Per ogni cazzata – Settembre

Senti,

è che crescendo, invecchiando direbbero, si diventa più spigolosi. Più infastiditi e più duri su alcune cose, più tolleranti su altro. Ci si siede sul cesso, e si pensa guardando fissi le piastrelle, il calorifero, la carta igienica. Uno caga, che come atto è di per se parecchio importante, e si ritrova a far da conto con pensieri ingombranti. Forse, invecchiando, cagare diventa un momento simbolico.

Io a settembre cago sempre soffrendo. Niente di proctologico, ne di patologico. Più qualcosa di spirituale.

Guardo il calorifero, con una mano che tiene la faccia, le gambe che iniziano a formicolare, il silenzio del mattino, respiro, ogni tanto sospiro.

  • eh, mi sono sbagliato

Sospiro parlando sottovoce. Che sembra che io non voglia disturbare qualcuno. Ma chi cazzo non devo disturbare? Il collutorio, forse. Che tra le alte cose deve essere scaduto. Come metà delle cose in questa casa. Scadono i collutori? Scadono le emozioni? Scadono le sensazioni?

Scriverò il mio testamento, cagando, credo.

Guardo il rotolo di carta igienica, mi fa stare bene avere comprato quella morbida che profuma. E’ un delizioso ossimoro, la carta igienica profumata.

Per ogni stronzata mi chiedono di scrivere, di parlare, di fare una cosina, di buttare giù un pezzo. Così mi ritrovo a raccontare pezzi di vita, magari la mia, a descrivere cose, a cercare sempre le parole giuste. E’ il mio mestiere, per l’anima del cazzo, ci mancherebbe.

Cago in silenzio per questo.

E’ il mio momento.

Mi guardo il cazzo. Abbiamo un rapporto strano. Invecchiando è diventato un simpatico paladino della purezza, lui, proprio lui, che per anni mi ha portato in giro a fare le peggiori, manco a dirlo, cazzate. Il mio corpo, tutto, cambia, è cambiato. Fossi lungimirante, sorriderei. Fossi ottimista, sorriderei. Fossi io, sorrido si, ma un po’ tirato.

Io che gioco tutto, che mi prendo tutte le mie colpe, io che dipingo scuse che poi non uso e butto. Io che mi innamoro sempre per primo, io che parto sempre per primo, io che odio i professori di vita, e a volte mi tocca di farlo, io che credo a tutte le favole, e anche a tutte le morali, io che sto bene solo in pochi posti, pochissimi a dirla tutta, io che giudico una persona nei primi due secondi, io che poi purtroppo non mi sbaglio mai, che sembra una cosa figa ma è una sofferenza enorme scovare i figli di puttana in un minuto.

Io che cago, da solo, in una casa che non ho capito ancora se è mia, in una vita che, ho capito benissimo, è mia.

Io che da solo sto bene, io che sto bene con i miei amici, io che sto bene ma quando sto male lo dico, e mi dicono di non dirlo, per educazione ,ma che cazzo di educazione, io sto male e lo dico, invece no, educazione.

Il mio mestiere è pensare, agire, rifinire, agire. Il mio destino è di agire e poi pensare.

Cagando.

Io non ho paura di niente, se niente è la sofferenza. Io mi lascio sempre andare, perchè ho paura ma non mi faccio fermare dalla paura.

Per ogni cazzata ho pagato prezzo, questo lo so bene. Non ho scuse per voi, tanto poi arrivo sul cesso, e le scuse non servono.

Adoro quelli che nascono, vivono e muoiono nella loro stupenda zona di comfort, nella loro vita ovattata, nella loro perfezione urbana.

Li invidio un po’.

Perchè io non riesco a restare fermo seduto, e non voglio nemmeno più dirlo.

Credevo di essere superiore, ho capito di essere solo speciale. Superiore no.

Cago sorridendo, perchè io sorrido ai casini.

Meno male che cago.

Settembre è un momento così. Stai con me d’autunno, perchè godremo di una splendida primavera. Lo dico al mio cazzo. Che quasi diventiamo amici, a furia di stare insieme.

 

2 pensieri su “Per ogni cazzata – Settembre

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