siamo a 3000

s.d.tremila. Mi sono passati sotto il naso. Proprio durante un documentario. Tremila, che on line sono pochissimi. Tremila, che come tifosi sono già tanti. Tremila, che come euri sono già abbastanza. tremila, che come secondi sono non sono nemmeno un ora. Tremila, che come albe sono una decina d’anni. Tremila, che come soldati non sono nemmeno un battaglione. Tremila litri di rhum, circa 7000 cuba, ovvero una decina d’anni di consumo del nostro Ambasciatore. Tremila giri, il momento giusto per cambiare marcia. Tremila battiti di palpebre, neanche una giornata davanti alla tv. Tremila baci, due mesi di passione di una coppia. Tremila tiri in porta, ovvero una decina di campionati. Un numero da solo non basta davvero a definire una grandezza. Sono tanti tremila euro? Ma tremila baci? E tremila secondi di dolore sono tanti? Chi di voi ha fatto l’amore per tremila secondi? E pensate che in tremila secondi avete fatto la maturità. ma tremila minuti fa eravate a fare un aperitivo… mentre tremila giorni fa non pensavate sicuramente di avere tremila euro, non sapendo nemmeno cosa fosse l’euro. Solo tremila giorni fa potevate avere tremilalire. Colazione per due. Insomma, tremila da solo non vuole dire proprio nulla. Ma tremila visite per Il Bradipo sono un numero preciso. C’è chi dirà poche. chi penserà tante. Io penso che ad ogni modo sia una specie di compleanno… sei mesi di vita, tremila visite. Qualcuno tutti i giorni ci guarda. Chissà. Tanti o pochi? Ma poi ci interessa? Forse il fascino di sapere che tremila anime hanno visto la tua foto? Esibizionista? Ma poi non saranno mai tremila… forse 300! Beh, ragionamo… ragionamo…

io so di non sapere….ma quant’è bello!

Buongiorno a tutti, o meglio, vista l’ora buona sera a tutti. Faccio il mio ingresso in questo blog per prima cosa presentandomi. Mi chiamo Luca e faccio parte di questa compagnia di sbandati. In  una vita precedente devo aver fatto veramente del gran male se in questa ho avuto la malaugurata sorte di conoscere ilFranz. Per tutti sono ormai soprannominato lo psicologo del lavoro ma in questi giorni sta sopraggiungendo un nuovo termine per definirmi: l’ ignorante. Ammetto che quest’ultimo nome è fonte d’ orgoglio per me, il perchè magari lo spiegherò in un altro momento. Vi starete chiedendo come mai questo pirla ci sta asciugando con tutte queste cazzate, il motivo è presto detto. Voglio inaugurare il mio battesimo del fuoco con una proposta e voglio vedere quanti di voi sono disposti a starmi dietro. Da oggi si apre una rubrica: l’ Ignorante. Dopo varie prosposte dei mass media di lanciare l’ Antipatico, l’ Alieno, Lucignolo, gli Invisibili e molti altri l’ Ignorante non si propone di partire con un idea, un progetto definito (altrimenti che ignorante sarebbe) ma di costruirlo col tempo in base a quante più notizie ed informazioni  riesce a raccogliere. E qui entrate in gioco voi; questa rubrica vuole essere un sistema interattivo in cui si può interagire attraverso i commenti che lasciate. Chi di voi non si è mai fatto domande idiote che non  aveva neanche il coraggio di porre per evitare di essere presi in giro, a chi non sarebbe piaciuto sapere qualcosa ma era talmente banale e stupido che ci si vergognava solo a chiederlo. Bhè l’ Ignorante serve proprio per questo, non vuole avere la presunzione di darvi risposte o togliervi  curiosità, ma vuole essere un mezzo, un canale per far conoscere l’ignorante e il colto che è in tutti noi. Per prima cosa è un gioco e come tale ha delle regole. Quelle dell’ Ignorante è una sola: diffondiamo l’ignoranza in questo mondo di Premi Nobel. “Io so di non sapere” …è arrivato il momento di esserne anche orgogliosi! Qualcuno non sa o non capisce qualcosa lo lasci tra i commenti, qualcun’ altro sa o conosce quel qualcosa…lo lasci tra i commenti. Questo è l’ Ignorante. In base a quello che voi scriverete io farò ogni tanto degli articoli. L’ Ignorante è nato, ora facciamolo crescere.


 


 

Il segreto delle donne

La nuova fragranza del BradipoLa storia parte da lontano: è una storia che commuove. Una storia urbana, quotidiana, normale: la storia di un disoccupato e di un’idea. L’idea nasce una sera. E’ agli occhi di tutti che Maia di adesso non è più la stessa. Sorridente, colorita, piacevole, bella, gentile. Il pettegolezzo serpeggia. Tutti si chiedono come. Le risposte sono tante. tante le smentite. Fatto sta che da quando ha fatto una vancanza nella rinomata località Vulva (in Serbia) è cambiata. Ed ecco entrare il disocccupato. Quello è Krine. Sua l’idea di commercializzare il prodottto prodigioso: AQUA VULVA, la nuova fragranza per la donna di oggi. Dal gentile profumo, AQUA VULVA non è solo un cosmetico, è il simbolo di tutto l’affetto che voi donne potete avere per voi stesse. AQUA VULVA, e finalmente anche voi potrete avere la vostra VULVA TERAPIA. E voi uomini cosa aspettate? Regalate AQUA VULVA alle vostre acidelle: le trasformerete in donne perfette! AQUA VULVA offre la consegna a domicilio diretta in BMW (così lo teniamo occupato).

sindrome dell’impiegato

Finalmente… no dico, finalmente. Oggi finalmente mi sono sentito davvero stanco della gente con cui lavoro. Oggi, finalmente ho trovato un piccolo difetto nella mia gentil consorte. Finalmente ho deciso di fermarmi a pensare, ma soprattutto FINALMENTE sono riuscito di nuovo a caricare le foto. Ci voleva solo un semplice programma… bah… nel frattempo finalmente riesco a spiegare di nuovo con un immagine quello che le parole possono solo accennare: ecco la sindrome dell’Ambasciatore, quella particolare sindrome che lo porta a dormire in ogni dove, fingendo ascolto e interesse. Poco importa se sto arrivando in ritardo dalla premiata combricola abbiatense… L'ambasciatore invecchia

La vita è tutta una pagella

In una noiosa e fredda giornata d’ufficio vengo stuzzicato da Wilson, pungente e preciso, che a giusto tono reclama le pagelle. Le pagelle, ovvero il pregio di essere concisi e dettagliati, cortesi ma lucidi. Insomma: ecco che ricominciamo con le pagelle alle serate. Addirittura, nel menù delle categorie, c’è la nuova cartella dove si raccoglieranno tutte le pagelle. Via…                                                


Domenica 14 novembre: titolo della serata: Facciamo i trentenni?    formazione: quasi al completo. La serata si articola in un aperitivo più cinema, vera anteprima degli anni a venire. A mezzanotte tutti a casa, in attesa di avere dei figli da cui tornare, ci teniamo caldi. Primo, ma solo perchè a capo tavola l’Ambasciatore: Soffre di una strana sindrome che negli ultimi tre mesi lo ha fatto invecchiare di dieci anni, in mente e corpore. forse affetto da Alzahimer, ascolta poco e non risponde. Approfitta del cinema per una pennichella. Si giustifica con l’angoscia per il lavoro. Ci si aspetta di più da una punta di lusso, voto: 5. Cinzia mani di Forbice. Attenta e premurosa, sembra lei a tenere in piedi l’Ambasciatore. Splendido l’accenno alla sua volontà di licenziarsi, dopo ben tre settimane di duro lavoro. Assistenziale e lavoratrice: voto 7Crine: reduce da un week end sentimentalmente martellante sembra fiacco, e lo dimostra la sua splendida proposta del cinema. beve poco e sembra (a quelli che non lo conoscono) addirittura riflessivo. Aspettiamo la pronta guarigione e lo pompiamo con un 6,5. Wilson: anche lui reduce da un week end in cui il più grande trionfo è stato la colazione di sabato mattina, si rivela gran sentimentale godendosi ogni sospiro sul grande schermo. Commuove il suo edonismo che lo porta a pose indomite appena intravede una macchina fotografica. Pronto e fermo, fa squadra: 7Franz: autovotarsi è sempre un problema. Forse raggiungo la sufficienza per la mia volontà di spendere sempre una cifra, anche per un aperitivo e un cinema. Propongo il film e probabilmente sono l’unico a cui non è piaciuto: voto 6,5. New entry di rilievo: La ira: se non fosse per una risata che giunge per un pezzo del film dove tutti lacrimano, la sua pagella sarebbe perfetta con un voto d’ingresso alto. Il merito? Il cappello adattabile, elfo, militare, marinaio, puffo e aviatore. Incoraggiamo l’ingresso in società con un 7. Cristian: deciso a non rovinare la sua immagine raggiunge il locale aiutato dal navigatore del papi, che consiglia un itinerario sullo stile Giro d’Italia. Provolone, si illumina alla proposta di una scampagnata nel profondo Est. Non vuole credere ai suoi occhi quando la folla si dirige ordinata al cine, e continua una litania pietosa invocando pietà per essere portato in quel del Hollywood. Riconquista il titolo di Presidente con la mossa delle M&M sulle palle. La sua vicina non si accorge di nulla e prova a staccare il frutto dell’amore, che ha le stesse dimensioni del famoso confetto. Poi rilascia il tutto quando si accorge che non è ricoperto di cioccolato. Consigliamo di atrezzarsi in merito con Nutella: voto 7.  Voto d’unione al Fede e alla Fra: entrambi provano a frenare il Presidente, accudendolo come un bambino: 7.  Ma i voti più alti vanno ai due in trasferta: L’Ignorante segna un grande voto fingendo di essere capitato casualmente al mare con la Dani. Resiste anche alle telefonate anonime che lo invitano alla conclusione. Duro come una roccia, e forse non solo nel carattere, pesa anche dalla distanza:8. Sabino: mitico, in tutti i sensi. Se alla chiamata delle 20.00 conferma la sua presenza più tardi, lascia il popolo in attesa. Aereo e fluido: 7,5. Infine il voto al film: bella storia, in cui Richiard Gere fa Richiard Gere, con le solite facce e il solito culo. L’unico uomo che vede Jennifer Lopez passando con la metrò. Storia piacevole, in piena affinità con una domenica sera. Il personaggio di rilievo di tutto il film è il figlio di Gere. In attesa di vedere Jennifer Lopez a Crescenzago diamo un voto pieno di speranza: 7.

La Tigre e l’Ignorante

sono quelle serate che partono a caso. Non si sa nemmeno dove si va. Nemmeno perchè. Poco importa. Milano sembra un grosso frigorifero, e in più piove. Poche le facce in giro. Si capita in zona Greco, che ormai è zona Bicocca. Proprio a uno sputo dal Leonka, in un posto che quando era in Greco non se lo cagava nessuno, e che adesso che è in Bicocca ( attenzione alla pronuncia: Bicocca si pronuncia con una certa nonscalans, un savuar fer, un disimpegno …) dicevamo, adesso che è in Bicocca se lo cagano tutti. Tutti i 24.000 studenti della suddetta. Si mantiene con feste di laurea, come quella dove siamo approdati. Anche se devo dire che ho capito che fosse una festa di laurea solo quando me ne sono andato. Credevo fosse un compleanno, e da buon imboscato ho anche fatto gli auguri a un tipo, che dalla sua mi ha anche ringraziato. Qui facciamo la conoscenza di un variegato sottobosco di psicologi, giornalisti sportivi, istruttori di boxe. Il primo cuba ci viene offerto da quello a cui ho fatto gli auguri ( che un po’ di buona educazione da sempre il suo ritorno…) Il Presidente si diletta nel broccolo di un naso davvero importante ( alle cui spalle sorgeva una simpatica giovine). Ma la serata verrà ricordata per la nascita di una nuova coppia di super eroi: l’Ignorante e la Tigre. Della seconda mi sono impegnato con tanto di giuramento di non parlare. Infatti iniziamo proprio da lei.  Senza svelarne la vera identità. Perchè è una eroina. Si batte per… per… batte per… oh cazzo ho dimenticato… ah ecco: si batte per l’abbattimento della seconda fila di sedili nelle utilitarie. con lo slogan “abbasso il ribaltabile e ti ribalto” la giovin eroina salva intere generazioni di precoci, mosci e quant’altro. Ma qui finisco, per non rovinarvi la sorpresa… e all’Ignorante dedicherò un più approfondito capitolo….

pollice verso per mettere il medio all’indice

bush, l'uomo che vede più in la mai mi permetterei di tradire la promessa: su questo sito non si fa della politica. Anche perchè mi troverei in netta minoranza con la maggioranza. E sempre giocando con il verbo oggi voglio mettere all’indice il medio. Che tradotto sta per: questa è la tipica giornata in cui godo davvero di poter uscire e parlare con qualcuno sopra la media.  (e qui media sta anche per “birra”).  Il medio. Odio il medio. Sono in causa con il medio fin dai tempi del liceo. E a quanto pare sta vincendo lui. Il medio non ha ceto: è sia ricco che povero. Il medio è borghese, alternativo, snowbordista, pigro o iperattivo, uomo o donna. Il medio si nasconde per indole, anche se a lui sembra di “vivere e lasciar vivere”, e ha delle occasioni particolari in cui sale alla ribalta. Oggi è una MEDIO GIORNATA: se me ne accorgevo in anticipo non uscivo nemmeno. Avrei dovuto prevederlo. La cosa che più mi preoccupa è che cedo sempre più verso il medio anche io.  Il medio è quello che non si scompone a parlare di politica, che tanto poi non si può fare nulla. Grazie al medio si vincono e si perdono le elezioni (è un dato di fatto). Il medio è quello che non si espone in discussioni di attualità che prevedano una posizione. Non c’è guerra che tenga, non ci sono embrioni che muoiano, ricatti e sequestri: il medio fa del “vivi e lascia vivere” una filosofia. Finchè  la storia non lo tocca: allora il medio si trasforma in indice, pronto ad additare il colpevole. Oggi è un giorno medio: viene eletto il presidente americano, attualmente definibile come l’uomo più potente del mondo. E di tutta la kermesse a stelle e striscie il medio se ne sbatte: l’America è troppo lontana. A nulla servono le osservazioni sul fatto che una decisione americana è, sempre più spesso, anche una nostra decisione. Il medio non si schiera, vive e lascia vivere. L’unico metodo per attivare un medio è sperare che accada: inutile strillare per gli embrioni: ci si augura che il medio sia sterile, e che di conseguenza per avere un figlio possa oggi scegliere tra un viaggetto all’estero o farsi trombare la moglie dall’idraulico. Ma augurarsi il male del prossimo è spregevole. Il medio vive così: e oggi il medio sbirciava internet, il giornale e la tv. e sembrava in disappunto per tutta quella attenzione data a una cosa che tutto sommato non ci tocca da vicino. Salvo poi rompere i coglioni ad oltranza per ogni sequestrato con kefia e tunica. E mio padre, nel silenzio tra una sorsata di zuppa e l’altra, davanti ai pacchi di Bonolis, afferra il problema: ” mi sa che quello li è un po’ il presidente del mondo”. Esatto. Ma non lo dire in giro papà, al medio da fastidio. Io intanto vado a farmi una media. Intesa come birra, chiaramente.

La Classe, con la C maiuscola

Preso da un inspiegabile fiducia nel prossimo esercito il diritto ad essere passivo nel processo di organizzazione periodale. In pratica non metto becco nell’organizzazione della serata. E pedalando soprapensiero giungo alla meta definita: Le Trottoir. Lì mi giunge la notizia: per decisione irrevocabile del Presidente (di cui dopo tratteremo), ci si sposta tutti alla Trattoria Toscana. Ed è inutile cercare nella quasi omonimia dell’insegna un nesso: tra i due posti scorre un mare. Intravedo nel folto gruppo una pallida versione del vecchio Renato, ( per l’occasione in veste di consulente del Presidente). Attendo fiero la mia consorte, mi intrattengo con Pinketts ( lui non con me), intrattengo due simpatiche amiche ( o loro intrattengono me?), sorseggio il primo cuba della serata, respiro la musica del posto, odoro i profumi delle ragazze in coda alla cassa. Me la godo, insomma. Al mio arrivo in Trattoria Toscana trovo la tavolata al gran completo. Pochi assenti. Chi in macchina verso Parigi, chi latita telematicamente (non risponde al cellulare) come Willy. Ma ci sono quasi tutti. Krine dilapida sigarette rodendo nell’invidia: il tavolo a cui sediamo non è stato preso da lui. Lo Psicologo del lavoro lavora con le altrui fidanzate. Cosa posso dire: tutto scorre. Attacco con il secondo tazzone di rhum, mi siedo tra le chiacchere piacevoli. Lo Psicologo ci spiega il suo rapporto con la masturbazione. Renato cerca nuovi clienti ( perchè un commerciale non smette mai). Ma è qui che capisco chi è davvero il Presidente. Il Presidente è seduto in mezzo alle donne. Intrattiene il suo pubblico con chiacchere e disgressioni. Piacevoli e civettuole le risate che accompagnano le sue parole. Resiste anche agli attacchi di un Krine spento che prova ad abbracciare tutte le donne ( e ci riesce solo con la mia). La serata è sua. Si pone davanti al suo pubblico e lo porta in estasi. Il Presidente di Motta Visconti, colui che ha reso il vigentino cuore dell’economia europea, colui che ha reso le discoteche di Vigevano punto di attrazione secondo solo a Ibiza, colui che porta un foularino da culo ma non è culo. colui che incarna il sogno di tutte le mamme: il biondo con gli occhi azzurri. Alto, slanciato, bello e sano. Un Presidente. Indico le elezioni. Non c’è concorrenza. Nessuno si candida. E’ lui il nuovo presidente. Ma la prova della sua indiscutibile leadership arriva con il sopraggiungere di tre Amiche dello Psicologo ( meglio conosciute come le sorelle della Cucinotta). Le giovani si siedono al tavolo. Raccolgono commenti e saluti. Il Presidente osserva. Loro non lo osservano. Qui il Leader Maximo soffre di una crisi. Sente il suo potere sbriciolarsi. Cosa farebbe un uomo normale in questa situazione? cosa faremmo noi? cadremmo nel volgare e nello scontato, cercando di rimediare un po’ di attenzione. Invece il Presidente ci fa pesare la sua immensa classe: con velocità si siede difianco alla terza sorella Cucinotta. La classe non è acqua: ecco la frase del Presidente, ecco il colpo di classe: “sai a chi assomigli?” Ecco destato l’interesse delle giovine. Lei si sente sotto i riflettori. Portata alla ribalta si chiede mentalmente a chi possa mai assomigliare. Monna Lisa? Cameron Diaz? Qualche attrice? forse una cantante? Il Presidente lascia che l’attesa faccia il suo effetto. Ed eccolo qui: “assomigli a Moana Pozzi”. La classe, cazzo la classe di quest’uomo. Se solo ne avessi metà….  Mi avvio verso casa pedalando sempre più piano… per due ragioni: una seduta nella mia testa (la classe di quest’uomo) e una seduta sulla canna della mia bici. Addormentarsi così… dopo aver conosciuto la classe.

XXIII X LXXXXVII

frankiadove sei adesso è troppo lontano perfino da immaginare. Non avrei mai pensato di portarti così nel cuore. La cosa più brutta è stata l’addio. In un addio ci sono sempre troppe parole non dette. e nel silenzio di tante sere ti sogno qui vicina. Mi piacerebbe sapere cosa pensi, sapere cosa faresti al mio posto. Mi scappa un sorriso, a dover essere obbligato a dare una data al ricordo. Sei sempre qui, non sei mai andata via. anche se adesso è troppo tardi per dire quello che non si è detto. guarda come sto, guarda come cammino adesso. Ne saresti fiera. E se davanti a un bivio mi fermo è per pensare a cosa avresti fatto tu. Dentro tutti i miei sbagli, vicina a tutti i miei consigli, con quel sorriso perfetto per una cartolina. perfetto per essere regalato. Dare e avere, respirare e pensare, tutto ti devo. Mi piacerebbe essere ancora preso per mano, accompagnato dentro a tutti i casini che combino. Per questo ti porto sempre con me. E porto dentro quel sorriso. Solo una donna innamorata può sorridere così. Lo porto sempre con me, il sorriso da cartolina, la prima spedita dal cielo. Sulla mia mano, per toccare tutto quello che toccherò… per saperti vicna ancora, in un anello…