Sabbia, Sandali, Sparizioni.

Non essere stupido, Lorenzo.

Camminava, Lorenzo.

Camminava freneticamente, Lorenzo.

Per dimenticare, Roberta.

Aveva letto, Lorenzo, di un modo di camminare che aiutava a liberare la mente. Si fidava di quello che leggeva, e allora aveva deciso di camminare.

Aveva letto, Lorenzo, di un modo di camminare che aiutava a liberare la mente, una di quelle cagate new age che sicuro non funzionano, ma quando si arriva così disperati, vale tutto, cazzo.

Roberta aveva lasciato un disordine controllato, quel genere di disordine che le donne lasciano, per essere rimpiante, fino in fondo, fino alla disperazione. Così, tolte le carte, eliminati i biglietti appesi in cucina, tu credevi di averla risolta, invece dopo due settimane trovi una mutandina nella cesta delle cose da lavare, un trucco nel cassetto del bagno, una maglietta usata per dormire, in fondo all’armadio.

Se questa cosa va celebrata, aveva pensato Lorenzo, facciamolo una volta per tutte, in modo definitivo.

Così si era preso due giorni di ferie.

E aveva iniziato a camminare.

No.

Non è vero.

Aveva iniziato a piangere, seduto in cucina, al buio, una scena triste.

Poi, aveva sentito tutta la scomodità delle lacrime, del buio, della casa vuota.

Ed era uscito a camminare.

In modo frenetico, senza una meta, ma verso la periferia.

E più camminava più iniziavano squallidi capannoni, brutte aiuole calpestate dai camion, panorami post atomici, asfalto grigio, pochissime persone.

Camminare è una cazzata.

Anche provare a dimenticare Roberta, pare.

Anche lasciare Roberta, di sicuro.

Una serie, lodevole, di cazzate.

Una specie di record.

Il futuro fa cagare.

Adesso.

Questa cosa qui, che il futuro, che non è adesso, adesso fa cagare, è la cosa più dolorosa, del dolore di rimanere soli.

Fa cagare, il futuro, perchè è stato distrutto dal presente.

Ci vorrà tempo, forse.

E un metodo, che non sia camminare.

Che cazzo di idea.

Un bacio preciso, sull’angolo della bocca, a sinistra, guardandolo negli occhi, e due grossi borsoni neri, di quelli che usano i serial killer nelle serie americane.

Così era andata via Roberta.

Così si uccide il futuro di un uomo.

Suicidio, tecnicamente.

Gli era tornata in mente la sabbia.

Che trovavano negli zaini e nelle borse, quando tornavano dal mare.

La sabbia era la prova del loro amore.

Del loro stare, essere, del loro presente, senza domande sul futuro.

La sabbia.

I sandali. Anche quelli lasciati nella scarpiera.

Sandali bassi, due lacci di cuoio. Bruniti dal sole e dall’acqua.

Sabbia, sandali e sparizioni.

Non essere stupido Lorenzo, si era detto.

Ma stupido è una cosa che non si recupera.

Ecco.

Lasciarsi è l’unico momento in cui il futuro fa davvero paura.

Perchè stare insieme è un presente che ha le fondamenta nel futuro.

Una palafitta, che affronta il mare, sospesa sul futuro, promesso.

Ecco, cazzo.

Distruggere il futuro, restando con un pugno di sabbia, un paio di sandali.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...