Me lo dicevi anche tu

Arriviamo con il caldo di mezzogiorno, il sole e un cielo azzurro infinito.

Un ronzio corale, un rumore di sottofondo largo e avvolgente. Api, migliaia di api.

Non avevo mai visto un campo di lavanda. La collina ricoperta di viola e verde, la terra durissima, spighe di grano clandestine, un profumo incredibile, l’aria calda piena del profumo di mia nonna, Laura.

Resto in piedi, sotto al sole, vicino alle piante, guardando le api. Mi viene in mente la penombra della cucina e della sala, le tapparelle tirate giù a metà, a proteggere la casa dall’estate. L’odore di pancotto, e di lavanda, ovunque. La televisione in bianco e nero, la tavola apparecchiata, e la Nonna.

Io piccolo, forse dieci anni, l’inizio di una estate di quelle che sembrano infinite, seduto a tavola che aspetto.

Parlava poco, la nonna, e sorrideva sempre. Ricordo la voce acuta, il dialetto serrato, gli scherzi di mio padre, mio padre che rideva, la nonna che rideva. Mi sembrava la gioia potesse essere qualcosa così. Niente di più.

Seduto a tavola, la sentivo armeggiare in cucina. Mi sono alzato, e sono andato a tuffare le guance dentro al grembiule blu.

La lavanda.

La lavanda per me è il passato e più dolce.

Mia mamma che metteva i sacchettini di lino nei cassetti, i miei maglioni che sapevano di lavanda, io che li annusavo durante i compiti in classe.

Ritorno dove sono.

Alzo lo sguardo, pensando che ci sono storie che dovrei scrivere, per esempio quella della lavanda.

Per esempio quella dei ricordi dolci, gli uomini che si scassano vivendo, come orologi cinesi, e i ricordi che li aggiustano un po’, giusto per continuare ad andare avanti.

Ti amo, dico sottovoce, guardandola mentre fa le foto alla lavanda.

Sorride e viene a darmi un bacio.

Ti amo è riduttivo, dovrei dire. Tu sei una sfida, una corrida, un palio, un campionato, tu sei tutta una serie di cose che non immagini nemmeno e che io nemmeno riesco a spiegare.

Come in tutti i campionati, come tutte le corride, scommettono su di noi.

Facile, scommettere su una partita così, da fuori.

Sorrido, la accarezzo, e guardo la lavanda.

Io scommetterei su di noi, penso. Lo ho fatto. Sei la mia più grande scommessa.

Accarezzo una pianta.

Sorrido, stare dentro quel grembiule era davvero facile.

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