderio di successo. La volontà di emergere, spietata e distruttiva, che come una influenza aviaria, più pericolosa ma meno evidente, ci mette tutti in competizione. Il successo, da manifestare con macchine, donne, case, vestiti, soldi, sorrisi, e costumi, ha drogato quella semplice voglia di stare bene che c’era prima. E al posto di una zingarata, di una gita al mare, di un bicchiere di vino, si è messa l’instancabile voglia di scalare la vetta. Che a mio modo di vedere le cose è un male. Forse queste righe, che assomigliano a uno strampalato tentativo di sociologia in pillole, sono un lamento e un rimprovero. O forse sono un consiglio, un sussurro per riprendersi quello che la piccola vita offre. Che poi è il massimo.

A Proposito

A proposito.

il surf non ha una data di nascita, e come molti sport di nicchia, prima di conoscere il successo attraversa fasi alterne. Come dimostra la foto qui sopra (1941), è comunque più vecchio di quanto si possa pensare. In quarant’anni di storia certificata ha subito diverse evoluzioni, nei materiali, grazie alle tecnologie, di conseguenza negli stili e nelle performances. Quello che è sicuro è che il surf da onda ha mosso diverse generazioni, senza motti politici o religiosi, attraverso una vera e propria rivoluzione silenziosa. La cultura surfistica ha le sue fondamenta nella spregiudicata ricerca di alcuni giovanotti tutto pettorali e costumini aderenti volta a superare i limiti. Si passa dal longboard, tavola lunga e larga (specialmente agli inizi) ai moderni shortini, tavolette mignon dalle prestazioni incredibili. Lontano dalle scene e dalle mode, gli adepti dell’onda hanno potuto elaborare una vera e propria filosofia di vita.  Se è vero che al centro di tutto c’è uno sport difficile, la cui preparazione richiede sforzi degni dei nostri migliori palestrati, tutto intorno alla "giornata di mare" si crea un modo surreale e marecentrico. Il mondo del surf gira intorno alla spiaggia, che sia per una surfata o per una festa. I ritmi sono completamente diversi. Levatacce per le mareggiate e feste in pieno pomeriggio. Come sia diventato moda è facile spiegarlo ritornando al fatto che tutto ciò che affascina è un buon business. inutile procedere nella noiosa spiegazione. A monte di tutte le gare, di tutti i bicipiti, di tutte le marche e di tutta la moda, rimane una sostanziale differenza con gli altri sport da tavola. Se è vero che il windsurfista sceglie indifferentemente il mare o il lago e lo snowborder non è sempre un amante della montagna, il surfista ha un legame inossidabile con il mare. Dal mare dipende, con il mare interagisce, per affrontare il mare si prepara, ed è il mare a fargli male o a regalare adrenalina. Il Mare. Il Viaggio. Qui mi fermo davvero.

Alle spalle del primo starsfucker attack vorrebbe esserci una festa surfers, nello spirito e nel modo. Un’isola a Milano per divertirsi. Punto. Bevendo, ballando, parlando, guardando. Una festa. Quasi verrebbe da specificare anche sulla locandina: lasciate tutto voi che entrate. Spogliandovi di tutti  i luoghi comuni. Provandoci almeno. Questo è il senso della serata.

Per capire a cosa si ispira la serata, l’idea di Viaggio, l’idea di Spot, l’idea di Festa: il sito delle leggende. Oltre a un sacco di foto incredibili c’è il link al sito di Mr. Weber, che è una leggenda. Chi ha tempo da perdere può passare a trovare il Franz al Surfer’s Den, lui di Weber si è fatto una cultura.

Starsfucker Attack num. 1

cosa: Starsfucker Attack number 1. quando:diciannove novembre zero5. dove: Julep Pub, piazzale Libia 2, Milano. Dalle venti2 e trenta a quando reggete. Perchè: perchè ti rimane poco tempo… Come mi devo vestire: è un pigiama party, hawaiano, in costume d’epoca, post sessantottino. Ma per me che non ballo cosa rimane da fare?: per lui: bere a un prezzo davvero politico, appoggiarti al muro per guardare la folta fauna, ritirare il modulo di iscrizione a una scuola di ballo. Per lei: tanga competition (il miglior perizioma verrà premiato con un regalo…che non lo dico per non creare panico). StarLimbo, l’unica gara di limbo con veri campioni. Baloon party. Precauzioni: evitare di arrivare troppo presto, ma nemmeno con il ritardino che fa tanto figo. Evitare di abbandonare oggetti personali, fidanzate, o altro. Evitare di produrre commenti sconvenienti tipo: ma si poteva fare in un altro posto/modo/giorno: considera la tua presenza come una fortuna. Nessuno ti avrebbe invitato se non per amicizia. Effetti collaterali: senso di panico, dolori addominali, emicrania, smarrimento, eccessiva eccitazione e felicità a sprazzi.

Vassoiate di Ciupiti e Cuba come se piovesse sono marchi registrati, il cui utilizzo è concesso sotto autorizzazione. Per chi non lo avesse capito, è l’invito a una festa, fatto con largo anticipo per evitare i bidoni frettolosi e i pacchi per impegni improrogabili. Durante il corso della serata si svolgeranno attività non adatte a un pubblico di età superiore a 35 anni e inferiore a 18. La locandina ufficiale sarà presto su questi schermi. Stampandola e portandola con voi avrete in omaggio un vassoio di saluti e una borsa di ringraziamenti.