vicessitudini

Hugo, Valentina e Bob. Sul molo, al tramonto. Caldo umido, gente che passeggia, vestiti, camicie, scarpe eleganti, Valentina che spiega la sua idea dei sentimenti e delle emozioni. Il cuore pensato come una stanza, che deve rimanere vuota, da osservare. Hugo si alza, per prendere del vino. Fanno un vino strano, sulle colline sopra al mare. Un bianco forte e fruttato. Lo bevono tutti, qui. I vecchi ci accompagnano le partite di carte, all’ombra dei tendoni dei caffè nei vicoli del centro. I ragazzi lo bevono alle feste, freddo ghiacciato. I signori lo offrono alle signore, nei ristoranti davanti al porto. Torna con tre bicchieri, e un piccolo sacchetto di carta pieno di pane ripieno di acciughe. Il cuore di Valentina è ancora lì, descritto nei minimi dettagli. L’idea dell’amore, secondo Valentina, è questa stanza vuota. Bevono vino, facendo delle pause. Valentina fa delle pause, perchè gli altri due ascoltano in silenzio, bevendo. L’idea dell’amore come una stanza vuota è molto strana. I vuoti, in genere, spaventano. Le stanze sono vuote se nessuno le abita. Bob ha una casa molto piccola, sulla prima strada che si allontana dalla costa. Due stanze, piene zeppe di roba, e una piccola cucina, piccolissima. Immaginare stanze vuote è difficile.

Hugo raccoglie sassi e legni da quando era bambino. Ha un soggiorno con due grandi difetti. Il pavimento rialzato dall’umidità. Il legno piegato dall’aria di mare che entra. E i sassi appoggiati per terra, una cornice di un quadro di disordine. Immaginare stanze vuote è impossibile.

Le stanze, i cuori, nella mente di Valentina, sono luoghi di passaggio. Dove sedersi, se invitati, e poi lasciare spazio a qualcosa di nuovo.

E’ finito il vino. Un momento di silenzio. Nessuno dei tre vuole allontanarsi dal molo. Come se la paura del vuoto, delle stanze vuote, fosse troppo grande e reale. Come se questa cosa delle stanze vuote fosse vera. Ma solo allontanandosi dal molo. Come se il molo, con le barche che beccheggiano pigramente nell’acqua unta del porto, fosse l’unico luogo salvo, dove non pensare al cuore e alle sue stanze.

E’ impossibile immaginare il cuore come una stanza vuota, perchè qualcosa, chi è passato prima, ha lasciato per forza.

E’ impossibile pensare di non aver lasciato niente, passando in un cuore.

Fa impressione pensarlo.

Ma in fondo, il più delle volte, dovrebbe essere così davvero.

Passare, fermarsi, ma non lasciare nulla.

 

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