ZeroCinque: il treno passa una volta…

Aspettando una conferma, sudando tutte le giornate da gennaio a dicembre, cambiando lavoro, fidanzata, macchina, letto, scarpe, ambizioni e sogni, arranco verso un veglione dove c’è di tutto: generazione fortunata la nostra… lo dicono tutti… Credo sia davvero passato un anno: era da tanto che non cambiava tutto così velocemente in dodici mesi. Credo che quest’anno sia stato uno di quelli dove ho imparato di più di quanto abbia insegnato. Ho sofferto, ma ho fatto anche soffrire. Ho amato, mi viene facile, ma sono anche stato amato, e ho sentito quella piacevole sensazione sulla pelle. Ho discusso, ma mi sono dovuto mettere in discussione. Ho cambiato le carte in tavola, e ho scoperto che il mazzo non era truccato. Ho sorriso, e ho sentito la voglia di far sorridere. Adoro quelle trasmissioni di questi giorni in cui fanno un riassuntone di tutto quello che è successo nel mondo, e cosa succedeva un secolo fa. Vorrei, in poche parole, fare il riassunto di tutto quello che è successo. Ma la lista è davvero lunga. Vorrei fare la lista di cosa mi aspetto possa succedere: ma qualche mese fa ho imparato a credere nei sogni così come vengono. Niente mi è impossibile. O almeno credo. Ho fatto affidamento su tanti piccoli paletti, che il tempo ha sepolto senza pazienza, prima che riuscissi ad appoggiarmi. Ho guardato il libretto di istruzioni, ma ho la certezza che sia di qualcun altro. Peccato, faccio da solo. Senza troppo rispetto, ammiro chiunque accetti la sfida. Adoro vedere il sorriso di un uomo che si è appena sorpassato: il sorriso di quello che ha scalato un vulcano a mani nude. E forse la cosa più bella che ho visto quest’anno è stata la discesa in bicicletta di quell’italiano su una montagna in Perù. Salito con la bici in spalla, tre ore di fatica,  scendendo urlava: “che idea da stronzo”. Ma quanto deve aver goduto? Mi viene la pelle d’oca a ricevere quegli auguri di Pace e Serenità, parole troppo grosse se non volute da tutti. Vorrei che il messaggio fosse per tutti lo stesso: fallo, dio mio, fallo e basta: corri, non ti fermare a pensare: mille cose ti fermeranno, alcune terribili. Ma la differenza la fa una cosa che solo tu hai: la percezione esatta del sogno che stai inseguendo. Ne ho giusto giusto in mente un paio… che mi fanno tremare le gambe… che figata.  Vi auguro di farvi trovare quando il treno passa: dicono che passi una volta sola, l’ho sentito dire da gente che però non ha mai avuto il coraggio di inseguirlo… Beh, auguri….

Arriva per tutti il momento…

babbo natale non passa.... Arriva per tutti il momento, è una costante. Sono quei quattro secondi di malinconia nataliza… breve panico, riflessione, respiro e poi si riparte. La gamma di motivi è davvero vastissima: dai più seri ai meno seri. Poi arriva il momento dello spacchettamento di tutti i regali. Come dimenticare la splendida magliettina aderente in neoprene rosa che zia Assunta vi ha fieramente consegnato con le lacrime agli occhi, sospirando e dicendo: “guarda come è cresciuto il mio ometto”. Ci sono le code in macchina, ci sono le corse e i bancomat che si asciugano. Tre panettoni aziendali, due cesti gastronomici con funghetti essiccati della Val Brembana (dove non crescono funghi più da un pezzo…) un Cd di musica Gospel. Ma il regalo più bello? Ma cosa vorresti per natale davvero? Se si potesse regalare qualsiasi cosa, anche una cosa irraggiungibile? “vorrei regalarti la felicità“… sembra una frase scontata, ma è forse il più bel pensiero… Si potesse davvero regalare di tutto… e il regalo più brutto in assoluto?  Per concludere devo fare una cosa che non spetterebbe a me fare, ma che è necessario venga fatta. Quest’anno Babbo Natale non passerà. nei festeggiamenti di ieri sera, ha bevuto troppo e tentando di mettere a canuzzo la Befana è scivolato su una fetta di lime picchiando la testa. BuOn NaTalE….

Chi è chi?

Oscar Wilde diceva: “Non lasciare che il passato ti dica chi sei, ma lascia che il passato faccia parte di ciò che diventerai”. Signori io ci credo, condivido, ok; ma parte di cosa visto che non so neanche cosa sto diventando? Innazitutto prima di capire cosa sto diventando occorre che guardi cosa sono ora. Bella domanda, ma oggi noi quale parte rappresentiamo di noi stessi? Quello che facciamo, la posizione che occupiamo, quello che studiamo ci dice davvero chi siamo noi oggi? Chiaramente la risposta più ovvia è:”….certo che no. Noi non siamo solo quello che facciamo o quello che abbiamo e bla bla bla”, d’accordo quindi? Allora chi siamo noi oggi? Quello che tutti noi siamo oggi  rispecchia davvero quello che siamo veramente? Quante domande! Tu che stai leggendo, oggi sei un onesto lavoratore, uno studente di chissà quale facoltà, sei la segrataria di uno studio, sei un presidente, sei un ambasciatore, sei un pilota, sei uno psicologo, sei un calciatore, sei sei sei. La vita, e le scelte che essa comporta, sono su una linea sottile tra la favola e l’oscurità diceva Cohelo. Già, le scelte condizionano la nostra vita. Siamo così sicuri di aver già scelto cosa fare della nostra vita? Certamente oggi noi tutti abbiamo scelto di essere qualcosa e qualcuno in modo o nell’altro. Un consiglio…. una proposta…. uno spunto riflessivo per vedere davvero chi noi oggi siamo. Guardiamoci nelle tasche dei nostri pantaloni, mettiamoci le mani e tireremo fuori, magari, un biglietto timbrato del tram, qualche euro forse qualche scontrino di forse qualche locale di non si sa quale serata. Dopo di che aprite ogni cassetto di camera vostra e guardate in fondo, negli angoletti bui che non si vedono mai, chissà cosa salta fuori, certamente qualcosa che una volta usavate più spesso o che forse non sapevate neanche di avere ma che, guarda un po’, avevate. Date uno sguardo nel vostro portafoglio ora, a parte qualche euro cosa riuscite a scovare di bello? Forse qualche bigliettino della o del vostro amato, forse qualche santino (e guarda un po’ voi magari non siete neanche credenti), magari qualche biglietto da visita, magari un bella carta di credito con il vostro nome in rilievo, forse qualche spicciolo inglese e un biglietto della metro di Madrid, forse. Chissà cosa salterà fuori davvero da questi posti. Bhè sappiate che sono queste le cose più sincere ed oneste che possono aiutarci a ricordarci oggi noi chi siamo e quali sono stati i passi per diventare così. Ora riguardate in ognuno di questi posti prima elencati però stavolta immaginate di trovare quello che vi piacerebbe davvero trovare. Signori quello è quello che saremo, quello che noi, ognuno di noi vorrebbe diventare! E non vergognamocene, avvocati o psicologi possiamo esserlo tutti ma quello che siamo davvero ognuno di moi deve scoprilo a modo suo, con un percorso e con tempi tutti suoi.  Oggetti, cartacce, vecchi indumenti…..ma soprattutto ricordi. Forse è questo il passato, il presente e il futuro che intendeva Wilde, o forse no, ceramente è così che li immagino io! Buona ignoranza a tutti. il vostro ignorante di fiducia 


P.S Scusate ma stavo riguardando quello che avevo scritto, ma che caz… mi sono fumato??

La cintura muccata: ode al particolare

Il Presidente (foto da archivo)


 


 


 


 


 


 


 


 


 


eh si…  l’occasione era troppo ghiotta per essere lasciata lì ad impolverarsi sotto inutili pile di ricordi. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, e ancora meglio, diamo al Presidente quello che è del Presidente. L’occasione viene da suo compleanno, il posto è conosciuto come fosse una seconda casa: la platea è variopinta. Visti gli ultimi insuccessi elettorali il Presidente si fa forza portandosi dietro una nutrita rappresentanza di attori del Circo di Vigevano. Ci sono tanti personaggi per la gioia di grandi e piccini: c’è il finto Fisioterapista, il finto Pugile, la finta Tettona, il finto Amico. Si vede che sanno lavorare insieme, e noi glielo lasciamo fare. Anche perchè tante volte è giusto fermarsi a pensare: e davanti al maglione di Krine era giusto osservare più di un minuto di silenzio. Proprio da lui parte la roulette delle pagelle: si presenta vestito da Man In Black, con il cappotto di Matrix e la fidanzata di Die Hard: molto multiplex, beve solo su richiesta e fuori dalla sua bmw si sente disorientato. Voto: 6, può dare di più.  E per la serie si può dare di più l’Amasciatore, reduce dalla settantesima partita di calcetto in due giorni, soffre sempre di più dei sintomi della sindrome di Fantozzi (al quale sempre più somiglia tra l’altro…). Arriva tardi, ingurgita un cuba e scappa con Cinzia al seguito: impiegati, voto 5. In una delle più belle riedizioni di se stesso Wilson ripropone un broccolo con pubblico pagante. Se per limonare ha bisogno della platea, siamo pronti ad affittare San Siro per vedere il resto. Voto: 7,5 show man. Vorrei ma non posso, questo è quello che pensano le giovani vigevanesi quando vedono arrivare le tette di Checco. Turgido, unto e pettinato direttamente da un falegname, il piccolo grande Checco rispolvera uno dei suoi personaggi preferiti, in attesa del G-Lounge, unico posto dove si sente davvero a suo agio: voto 6,5. Ecco una delle star di punta della serata: come per tutti i fenomeni , la via del successo si incontra sempre con la via delle stelle. E se i Take That erano grandi, ma Robbie da solo è meglio, allo stesso modo le Tre Marie di Abbiategrasso (per l’occasione in formazione completa da quattro) sono grandi, ma la Dani da sola ha la strada della fama spianata. Timida timida, confessa alle telecamere di aver appena passato l’esame di apnea. Finalmente potrà avere rapporti orali tenendo il naso tappato. Niente più odori per lei. Si pensa che lo abbia fatto per piacere ancora di più a Renato, con il quale, come tutti sapete, ha una storia. Si sa anche che Renato pecchi nell’igiene intima… e se tanto mi da tanto… Professionale e disinvolta: 7. Direttamente dall’aldilà rispunta l’Ignorante, titolare dell’unica rubrica al mondo in cui la gente gli chiede le cose e lui manco risponde. Sereno e dialettico, porta vari broccoli incorciati con la sua migliore tecnica: parlando in continuazione con tono monocorde stordisce la sua vittima portandola all’ipnosi: tra le sue prede: Joelle e Erika. Paziente e magico: voto 6,5. Soffre del troppo lavoro l’assistente del Presidente, che insieme a Guido ( ma si, quello che limonava con quell’altra… proprio lui) gestisce le pubbliche relazioni del festeggiato. Tra i miei personaggi più cari, ma senza voto, ricordo con piacere Simpaty e Scentology, due simpatiche ragazze pon pon di Vigevano ( e che pon pon…). E come non ricordare Joelle, alla sua prima presenza. E come non citare la Simo ( ma si proprio lei, quella che fa gli occhi dolci a Wilson), e la Fra ( ma si quella che fa gli occhi dolci al Presidente) e come non citare la Signora ( ma si quella che fa gli occhi dolci all’Ignorante e a Krine, ma che rimane la mia fidanzata), e la nostra Maia, tornata dopo un ritiro sabbatico in Serbia… Ma per ultimo lui: il festeggiato. Per il suo compleanno il Presidente sfodera uno splendido costume da paggetto gay del settecento, con tanto di cintura muccata. L’elemento che fa la differenza, la classe condensata in un girovita, un richiamo a nobili origini. Distribusice free drink per tutta la sera ( mi sono messo in coda trenta volte), saluti, baci, occhiolini e palpatine. Sembra contento (quando il suo assistente gli ricorda di esserlo). Un grande padrone di casa. Peccato per i capelli, davvero troppo banali visto il costume degno di Elton John. Voto:8 regalato!!! (forse sono corrotto dai cinque cuba che mi ballano ancora sul fegato). Voto globale: 9, c’erano tutti, e forse questa è una gran cosa…

sampei e saprei










 


 


 


 


 


 


 


 


 


Pensare che era solo una manciata di mesi fa, quando al posto dell’aperitivo


al posto delle corse e delle code, ci si sedeva a pescare.


Che poi non si fosse mai riusciti a pescare, poco conta.


Giovedì sera grande serata finale per il Presidente,


che celebra la nascita del suo primo erede con un cocktail


alla Trattoria ( sede del Consiglio). Presenti per l’eccezzionale


evento anche famose personalità estere tra cui l’Ignorante,


autoesiliatosi per la sua spessa ignoranza verso i lidi


di XXmiglia.


Aspettando giovedì, ma soprattutto aspettando i sabati di primavera


Scoop: I segreti di un uomo di successo

il presidente e il consigliere misterioso










 


 


 


 


 


 


 


 


 


Ogni scoop ha una premessa, ogni scoop ha una storia e un seguito.


Ognis scoop si fonda su appurate e difficili ricerche. Proprio per questo,


dopo una consulenza legale con Ciniza mani di Forbice, la redazione ha sguinzagliato


i suoi migliori segugi alla ricerca di qualche piccolo difetto, di un neo, di una macchia


nella scoppiettante vita del Presidente. Nulla, dopo settimane non si veniva a capo


di nulla. Solo cose che il popolo già sapeva: la love story tra il presidente e un pony


express brasiliano ( Michael), le lunghe sessioni dall’estetista e le estenuanti ore


dal parrucchiere ( lo stesso di Wanna Marchi e di Wanda Osiris). Ma il segugio è tale


per la sua caparbietà: ecco lo scoop! Napoleone, Fidel Castro, Bush, Cesare, Richelieux


Shrek, insomma tutti i grandi della storia hanno avuto alle loro spalle un Consigliere.


Il Consigliere è la vera fonte del potere, il tramite tra il leader e il suo carisma,


il faro che illumina i pensieri dell’Illuminato.


Federico Rodriguez Pistaricos da Guesas,


in arte Fede: è lui l’onnipresente ombra del Presidente. In ogni gesto c’è la sua mano,


in ogni parola c’è la sua lingua. Nell’immagine, il Consigliere assaggia il cibo del


presidente per verificare che non sia avvelenato. Ma si vocifera che si sieda anche sulla tazza


per primo per verificare che non esploda. Un vero Uomo Ombra. Svelato il trucco staremo


a guardare se il Presidente avrà ancora la forza di reagire: piano piano scopriamo che


dietro il suo potere c’è un’attento staff di collaboratori: la Coondoleza Rice di milano sud, Chiara


e il Gianni Letta delle Risaie: il Fede. Durerà ancora la sua leadership nonostante questo scoop?


Intanto il Presidente prepara la missione diplomatica in Repubblica Ceca, accompagnato dal


fedele Fede e invita anche l’ooposizione: infatti è ufficiale l’invito rivolto a


Wilson Nivea Subbu Teo, capo della fazione delle mutande rosa. Aspettiamo i risvolti


mentre il governo vara la nuova legge che rende obbligatoria l’acquisizione di un tavolo


in qualsiasi locale si vada ( Legge Crinelli), e mentre tra i banchi della Trattoria Toscana,


sede del Parlamento, si dibatte sulla possibilità di varare un decreto sulle enoteche


proposto dall’Abasciatore. Ancora fermi i lavori per l’operazione “Renato Amico” che


dovrebbe permettere a tutti i cittadini dell’hinterland di poter avere gli stessi diritti alcoolici


dei centrali. Il Ministro dell’Istruzione, l’Ignorante, dovrebbe portare al vaglio la legge


sull’abolizione dell’uso del congiuntivo dopo il terzo cuba, fortemente voluta dopo


aver ascoltato i deliri del Krine. Sicuro è che la presidenza vacilla….

Ma tu per l’ultimo?

willyambafranz










 


 


 


 


 


 


 


 


 


Ah già capodanno… quasi dimenticavo. L’anno nuovo. come sarà questo 2005? Ti auguro tutte le fortune


sii felice, spero tu sia sereno e soddisfatto. Spero tu stia ciulando. E via con i messaggi.


Ex fidanzati che colgono l’occasione, amici che trovano il numero in rubrica, sconsciuti che sbagliano


numero, amici veri che cadono nel precipizio del banale. Si divide in parti uguali l’italica massa: i “non me


lo perdo nemmeno se muoio”. Festone in discoteca, camicia nuova e mutanda rossa d’ordinanza,


che poi sono quelli che rimangono sempre con l’amaro in bocca,


perchè dopo tutto se lei non ci stava in agosto non è detto che si ricreda per la fine dell’anno solare.


Poi c’è la tribù dei viaggiatori: popolo di studiosi delle guide turistiche, folla che spulcia interi manuali


e siti internet, per poi affidarsi al last minute che li scarica sul Mar Rosso, tra un piatto di spaghetti


alla bolognese cucinati da Amedh e un bresciano ubriaco che ride a crepapelle.


Il popolo degli alternativi, in lieve crescita, gode del fascino del “nessuno lo fa”. Riempiono


cascine e fattorie, cenano sobriamente, brindano a lambrusco e si risvegliano all’alba del


primo comnvinti di essersi fatti solo del bene. Poi c’è il popolo dei lavoratori: davvero in


crescita, tira le sue fila traendo beneficio dalle delusioni del popolo dei nottambuli e da quello


dei viaggiatori. Per questo viene chiamato anche popolo degli scottati. Sono i più apprezzabili


dal punto di vista sociale ( perchè lavorano). Memori della grande rottura di coglioni, ricorrono


all’espediente: “tanto è sempre una merda”. Senza piangersi troppo addosso cercano un lavoro


che durante l’anno non avrebbero mai fatto e alla domanda “tu per l’ultimo cosa fai?” provano


grande piacere nel rispondere: non so, forse lavoro.


Il popolo dei Fidanzati ha la sua arma migliore nel ripieghino. Il ripieghino è quel movimento artistico


con cui uno dei due parte sbottando: “se nessuno organizza niente, ti porto via e basta”. Finiscono


stipati in alberghetti sparsi per l’Italia, si baciano, si guardano, brindano, fanno il dovuto e dormono.


Alla sveglia del primo è bon ton dire:”amore, ci aspetta un altro anno insieme”. che profuma più di


minaccia che di promessa.


Tra un regalo e l’altro, il nostro inconscio ha già scelto da tempo cosa fare. Uscirà fra poco, soave,


tra un discorso e l’altro. Io ho fatto il Lavoratore, il Fidanzato e il Viaggiatore e il Nottambulo.


E l’unica osservazione che faccio è che tutte le volte sono scappato da qualcosa.


Qualcosa che a capodanno pesa un po’ di più…


e mi permetto un consiglio…anzi no. Perchès e qualcuno me lo avesse dato per


tempo, non lo avrei ascoltato lo stesso…