The Party is on

In preparazione al Compleanno ufficiale del Bradipo, in assoluta anteprima il prezioso invito all’esclusivo party. Dove: Le Trottoir, Milano. Quando: ore 22.29, Sabato 12 maggio. Chi viene: tutti quelli che riesci a invitare. C’è un tavolo, un privee, qualcosa di esclusivo: assolutamente si: un tavolo e quattro sedie. Ci sono free drink e altri loschi trucchi per non pagare il prezioso nettare superalcoolico: ceerto! Come posso ottenerli? In alcuni semplici modi: 1) riconosci almeno sette personaggi sulla locandina, dimostrandoti grande lettore del Bradipo. 2) presentati al locale alle 22.29. 3) partecipa al grande Risiko del Pendolare. Che cazzo è il Risiko del Pendolare? E’ la prima versione umana dell’omonimo gioco in scatola: guadagnati il tuo carro armato vincendo con il tuo obbiettivo segreto, e fatti offrire da bere dal Franz. E per il regalo, c’è qualcuno che fa la solita colletta? No! Metti il tuo obolo nel grande salvadanaio, e dimostra la tua amicizia a Franz. Ma io ho un sacco di altre cose da fare, tra cui: una cena, due aperitivi, un cinema, sono a sciare, provo a limonare con una, ho il ciclo, sono a Londra, sono in volo perchè faccio il pilota, non ho la macchina, non ho soldi, la mia donna ha mal di testa, mi sento inadatto, Le Trottoir mi fa cagare, io vado solo in posti house, non ho più vestiti per uscire, finisco di lavorare tardi, sono emotiva, non c’è parcheggio, sono ebreo e il sabato non posso fare più di duecento passi, odio Pinketts, domani vado a cavallo presto, sono in missione, preferisco la casa139 e ci vado da solo il martedì, ho un concerto a teatro domenica, ballo in un locale per arrotondare, c’è il Milan che gioca contro la Vercellese, sono all’Ippodromo, esco con una velina, domani lavoro dalle quattro, anzi dalle due, faccio il tramviere precario, volevo proprio esserci ma alla fine ho un impegno, cerco di arrivare presto, ma non prima delle due e mezza, io ci sono ma gli altri no, allora non ci sono, ho una cena con i commilitoni poco prima, peccato, esco con i miei compagni del liceo, sono da Mc Donald lì davanti e non riesco a liberarmi.

E’ forse un problema mio?

 

 

Comodini Inaspettati

Questo sole, per noi metereopatici, è una grande benedizione. Noi, in questo periodo, soffriamo di grandi botte depressive per il grigio laminato che Milano offre nelle otto ore di luce diurna. E poi ci si mette anche la pioggia. E se non c’è la pioggia c’è la nebbia, che è un male anche per i camionisti (quelli messi peggio sono i camionisti metereopatici: ché muoiono schiantandosi e nel contempo sono anche depressi. Che brutta fine). Insomma, questo sole, messo lì così, con tanto di cielo terso, montagne a vista e aria pungente, è un’ottima ragione per essere di buon umore.

Ma noi metereopatici – ipocondriaci ci stupiamo anche del fatto che qualche doloretto sia sparito. Le nostre malattie in fase terminale se ne vanno davanti al sole. E noi metereopatici – ipocondriaci – pendolari, siamo anche quasi contenti di fare tutta la coda del mondo in tangenziale sotto il sole. E noi ipocondriaci – metereopatici – pendolari  – pessimisti siamo abbastanza felici di questo sole, anche se dubitiamo che duri per sempre, anzi sappiamo per certo che presto, molto presto, pioverà a dirotto. E io che sono metereopatico – ipocondriaco – pendolare – pessimista – psicolabile, penso sempre che c’è qualcuno che sta peggio di me, e mi rassereno camminando sotto questo sole.  Ma il mio lato critico ( appartengo alla variazione metereipopendopessipsicocritico) non può lasciar correre, anche in un giorno con codesto sole, un sassolino che mi si è infilato nella scarpa. (e qui, caro Elegante, puoi anche smettere di leggere, tanto nemmeno oggi si parla della festa). E ci sarebbe tutto un lungo discorso sui libri da fare prima, ma per evitare di tediarvi troppo (leggi non ho voglia) salto alla conclusione: ho finito i libri sul comodino ( non è vero: mi rimane chuck Palahniuck, ma mi fa cagare già da pagina 2. E tra l’altro non ho nemmeno un comodino.). Ho ripreso in mano uno degli ultimi, poi mi sono messo a dormire quasi subito, mentre la Signora sfogliava un libro di cui tutte le sere mi fa una recensione dettagliata (“questo libro è una merda”). Sicché oggi mi decido a cercare una libreria vicino all’azienda, che c’è anche il sole e diventa quasi romantico andare a comprare un libro in pausa pranzo. E non un libro qualsiasi, voglio una libreria che mi dia la garanzia di avere “La Ballata delle Prugne Secche”. Eh si, voglio quel libro. Lo ha scritto una blogger (trovate il link qui di fianco, è Pulsatilla), e a quanto pare ne faranno anche un film. Quindi voglio questo libro: lo voglio perché è una blogger, ne faranno un film, lei è del 1981, e il suo blog è scritto da dio. Trovo, sul sito della sua casa editrice, tutti i dettagli. E ci trovo, guarda un po’, anche un sacco di recensioni. Molte sono di riviste “giovani”: Rolling Stone, Repubblica XL, Vanity Fair, Grazia: sarebbe già un’ottima ragione per non comprarlo più. Mi metto a leggere le recensioni: due concetti compaiono di continuo: è una blogger ( e lo avevamo capito) ed è la storia della nostra Bridget Jones. Ocazzomerda! Omerdacazzo, ma perché mi devi rovinare una giornata così bella?  E anche qui bisognerebbe scrivere almeno venti pagine su quanto il modello della brutta perdente ma buona ( e dei suoi eterni problemi con gli uomini che sono tutti stronzi), in cui tutti ci rispecchiamo prima o poi, occupi nella nostra scala morale lo stesso posto dei reality. Ma Valeria, te lo prometto, lo leggerò, prima o poi.

Caldeggio da un mesetto a questa parte David Sedaris. Comprate tutto quello che trovate, perché è la dimostrazione che si possono scrivere ancora degli ottimi racconti prendendo come spunto la propria vita ( lui è un po’ aiutato perché è omosessuale, americano, vive a Parigi e sua madre era un’alcolista, ma non possiamo essere tutti così fortunati).

 

Rimango comunque un metereopatico-ipocondriaco-pendolare-pessimista-critico e inconcludente: perché dopo tutto questo popò di parole non ho raggiunto una conclusione: non so che libro comprare. E non so nemmeno se lo comprerò. E non so nemmeno se domani ci sarà il sole. E non ho nemmeno un comodino. Facile fare gli ottimisti quando si ha un comodino e si è omosessuali americani. Ma cazzo provate a mettervi nei miei panni… qui si sta toccando il fondo del barile.

Still life in my hotel room

La cosa ideale per ogni essere umano è il giusto alternarsi di pulsioni del basso ventre e delle alte tempie. Quale ricetta migliore se non unire un sabato di surf, perfetta sincronia di tutti i cinque sensi, a una domenica culturale? Annaffiando il tutto con abbondante caffè, spirito di intraprendenza e sopportazione al vento che spazzava via gli squallidi ricordi di corso Buenos Aires e le ammorbanti puzze delle concentrazioni di giovani fascisti, io e La Signora ci siamo dunque appropinquati alla mostra di Helmut Newton. Considerato uno dei padri della fotografia dello scorso secolo, il nostro, tedesco d’origine con tanto di cognome impronunciabile trasformato nel più orecchiabile Newton, ha fatto della sua arte un simbolo. Osannato da tutto il mondo, dopo la sua scomparsa viene celebrato con una rassegna che sta facendo record di incassi. E’ anche importante specificare che il mio primo piacere nell’andare alle mostre risiede in tre piccole soddisfazioni; primo: fumare in coda, infastidendo le sciccose signore proibizioniste e generando sguardi di disapprovazione ( con annesso lo spegnimento del mozzicone per terra, ben in vista). Secondo: esibire alla cassa una consumatissima tessera della Biccocca, sostenendo che sono ancora studente, ed esigendo la riduzione, pratica quest’ultima divenuta di estremo godimento da quando le hostess precisano cinguettando: "la riduzione è valida sotto ai 26 anni", e io esibisco la mia carta d’identità dove l’obeso viso le distoglie dalla data anagrafica. Terzo: comprare i gadgets più stupidi. La collezzione prende volume e include alcune rarità tra cui: il temperamatite di Picasso, la gomma di Caravaggio, il poster da officina della Piaggio, due monete celebrative del futurismo e un posacenere della Campari. Tutto andava per il verso giusto. Avevo fumato la mia sigaretta, ed ero riuscito a cogliere negli sguardi del capannello di omosessuali dietro di me il disappunto. La hostess era andata in confusione per l’estrazione della tesserina universitaria e della carta d’identità. Tutto scorreva secondo i piani. Un futuristico pannello rosa ci da le coordinate biografiche, e un donnone nudo con il pube eccessivamente peloso ci accoglie tra le sacre mura della cultura. Passeggiando per la prima sala prendo le misure. Insomma, mi faccio un’idea. Ho il buon gusto di tenerla per me, e cerco pareri nelle chiacchere sottovoce degli spettatori vicini. Alla terza sala mi è tutto chiaro. Ritrovo nell’espressione curiosamente stupita della Signora il mio stesso parere sul Genio della Fotografia. Qui di seguito vi elenco alcuni atroci dubbi che non mi hanno permesso di prendere sonno per tutta la notte, logorandomi le interiora. Supponendo che la fotografia sia in effetti un’arte, e come tale abbia delle scuole, degli sviluppi e delle avanguardie. Supponendo inoltre che le foto di nudo femminile siano un fascinoso linguaggio di comunicazione tra l’uomo e i suoi misteri. Prendete visione di queste foto: uno, due e tre. Quesito: non è vero che, poste le condizioni precedenti, chiunque sarebbe capace di fotografare delle strappone in ambienti comuni? (quesito riformulato in modo culturalmente corretto: è possibile che l’arte di Newton sia nel raccogliere in immagini ciò che ogni uomo vorrebbe vedere?). E se è vero che i tramonti di Montecarlo, o le foto aeree, sono particolarmente singolari e belle, (avrei voluto metterle, ma su google si trovano solo le foto di nudo…), non è anche vero che la fotografia blocca dei momenti? E se ciò fosse vero, alle spalle della fisicità del nudo, non ci sarebbe semplicemente il momento in cui il vispo fotografo si è trovato con una modella nuda dinnanzi? Tutte queste domande, affolandomi la mente, mi hanno rovinato il momento dei gadgets, rompendo l’incantesimo perfetto della mia domenica culturale. Inoltre il dubbio ascetico che mi perseguita da ieri non mi abbandona: ma non è che stesse semplicemente fotografando le sue amanti? (peraltro cosa bellissima: fermare con una foto la bellezza di ogni momento). E di conseguenza, non è che stiamo osannando un grandissimo ciulatore? I dubbi vengono accentuati dalla seguente conversazione avuta in serata con l’Ambasciatore: Franz: "siamo anche andati a vedere la mostra di Newton" Ambasciatore: "ah, quello delle fighe nude", F:"si, quello dei nudi e dei paesaggi". A: "si, ho capito. c’è in giro il manifesto di quella con le tette piccole". Mentre il dubbio mi divora, ho deciso di dedicare la serata a risolvere l’arcano acculturandomi in internet. E parto da questo presupposto: che differenza c’è tra questo e questo? Mentre la Signora viene inseguita per casa da un Franz delirante che urla: "spogliati che ti fotografo appoggiata allo scaldabagno", il dubbio resta….

Disclaimer: questo post, per i suoi contenuti e per il suo approccio non deve essere visionato da: bambini o minori di 15 anni, morigerati ciellini e cattocomunisti, studenti di Brera e altri tipi di neodisoccupati, donne in protesta (offese dal nudo, dal maschilismo, dallo strapotere del pene, dal mio picco di brutalità sessuale e in genere da tutte le forme di socialità), e in ultimo da sessuomani. Per tutti coloro che reputassero il mio approccio con la cultura facilone, scontato, stupido e lievemente di sinistra, consiglio caldamente questo sito (fatevi fare il delfino sulla spalla, il tribale sul collo, o il sole sulla spalla, per entrare di diritto nelle persone che stimo poco a priori). Per tutti gli amici della famiglia bradipa che pensano che le droghe e l’alcool mi stiano lentamente logorando il cervello, consiglio una visita nel sito dove potete emulare L’Elegante (istruzioni: accendete le casse, cliccate sulla fattoria e poi componente come l’Elegante). Il mio pensiero va a Willy, che potrebbe essere il nuovo guru della fotografia. 1) ha una macchina fotografica digitale. 2) ha una vita sessuale lievemente sopra la media ( posta la media come somma delle vite sessuali dello Ignorante, mia e del Presidente). Unica controindicazione: l’esercito di mariti che riconoscono le mogli. Ma non può essere tutto perfetto.

Una Canzone per te (featuring: Tommy Banfy)

Premessa: questo post è dedicato alle tre donne che mi fanno pensare che sia possibile tradire La Signora: Giulia, Alice e Sabino.

Certo che di cose ne succedono in una settimana. E si incontrano persone, magari sempre le solite, magari senza nulla da dire, e si vedono posti, magari nuovi, e si leggono libri mai letti, si mangiano cose nuove, si respira profumo di gioia e si sente odore del solito tran tran. Non sarò mai ordinato nello scrivere tutto. Non me ne voglia chi, in pace con se stesso, legge tutto d’un fiato e non trova la doverosa consecutio degli eventi. Noi (plurale maiestatis che usano i professori universitari, gli uomini-azienda e gli psicopatici) abbiamo lavorato tanto. Abbiamo mostrato le nostre scintillanti cravatte in giro per l’italia. Abbiamo incontrato gente, ascoltato e ragionato. Guidando, incollati al paraurti di quello davanti, per almeno mille kilometri, abbiamo avuto il tempo per riflettere. Sembra strano, ma noi pensiamo molto quando guidiamo. Pensiamo e arriviamo a delle conclusioni. (finisce il pezzo con il plurale maiestatis, da me utilizzato per indicare l’entità franz+cravatta aggressiva).  Ho fatto una cosa che si fa una sola volta nella vita. Ho comprato una casa. Che detto così perde sostanza, come se avessimo tirato fuori l’infuso del thè troppo presto dalla tazza. Abbiamo (non più io e la mia cravatta, bensì io e la Signora) comprato una casa: significa che a tutti gli effetti io oggi possiedo dei muri, una tazza, cinque finestre e quattro porte. Una sensazione strana, molti pensieri, e un sacco di tempo per riflettere. Ma l’evidente e lampante necessità è tutta lì davanti ai miei occhi. Vi accompagno nella contorta riflessione: ogni periodo della vita, ogni momento, ogni sensazione, per la maggior parte delle persone è unita a una canzone. Vuoi che sia quella passata per radio, vuoi quel vecchio cd, sono in tanti a ricordare un momento grazie a una canzone. Una estate di mille anni fa, una primavera, una relazione, un momento di cambiamento. Ecco, noi ( io e la mia cravatta) ci siamo accorti in concomitanza con l’arrivo alla stazione Esso di Settimo Torinese, di non avere una canzone per questo periodo. Di conseguenza ho spulciato insistentemente nei cd in macchina, senza venirne a capo. L’illuminazione è arrivata, come per tutte le cose importanti della vita, proprio mentre pisciavo appoggiato a un vespasiano nella stazione Esso di Fiorenzuola. Passando in rassegna i cd nello scaffale new entry ho trovato quello che cercavo. In basso, appoggiato di fianco a Hit Mania Dance, pronto per essere salvato dalla pericolosa contaminazione, il faccione di Giuliano Palma mi ha chiamato. Ma il nostro problema, quando abbiamo troppo tempo per riflettere, è il sorgere di pericolosi dubbi. Infatti, alla stazione Esso di Mozzo Lodigiano ( si si, con i bollini Esso sono parecchio avanti. Quest’anno teli mare per tutti…) decido di dare una seconda occasione al destino, e mi metto in mano il disco di Cesare Cremonini.  Ma il destino è come un treno… eccetera eccetera. Mi ritrovo oggi pomeriggio, alla stazione Esso di Genova Nervi, mentre un untissimo benzinaio disarticola il cofano della Poderosa in cerca della vaschetta del preziosissimo liquido lava vetri, a guardare giù dallo strapiombo, verso il mare. E in sottofondo, alla radio, mentre pensavo alla mia casa, passava "Messico e Nuvole". Il Destino è Destino.

Apologia della Prefazione: Cara Giulia, seppure il feeling intellettuale tra noi sia pericolosamente minacciato dalla mia fortissima attrazzione fisica, devo purtroppo dirti che il buon Fabio (Volo) supera lentamente il confine e arriva, da un po’ di tempo a questa parte, a essere davvero piacevole. Per palati raffinati, o forse per rozzi ingordi. Ma io sono sempre stato un palato ingordo e un rozzo raffinato. Cara Alice, sapendo che tu non sai ancora leggere, e che tuo fratello sta imparando, confido nella pietà di qualcuno che ti legga queste poche righe.  Siamo rimasti a metà di un discorso. Visto che sono in vena di recensioni, lo finisco. "… in ogni caso è un libro davvero piacevole. E’ come rileggere Seta, o Oceano Mare. Per chi ha letto Baricco è come ritrovarsi, dopo un periodaccio (Senza Sangue), a casa. Compralo". Caro Sabi, proprio perchè ti voglio bene, ti pennello un paio di recensioni. Il disco di Cremonini è una sonora cazzata. Salvando Maggese e Marmellata #5, che potevo tranquillamente scaricarmi da internet, il resto è un disperato tentativo di dare un senso al prezzo del cd. La cosa migliore sono i due pezzi finali al pianoforte, che meritano parecchio. Se la musica è una bottega di sensazioni, il nostro bolognese prova a fare il centro commerciale, navigando tra rime pallose e concetti morti. Pezzi di alta letteratura sono i ringraziamenti, con Ballo che ringrazia le "ragazze con le tette grosse" e Cesare che elenca tutta una serie di droghe e articoli da sexy shop. Se puoi, fattelo fotocopiare. Peccato, per i miei 15 euro. Ben altro discorso per Giuliano Palma, tanto deprecato dall’Elegante. Fare un disco di cover è impresa assai ardua. I Bluebeaters ci sono riusciti in pieno. Jump (Van Hallen) e You Are my Best Friend (queen) sono pregievoli. "messico e nuvole" è stupenda.   Un ringraziamento particolare va alla Direzione Commerciale che ha reso possibile il mio sogno di andare a una fiera inesistente domenica e lunedì, ma per noi uomini-azienda nulla è impossibile.

Frankie "Fatturato" Minkia

Per un pugno di consumazioni

Sarebbe troppo facile annunciare il successo già dal titolo, e non è nemmeno buon uso farlo. Ma se si potesse provare, un titolo adeguato sarebbe: " Successo!", o qualcosa di simile. Prima ancora di addentrarmi nella narrazione do un paio di numeri di assaggio: 130 persone, 200 cocktail secondo il proprietario, 300 secondo una stima più attendibile, 12 partecipanti alla gara di tanga, di cui 2 uomini, 14 borse starsfucker rubate, 5 magliette. Numeri senza senso se non con delle debite precisazioni, qui sotto forma di pagella. Parto dall’esterno, con Il Proprietario, che mantiene il profilo basso, dicendo che si, è stata una festa carina, ma in verità si poteva fare di più. Serve per tutta la sera un rhum imbevibile, comprato direttamente in un phone center di boliviani dietro l’angolo. Grandioso l’occhio lucido che spiava la gara di tanga, con tanto di sorrisino. Voto: 6, sufficienza low profile. Pagella ottima per la Squadra Speciale dell’Ispettore Monazzo, trio sempre in voga, che assicura che nulla succeda nel corso della serata. L’Ispettore è già ubriaco alle 11, e vederlo uscire barcollando con il pc alle quattro e mezza non lede la sua immagine di uomo tutto d’un pezzo. Ai due scagnozzi il merito della perfetta gestione della security. Voto di squadra: 7. El Presidente è il papà del marchio starsfucker, e non è un esempio di padre. La sua precoce fattanza non gli preclude il buon esito della serata. Broccola e non conclude, in piena media stagionale, voto 7. Parentesi doverosa sulla tanga parade, che vede una vincitrice assoluta e diverse vincitrici morali. Tra le timide che scosciano poco e quelle che rimangono con il culo all’aria ci sono due chicche di cui pochi si sono accorti: un tanga con tanto di scritta Starsfucker, (laura, moralmente la vincitrice), esibito forse troppo timidamente, e un tanga a stringhetta, visto in precedenza solo in alcuni siti internet. Occhi puntati sulla giuria, composta dal Carletto, che non ha molta dimestichezza con i numeri, Ricky e il Teo. Per tutti e tre un voto con cartellino: 7. Al buon Guido, lo zio di Starsfucker, va il merito della creazione dell’accrocchio per il limbo, con voto alto per la fantasia:8. Elemento comune per entrambe le competizioni è Lo Sbirro, calato dalla liguria direttamente in porta romana per mostrare il culo e fare il limbo. Ai saluti di fine serata ci alitiamo in faccia una folata di rhum da spavento. Peccato che io abitassi a tre minuti e lui a duecento kilometri. davvero Talento tutt’altro che sprecato: voto 8 (lo Sbirro lo trovate qui). Non c’è gara per il parrucchiere misterioso che ha tagliato i capelli allo Ignorante, che per la serata si presenta pettinato da San Francesco. Che sia un messaggio, e che lui volesse, come il santo, parlare agli uccelli? Dubbi di omosessualità, voto macho: 7.  Gradita ospite anche FattiDiMinias, la prima amica del Bradipo, che ci mette un po’ a capire che si tratta di un meeting di alcoolisti. Grande per la presenza, 7,5. (fattidiminias la trovate qui). Voto basso per il breker de noi artri, Er Lopha, che viene attaccato sulla dance floor da un concorrente. Sentendosi in crisi invita la sua Vera fidanzata a inscenare la pantomima del telefonino rubato. Voto di coppia: 5,9. La Signora, sapendomi disattento, partecipa alla tanga parade, balla, si dimena, broccola e beve. Dovevo nascere in calabria: voto 7,5 per il delcoltèèèè. due punti anche per Giulia, che aiuta Ricky a non sentirsi solo, unica donna che ha il coraggio di parlargli. Divagazioni sul tema cuba per la Fede, senza L’Ambasciatore. Il voto totale alla serata, in una scala da 1 a 10,  seguendo il sistema di votazioni di Carletto è sicuramente: 23.  Unico piccolo neo, di cui nessuno si è accorto, è che trattandosi di un battesimo di rhum per le tavole nuove è stato un po’ brutto che le tavole non ci fossero. Peccato, con complimenti al Cinghiale.  Come numero zero è stata sicuramente una grande cosa… ma tutti gli sbrodolamenti li lasciamo a voce…. tanto prima di quanto voi possiate aspettarvi ci sarà il secondo episodio… in chiusura i complimenti meritatissimi al dj, davvero un capo dei piatti (sette cuba, dico s.e.t.t.e….)

La B&C Giochi Stupendosi presenta:

il Subbu TeoAction Krine La B&C è orgogliosa di presentare al pubblico due assolute novità:


Subbu Teo: l’incredibile gioco da tavolo per ripercorrere tutti i passi della vostra squadra del cuore e del vostro beniamino: il Teo. Potrete rivivere i magici momenti dei vostri eroi con un gioco quanto mai realistico: pensate che il terreno di gioco è creato sul modello del campo di Quinto Romano: le stesse buche e le stesse fosse! E poi, grazie al CD: “i versi della Verce” potrete animare le vostre sfide con le vere urla di tutti i campioni: pensate ci sono le bestemmie originali di Chicco e le urla di dolore del Capitano Rossi dopo un fallo. In esclusiva per questa promozione una scheda omaggio con due lampade trifacciali per assomigliare al vostro eroe Vise e una confezione di pomata irritante per grattarvi le palle tutto il tempo come il super Teo. Subbu Teo: il calcio come non lo avete mai visto!


Ecco a voi la seconda novità: ACTION KRINE, MISSIONE 40 MINUTI. Ecco finalmente in Italia il super eroe che fa impazzire il mondo. Giocate anche voi con Action Krine, e la sua super moto. Il perfido Vigilix Urbanix vuole chiudere la Trattoria Toscana, tagliando le forniture di rhum di tutta la città. Il nostro eroe dovrà fronteggiare i temibili servi di Vigilix con le loro diaboliche macchine: le Pattuglie della Stradale. Mille pericoli sull’autostrada dalla Liguria alla Trattoria Toscana, ma con il vostro aiuto Action Krine sarà il migliore e potrà disintegrare i malefici Sbirrix per salvare la città dal perfido Vigilix. Salite sulla super moto e entrate nell’avventura più emozionante del mondo: Action Krine, il super supereroe!!!!

The Ladykillers

LadyKillers recensione con discreto ritardo… Ladykillers. Un Tom Hanks ingrassato e troppo simile a Verdone dirige una simpatica combricola nella rapina della loro vita. I fratelli Cohen ci portano in un America del Sud di fine millennio dove convivono tutte le anime a stelle e strisce di questi tempi. Critici e geniali danno un finale davvero maestoso a un film niente di chè. Insomma, per andare a vederlo bisogna avere una grande stima per la coppia di scrittori-registi-sceneggiatori. Geniali i loro personaggi, acida la critica di sottofondo.  Voto:6,5. Se poi magari il cinema non costasse come un dvd nuovo…


Aurelio Cornuto

Il Libro del Mese: Latte Solfato e Alby Starvation

Latte Solfato e Alby Starvationil libro di giugno è una lettura veloce e sclerotica, divertente e critica. Alby Starvation è uno spacciatore di solfato, una delle droghe più economiche sul mercato, che si racconta in tutte le sue paranoie. Inseguito da una schiera variopinta di killers, sopravvive a se stesso grazie alla paura di morire. prezzo non troppo politico, facile lettura. Martin Millar (www.martinmillar.com) è un’autore poco conosciuto qui. il primo libro arrivatoci è “Io Suzy e i Led Zeppelin”, che già ci era piaciuto parecchio. A onor del vero questo è stato scritto nel 1987, il che gli da ancora più fascino. molto consigliabile per chi vaga nella calura noiosa estiva. Latte Solfato e Alby Starvation (nel suo sito trovate anche un racconto inedito… molto bello)

Al cinema di giugno

Partiti! si porta al comando Francesco arrivando per primo al cinema,praticamente un coast to coast per lui, a ruota Sabino che con diligenza capisce da solo dove si trova l’Anteo senza dover attendere invano davanti allo Smeraldo i soliti sospetti ritardatari,che difatti sono finiti terzi in parità!!


Dopo aver sorseggiato nel peggior bar di Caracas del limoncello e fumato del pessimo tabacco giallo, i quattro eroi entrano con cinque minuti di ritardo in sala, ma questa volta wilson e saracidella non hanno colpa difatti il ritardo è stato provocato da un’ennesimo e spudorato broccolo di saben con la cassiera, alla quale consiglio di cambiare mestiere e di trovarsene uno dove i numeri non esistono!


Scorrono le strepitose immagini del film coronate dall’invidiabile fascino e bellezza dell’attore protagonista,nonchè il “che”. Il gruppo è diviso con un franz in ultima fila a regnare sul terzetto, un vero imperatore con un pettorale ormai vicino a quello di checcoelettrostimolatore,due bicipiti da holliwood e un carisma simile a quello del leader più famoso nella rivoluzione cubana; a proposito di cuba se non fosse per la triste media di quattro a sera Costantinodefilippi gli invidierebbe gli addominali.


Finito il film i bradipi si dirigono verso una realtà non proprio simile a quella latinoamericana……CORSO COMO!!! è un insieme di cosce,zarri,modelle,maiali e maiale,muscoli e stivali, una piazza etnica, tanto che un armadio inglese con la scusa dell’accendino si siede con noi per più di mezz’ora perdendo così il resto della sua compagnia, ma con la dritta sicura che la milano by fridaynight balla al loolapaloosa, peccato per lui che con quell’alito da alcolista marcio e con quelle scarpe che i piedi ti sudano anche nei giorni della merla, non entrerà mai!


A noi il merito di non aver ucciso,considerando l’ambiente del dopocinema, tutto quello che il film ci aveva insegnato, trasmesso e regalato; qui ti accorgi che un panzerotto caldo è buono ovunque se accompagnato da un Sabino quasi amico, dall’eleganza della Sara e da un Franz superlativo!



facendo storia, parte prima

il sole, copia originale. più che una recensione, un consiglio. La Mostra Del Mese: rotonda della Besana, 3 € per studenti. Grande recensione su vivimilano.it (nei link a fianco). Piaccia o non piaccia, la storia insegna. e gli oggetti vecchi hanno il sapore di quello che è stato vissuto. Sorprendente la ricostruzione del rifugio antiaereo, con tanto di sonoro, giusto per rendersi conto di come si stava. Ovvie le riflessioni sulle guerre di ieri e di oggi. Lasciate perdere politica e riflessioni, forse il senso è che senza il passato è difficile costruire un futuro. Bombe sulla città, il gioco della memoria. (qui a fianco la copia de Il Sole con la notizia in prima pagina dei bombardamenti del 43)