La Classe, con la C maiuscola

Preso da un inspiegabile fiducia nel prossimo esercito il diritto ad essere passivo nel processo di organizzazione periodale. In pratica non metto becco nell’organizzazione della serata. E pedalando soprapensiero giungo alla meta definita: Le Trottoir. Lì mi giunge la notizia: per decisione irrevocabile del Presidente (di cui dopo tratteremo), ci si sposta tutti alla Trattoria Toscana. Ed è inutile cercare nella quasi omonimia dell’insegna un nesso: tra i due posti scorre un mare. Intravedo nel folto gruppo una pallida versione del vecchio Renato, ( per l’occasione in veste di consulente del Presidente). Attendo fiero la mia consorte, mi intrattengo con Pinketts ( lui non con me), intrattengo due simpatiche amiche ( o loro intrattengono me?), sorseggio il primo cuba della serata, respiro la musica del posto, odoro i profumi delle ragazze in coda alla cassa. Me la godo, insomma. Al mio arrivo in Trattoria Toscana trovo la tavolata al gran completo. Pochi assenti. Chi in macchina verso Parigi, chi latita telematicamente (non risponde al cellulare) come Willy. Ma ci sono quasi tutti. Krine dilapida sigarette rodendo nell’invidia: il tavolo a cui sediamo non è stato preso da lui. Lo Psicologo del lavoro lavora con le altrui fidanzate. Cosa posso dire: tutto scorre. Attacco con il secondo tazzone di rhum, mi siedo tra le chiacchere piacevoli. Lo Psicologo ci spiega il suo rapporto con la masturbazione. Renato cerca nuovi clienti ( perchè un commerciale non smette mai). Ma è qui che capisco chi è davvero il Presidente. Il Presidente è seduto in mezzo alle donne. Intrattiene il suo pubblico con chiacchere e disgressioni. Piacevoli e civettuole le risate che accompagnano le sue parole. Resiste anche agli attacchi di un Krine spento che prova ad abbracciare tutte le donne ( e ci riesce solo con la mia). La serata è sua. Si pone davanti al suo pubblico e lo porta in estasi. Il Presidente di Motta Visconti, colui che ha reso il vigentino cuore dell’economia europea, colui che ha reso le discoteche di Vigevano punto di attrazione secondo solo a Ibiza, colui che porta un foularino da culo ma non è culo. colui che incarna il sogno di tutte le mamme: il biondo con gli occhi azzurri. Alto, slanciato, bello e sano. Un Presidente. Indico le elezioni. Non c’è concorrenza. Nessuno si candida. E’ lui il nuovo presidente. Ma la prova della sua indiscutibile leadership arriva con il sopraggiungere di tre Amiche dello Psicologo ( meglio conosciute come le sorelle della Cucinotta). Le giovani si siedono al tavolo. Raccolgono commenti e saluti. Il Presidente osserva. Loro non lo osservano. Qui il Leader Maximo soffre di una crisi. Sente il suo potere sbriciolarsi. Cosa farebbe un uomo normale in questa situazione? cosa faremmo noi? cadremmo nel volgare e nello scontato, cercando di rimediare un po’ di attenzione. Invece il Presidente ci fa pesare la sua immensa classe: con velocità si siede difianco alla terza sorella Cucinotta. La classe non è acqua: ecco la frase del Presidente, ecco il colpo di classe: “sai a chi assomigli?” Ecco destato l’interesse delle giovine. Lei si sente sotto i riflettori. Portata alla ribalta si chiede mentalmente a chi possa mai assomigliare. Monna Lisa? Cameron Diaz? Qualche attrice? forse una cantante? Il Presidente lascia che l’attesa faccia il suo effetto. Ed eccolo qui: “assomigli a Moana Pozzi”. La classe, cazzo la classe di quest’uomo. Se solo ne avessi metà….  Mi avvio verso casa pedalando sempre più piano… per due ragioni: una seduta nella mia testa (la classe di quest’uomo) e una seduta sulla canna della mia bici. Addormentarsi così… dopo aver conosciuto la classe.

2 pensieri su “La Classe, con la C maiuscola

  1. ricordati che il presidente è sempre e solo di GUDO…. come si dice da queste parti “non confondiamo al merda col panettone!”
    la chiara (collega del Presidente quando lavora) ( cioè quando lavora) ( ah: ma lavora qualche volta?)

  2. chiara può essere un’allusione… chiara può essere la mia visione delle cose, ma è chiaro, cara chiara, che del malinteso mi prendo le colpe. Gudo Visconti, paese natale del Presidente, mi perdonerà. Cara chiara, chiaramente chioso chiudendo con un breve saluto

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