Cacciatori – Prede

Una dei personaggi dei miei racconti, per qualche anno, è stata Elena. Ha popolato qualcosa come una decina di racconti, tra quelli che ho scritto quasi vent’anni fa e qualche ultima cosa. La cosa divertente è che Elena non è stata quasi nessuno, nella mia vita. Ci siamo sfiorati, amici di amici, abbiamo passato qualche serata insieme, qualche compleanno, un paio di sbronze. Una sera sono stato invitato a casa sua. Che poi è uno dei primi racconti che ho scritto con lei come personaggio. Mai come protagonista. Poi per quasi due anni non ci siamo mai più visti, incontrandoci ancora una sera, in un locale di quelli che per me restano senza nome.

Il ricordo di quella sera a casa sua è stato forte per qualche mese. Insieme a qualche pensiero difficile da strutturare. Ricordo le raccolte di giornali nella libreria, piena fino all’inverosimile, la luce calda delle abat jours, che mi faceva rilassare, la piccola stanza in cui abbiamo lasciato le giacche e in cui poi Elena si chiudeva con i suoi amanti. Quasi tutti tranne me e un paio di ragazzi che non conoscevo.

L’odore di pane e di forno, le sigarette fumate in soggiorno ben sapendo che le cose più interessanti stavano succedendo in quella camera.

Sentirmi uno sfigato, senza nemmeno una storia losca da raccontare dopo quella serata.

Era più per quello. La sensazione di essermi perso la storia figa.

Qualche anno dopo ho avuto la stessa sensazione a Gerusalemme, nel souk del quartiere arabo. Ero rimasto fregato, un pollo davvero, e non ero riuscito ad infilarmi in una festa molto particolare.

Non era tanto la fregatura. Era non esserci. E non poterla raccontare.

Ho capito dopo, qualche anno dopo, la differenza tra cacciatori e prede, il solco tracciato dalla vita per dividere chi caccia emozioni, storie, situazioni, e le prede.

Non credo essere cacciatori sia un vanto o qualcosa di migliore, rispetto all’essere prede.

Credo solo siano due vite davvero differenti.

Ci si nutre solamente in modo differente…

L’altra notte ho fatto un sogno che mi ha fatto svegliare sudato, confuso ed eccitato.

Una stupenda storia da raccontare, ho pensato sotto la doccia.

Poi calmandomi ho capito di volerla vivere, quella storia, prima di raccontarla.

Questa è l’unica maledizione del cacciatore. Non morire mai di fame ma avere sempre fame, e dover mangiare spesso…

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