Letti (Ovovie per lo Spazio)

Lettera per una Rivolta, Bruciamo! 

Tesoro,

Ascolta me, facciamola questa rivolta. Prendiamo l’Ovovia, per andarci alla rivolta. Ferma al mio letto, basta sdraiarci sopra, nudi, tutto il resto diventa davvero noioso. Facciamola, questa cosa di fermarci sul mio letto, è la nostra rivolta, è la tua rivoluzione, quella di fermarti nel mio letto. Hai le mani brutte, dici, non affusolate. Le mani affusolate servono alle pianiste, dico io. A noi servono labbra, denti, dita, mani, una buona agenzia di collocamento, il mare, sarebbe meglio al mare, una macchina, conviene anche un paio di bici, il vino sembra sia fondamentale, che quando bevi progetti grandi rivoluzioni e galleggi dentro immense paure. Ricordati, in effetti, di bere con me, perchè le rivoluzioni le possiamo fare insieme, le immense paure no. Io non ho paura. Ma ho una buona idea per una rivoluzione, che è una vita che la volevo fare.

Ritornello! 

Lalallala! (x3) Facciamola, questa rivolta, Bruciamo! Facciamola questa rivolta, fanculo, ti amo! 

Non prenderla troppo sul serio, tesoro, questa cosa delle colpe. Siamo pieni di colpe, perchè abbiamo vissuto. L’unica vera colpa, è innamorarsi per noia, amare per difetto, dire troppe verità, per non dire la verità davvero. Fanculo, diciamocelo, dici verità che sono chiodi, per forza qualcuno resterà crocifisso. Mi son tagliato la barba per evitare confusione, che assomigliavo a Cristo, non si sa mai. Allora, dicevo, prendo i biglietti, l’Ovovia ha orari strani, a volte parte di pomeriggio, a volte al mattino che non c’è nemmeno il sole, a volte di notte. Ti aspetto lì. Il mio progetto è di prenderla insieme, e scendiamo quando siamo stufi. Guardiamo un po’ il mondo, e facciamo una rivoluzione, ma solo quando scendiamo.

Ritornello! 

Lalallala! (x3) Facciamola, questa rivolta, Bruciamo! Facciamola questa rivolta, fanculo, ti amo! 

Prima magari andiamo a mangiare qualcosa, perchè le grandi rivoluzioni si fanno a pancia piena, è che a me mi fai passare la fame e mi fai dimenticare dove ho parcheggiato la macchina, dove ho messo l’orgoglio, dove sono i bicchieri puliti, insomma cose così. Però adoro guardarti mangiare. Adoro guardarti. Adoro. Non ricordo se te lo ho detto, in stazione, quando ti ho vista, se te lo ho detto che adoro guardarti. Anche in stazione, quando arrivi disperata, e metti su quella faccia che mi dice:

sono disperata, ho la macchina in divieto di sosta, fa caldo, scopami, non voglio fare rivoluzioni, tu sei una rivoluzione, capiscimi, scrivimi tu il discorso d’addio, baciami, prova a curarmi.

Tutte cose che dici senza parlare, quando sei in Stazione. Si vede che le stazioni ti fanno questo effetto.

Io non sono esperto di divieti di sosta, odio il caldo e scrivere discorsi insomma così così. Posso capirti, quello si. Anche scoparti. Che a volte, capirsi e scoparsi sono la stessa cosa, per chi osa. Scusa la rima, ma ho intenzione di far diventare questa lettera una canzone, per questo ha un ritornello.

Ritornello! 

Lalallala! (x3) Facciamola, questa rivolta, Bruciamo! Facciamola questa rivolta, fanculo, ti amo! 

Ti devo confessare che abbiamo un problema, in merito alla rivoluzione e all’ovovia. E’ a due posti, perchè avevo pochi soldi, che me li sono spesi tutti per comprare il vino. Non ci avevo pensato. Insomma, ci stiamo solo in due, possiamo provarci a salire in tre. Ma non so mica se parte. Me l’hanno venduta per due.

Allora mi rispondi. Mi dici: fammi venire a vedere. Cosa vuoi vedere? ti chiedo io. Se davvero in tre non parte, dici tu. Ma cazzo, fidati, dico io. Invece, giustamente, vuoi controllare.

Non mi sarei fermato, a guardarti mentre mi guardavi che ti guardavo, e insomma nessuno dei due si muoveva, tipo che tu mi sfidavi e io ti sfidavo, e poi uno ci ha detto, però almeno bevete qualcosa, che siete in piedi davanti al bar da mezz’ora cazzo. Ok, due bianchi, grazie, ho risposto io. Forse ne abbiamo bevuti parecchi. Non mi sarei fermato, se non fossi stato sicuro del tuo carattere. Ottima idea, portarlo sempre con te.

E di tutte le paure non ne parliamo, dici tu.

E di cosa vuoi parlare, chiedo io.

Ritornello! 

Lalallala! (x3) Facciamola, questa rivolta, Bruciamo! Facciamola questa rivolta, fanculo, ti amo! 

 

Delle mie paure, per dio. Ho paura di tutto, non ho paura di niente, mi sento coraggiosa e forse deficente. Scusa la rima, ma ho capito che vuoi scrivere canzoni, allora ti aiuto.

Grazie, apprezzo le rime, ma il pezzo sulla tua confusione, lo vorrei scrivere io, che la guardo da spettatore, seduto infossato sul mio divano. Litighiamo? Ma che cazzo dici? Ok, scopiamo?

Senti, vieni di la, controlla questa ovovia, perchè fidati, è a due posti. Molte delle cose fighe della vita hanno due posti. Pendi le moto. Prendi le spider. Prendi l’amore.

No, non serve che piangi. Parte lo stesso. Mica dipende dalle tue lacrime o dalle mie speranze. Parte lo stesso. Ci salirei, se fossi in te. Vuoi prendere le scarpe? Quante ne servono, chiedi. Dipende. Io, vengo a piedi nudi. Che sono più comodo. Porto una spazzola, due magliette, del vino, che non so come siamo messi nel resto dell’universo, a vino. Non è facile, partire e fare bagagli leggeri. Lo capisco.

Ritornello! 

Lalallala! (x3) Facciamola, questa rivolta, Bruciamo! Facciamola questa rivolta, fanculo, ti amo! 

Scusami, ma ci metto un po’ a scrivere canzoni. La immagino cantata da uno bravo a cantarle, le canzoni. Magari la facciamo uscire a gennaio, così arriva a San Valentino un po’ in rotazione. Facciamo che scrivo una canzone facile, su argomenti difficili, che la gente sorride ascoltandola e pensa, ma che bello, i problemi sono facili da scavalcare, che la gente sorride ascoltandola, mentre va in Stazione o cerca un parcheggio, coperto, tranquillo, comodo.

Mi faccio i film su te che guardi i film con uno che non vuole guardare un film con te ma vuole te, sogna una storia da film, e io che ti aspetto come un coglione, all’ovovia, con te che mi dici arrivo, sto arrivando, e io che ti dico, ok ti sto aspettando, e lui che ti dice, ti sto volendo, e io che ti dico, arrivi? e tu mi dici sto arrivando e lui che ti dice mi stai mancando.

Questa strofa non la mettiamo nella canzone, tesoro. Se no la gente si spaventa. La gente ha bisogno di parole facili, canzoni semplici, sorrisi, e cose così.

Le grandi rivoluzioni si fanno sorridendo. Per questo ti faccio ridere, e tu mi fai sorridere. Io parlo, racconto, tu mi accarezzi, seduti sull’ovovia per lo spazio.

E ci diciamo: non scenderei mai. E ci diciamo: non scendiamo.

Ritornello! 

Lalallala! (x3) Facciamola, questa rivolta, Bruciamo! Facciamola questa rivolta, fanculo, ti amo! 

Io, difatti, non scenderei. Se non, guarda te lo confesso, per vedere come fa il mondo a sopravvivere senza di noi. Per poi capire, che il mondo di noi se ne sbatte i coglioni, come noi del mondo, seduti sull’Ovovia.

Poi, andrebbe chiusa questa canzone con una strofa ad effetto, che la gente ha bisogno di strofe ad effetto. La scriviamo con calma, l’ultima strofa. Che adesso devo andare.

Scriviamo una lista di cose che vanno bene e che non vanno bene. Tipo i piatti da lavare, ci lasciano indifferenti. Le sigarette sul balcone ti fanno incazzare. Le tue verità a chiodo possono far male, la doccia al mattino è troppo tempo, la doccia alla sera ci fa perder tempo, cazzo ci laviamo poco, ci piace il tonno, il vino, ci piace mangiare, ma anche camminare per andare a mangiare. Non ci piace scappare, ci piace fermarci a sognare. E il succo d’arancia freddo va bene, ma i biscotti mica tanto. E poi mettiamo la lista in musica, proviamo, e scriviamo tutte le rime.

Sai cosa facciamo? La scriviamo insieme, questa canzone. La scriviamo dopo che tu hai fatto la tua rivoluzione. Lo sai, lo dico per dire, che quasi tutte le rivoluzioni si fanno a ottobre? Ci tocca poi di scrivere la canzone di corsa, a novembre, per esser pronti per Natale. Pensiamo al cantante, anche. Che per Natale lo invitiamo a mangiare.

L’unica cosa, mi piacerebbe il titolo fosse: Ovovia per lo Spazio.

Si, ok, è un titolo di merda per una canzone d’amore.

Mica faccio il titolista io…

 

 

 

 

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