Diventi (Eventi Diversi)

Ultimamente, questione di mesi, non di settimane ma nemmeno di stagioni, mi stanno succedendo cose molto singolari. E, come se non bastasse, mi ritrovo in uno stato d’animo, inteso proprio come stato dell’anima, perfetto per accogliere quasi tutto quello che succede.

E’ come se fossi pazientemente seduto ad aspettare questo incedere incerto e zoppicante della mia vita, di tutte le situazioni, con una fiducia molto agricola.

Gli agricoltori si fidavano del tempo, dello scorrere del tempo, dell’incedere delle stagioni. Ad un inverno sarebbe per forza seguita una primavera. E’ la fiducia di chi dalla terra prende tutto, e alla terra da tutto.

Una cosa che noi, urbani, abbiamo lentamente perso.

Un prolasso dell’anima.

Che ho ritrovato.

Così aspetto, il naturale passare delle cose. La rabbia, la mia rabbia, quella che mi ingrossava le vene, che mi faceva perdere il controllo, quella che mi dominava, è diventata una pausa prima della calma. La paura, quella che mi ha condizionato in moltissime scelte, è diventata una parentesi, anche piccola, tra una scelta importante e l’altra.

Ho iniziato a frequentare solo persone che possono darmi.

E questa è stata la scelta di campo più grande e forte che io abbia fatto negli ultimi anni.

Perchè ha significato, nel bene e nel male, tagliare fuori dalla mia vita tutto un piccolo esercito di persone, di conoscenze, di relazioni, inutili.

Ho iniziato ad aspettare di capire, prima di scegliere d’impeto.

Dicono che sia un po’ come invecchiare, questa cosa di scegliere di vivere in questo modo.

E’ come se, in effetti, fossi invecchiato, di qualche anno.

Ma non è una cosa malinconica, anzi.

E’ una distanza, netta, con un passato molto vicino, e molto lontano.

Scrivo tantissimo, sto scrivendo tantissimo, in effetti.

Leggo tantissimo, ma mi sembra sempre troppo poco.

Mi chiedono di parlare.

E lo faccio volentieri.

Ma so che è un momento di passaggio. Molti mi guardano e mi giudicano, come se fosse una condizione definitiva. Questo mio viaggiare tra discorsi e ragionamenti.

E’ tutto tranne che definitivo.

Anzi, ho ben presente che si tratta di una tappa.

Un momento.

E che io sono niente, confronto a questo momento.

Mai è stato più appropriato l’autunno.

Che piccole, deliziose, cose, bellissime. Che, inaspettatamente, mi stanno succedendo.

Invecchio, forse.

 

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