L’Alba

  • Due ore all’Alba Signor Capitano!

Di come, Lucius Ultimo, ex schiavo africano, in forze all’equipaggio da due anni, dopo essere stato liberato a Capo di Buona Speranza ed aver deciso di salire a bordo di sua spontanea volontà, potesse misurare il tempo, nessuno era in grado di avere una teoria. Alcuni dicevano della stregoneria negra. Comunque, Lucius non sbagliava di un’ora. Il Comandate Wallace chiese, la sera prima, di essere svegliato due ore dall’alba.

Si alzò, misurando lo spazio della sua cabina con gli occhi, ascoltando la nave beccheggiare pigramente. Due giorni di Alisei, spinte fortissime, navigando a gonfie vele, avevano portato Greta Prima ad aver ormai davanti i Caraibi. Poi, tre giorni di vuoto, niente vento, solo un filo di aria calda, correnti strane, mare piatto. Navigavano provando a tenere le vele in quel refolo di vento, marinai annoiati, il Nostromo depresso, gli schiavi spaventati, e il carico ai Caraibi che aspettava.

Il Nostromo Corridge era un uomo vecchio e rovinato dal mare, calvo, segnato dal sole, che odiava, a quanto pareva, lavarsi, se non di pessimo rhum nei bordelli che adorava frequentare per dilapidare la paga alla fine di ogni viaggio. Si avvicinò al Comandante Wallace appena uscito dai suoi alloggi, con una faccia interrogativa e un forte odore di merda, mare, sporco, noia e forse puttane.

  • cosa fa sveglio, signor Capitano? Cosa facciamo Signor Capitano? Come desidera procedere?

Wallace si ricordava perfettamente, ogni volta che Corridge apriva bocca, perchè lo annoiasse così tanto. Non era adatto al comando, ed era inadatto alle responsabilità. Era un uomo noioso, come noiose le sue abitudini.

  • Corrdige, faccia calare due scialuppe. Armi una squadra, e provi a raggiungere il porto.
  • Ma è una follia Capitano!
  • Perfetto, allora non mi rompa i coglioni, Santissimo il Signore. Mi lasci in pace, almeno fino al mattino
  • Chiedo scusa, signor Capitano – aveva detto Corridge piegandosi in un penoso inchino.

Wallace percorreva il ponte nell’oscurità, diretto a prua, incontrando marinai disperati dalla noia e dalla notte. Quaranta giorni di mare, niente di speciale. Ma senza il vento, era come essere senza vita.

Manzana vide il comandante avvicinarsi quando era troppo tardi.

  • Manzana, porco il cazzo, ho già detto che non si può dormire nudi sulle reti, e che cazzo.
  • Chiedo scusa signor Comandante, il caldo….
  • no no, non iniziare nemmeno a parlare. Tanto so che domani sarai ancora qui. Capisci che spaventi il resto dell’equipaggio? Tu e i tuoi cazzo di tatuaggi.

Manzana, uomo della costa occidentale, figlio di troppe razze, una madre ma chissà quanti padri,  carne chiara, tatuaggi di stregoneria di villaggi, inchiostro pesante su tutta la pelle, disegni complessi, non sapeva dove tornare, così era rimasto a bordo, troppe lune fa per ricordare quando. Era bravo con il pugnale, aveva fegato da vendere, un pizzico di follia che traspirava dai piccoli occhi marroni, e una innata voglia di mettersi nei casini. Per difendere la nave, compito che si era guadagnato sgozzando due portuali a Saragoza, aveva arruolato quattro suoi conterranei. Armati di pugnale, con strani tatuaggi, occhi piccoli e pochissime parole, avevano reso Greta Prima una delle navi più sicure degli Oceani, famosa per i piccoli Mori che la proteggevano.

Dormiva nudo, in verità stava nudo appena poteva. Comprensibile che su sessanta uomini, a qualcuno desse fastidio.

  • Cosa fa così a prua Capitano?
  • Sono venuto a vedere l’alba, Manzana.
  • E’ per via del vento, Signor Capitano?
  • Se ti metti uno straccio sul cazzo, prometto di raccontartelo

Mentre Manzana si stava, controvoglia, rivestendo, Wallace si era seduto su una rete, con la faccia sospesa sul cielo e il mare, piatto.

  • Che giorno è oggi, Manzana?
  • Signore, siamo alla fine di ottobre, Signore
  • Ecco Manzana, tu sei bravo con il pugnale, e a mostrare lo scroto a orde di uomini inorriditi, ma di calendari non capisci un cazzo
  • Ho sbagliato, signor Capitano?
  • Si. poco male.
  • Che giorno è oggi, Signor Capitano?
  • Il Dieci di Ottobre, Manzana.
  • Mica ho sbagliato di tanto, allora.
  • Manzana, in venti giorni, a parte il cambio della luna, le maree e i venti, possono succedere intere vite. E’ una eternità, cazzo.
  • Scusi, Signor Capitano.
  • Non c’è nessun motivo per chiedermi scusa. Ma imparare a vivere fuori da una nave, vestito, potrebbe servirti, in un futuro. E misurare il tempo è una cosa fondamentale per gli uomini di terra, Manzana.
  • Signor Capitano, è importante il dieci di Ottobre?

Wallace restò in silenzio. Sospese le parole, come i loro corpi, appoggiati alle reti.

  • Ho sbagliato a chiedere, signor Capitano?
  • No. Stavo pensando, Manzana.
  • Lei pensa molto, Signor Capitano.
  • Anche pensare, Manzana, è una cosa che ci distingue dai delfini, dalle scimmie, dalle rane.  Serve, dicono, quando sei a terra. Potresti allenarti a farlo…
  • Io a terra non ci voglio andare, Signor Capitano. Se non per le puttane.
  • Lo avevo capito, Manzana.
  • E’ importante il Dieci di Ottobre?
  • Si, Manzana. Non Ottobre. E’ importante il dieci.
  • Ah
  • La notte del dieci, l’alba dell’undici, per esattezza.

Una sonora scoreggia, un rumore improbabile, incredibilmente forte.

  • Mi scusi Signor Capitano, sono tre giorni che mangiamo pesce avariato, credo di poter morire per un pezzo di limone e un pollo. Abbiamo anche finito l’acqua. E ormai, siamo davvero senza quasi nulla.
  • Presto saremo a riva, Manzana. Spendi la paga in pollo e limone, se ti aiuta
  • Lo farò, Signor Capitano.
  • E’ una buona prospettiva. Navigare per due lune, per spendere tutto in pollo e limone.
  • anche puttane, signor Capitano.
  • Pollo, limone e puttane. Niente di meglio nella vita.
  • Perchè il dieci è così importante?
  • Per me è importante, Manzana. Il dieci, ho fatto innamorare una donna. Era notte, tramontana appena finita, cielo terso, un fresco sorprendente. Sembrano passati secoli.
  • Come si fanno innamorare le donne, signor Capitano?
  • Non esiste un modo preciso, Manzana. Esistono delle cose, che se fatte, è come se accendessero delle candele in delle stanze della mente. Stanze magari chiuse per anni, tenute chiuse per paura, o per abitudine. E’ come se si illuminassero di colpo. Una serie di gesti, delle cose, piccole cose. Non esiste un modo, davvero. Esiste l’improvvisazione dell’innamorato, Manzana. L’uomo innamorato, improvvisa, fa cose, mosso dal cuore, come le vele sono mosse dal vento. Se quelle cose sono le cose giuste, ecco succede.
  • Credo di non aver capito
  • Non puoi decidere di far innamorare una donna, Manzana. Puoi decidere di smettere di amare, ma non di iniziare. L’amore è come il vento, soffia forte, piano, ma soffia comunque. Le vele sono il modo per navigarlo. Puoi decidere di smettere, ma non decidere quando iniziare.
  • E’ complesso, Signor Capitano. Preferisco di gran lunga le puttane di Port Hugain, con quei culi tondi e sodi.
  • Immagino, Manzana, immagino.
  • Scusi, non volevo rovinare tutto.
  • Non rovini proprio niente, perlomeno quando sei vestito, Manzana.
  • Perchè aspetta l’alba, se era notte, signor Capitano, quando ha fatto innamorare quella donna?
  • ….
  • Signor Capitano?
  • Hai in mente i culi tondi e sodi delle tue puttane, Manzana?
  • Molto bene, Signor Capitano! Potrei disegnarli a memoria.
  • Il culo delle tue puttane è una possibilità. E’ l’odore di una possibilità, è l’anticipo di qualcosa, un bel culo è una premessa di qualcosa di speciale, non è vero?
  • Lo può ben dire, Capitano! Dietro a un bel culo c’è sempre….
  • Ho capito Manzana, non servono i particolari. L’alba è la stessa cosa. L’alba è una possibilità. E’ un inizio, è un momento preciso, una rivelazione di quello che sarà il giorno. L’alba, Manzana, è uno dei momenti più sottovalutati nelle vite degli uomini. Dall’alba puoi capire tutto un giorno. E’ il centro di tutto il giorno, anche se è solo l’inizio. Dal cielo dell’alba leggerai i venti, dal suo colore leggerai il caldo, l’alba è un ritorno. Ci si sveglia, e si è pronti a tutto, all’alba.
  • Pensavo fossero i tramonti, i momenti romantici, Signor Capitano.
  • Infatti non è una cosa romantica. E’ un dato di fatto. Dall’alba non si torna indietro. Si può scappare di notte, ma dove ci si sveglia all’alba, è l’inizio. Non si torna indietro. Il passato resta indietro, dopo l’alba, resta attaccato alla notte. L’alba è una possibilità nuova. Capisci?
  • Poco, signor Capitano, poco. Ma quindi cosa stiamo facendo?
  • Guarda Manzana, guarda il cielo, si sta illuminando. L’alba è il momento in cui tutto inizia. E tutto inizia adesso. Io vorrei essere, all’alba, con lei. Allora mi siedo qui, e ci sono.
  • Drammaticamente romantico, signor Capitano.
  • Abbastanza, se non fosse per le tue scoregge, Manzana.
  • Scusi signor Capitano, è il pesce…
  • L’alba è il momento in cui vorrei essere su di lei. Appoggiato. A respirare.
  • Signor Capitano, come fa lei a saperlo, insomma, lei come fa a sapere che la sua donna sa che, insomma, tutta questa storia dell’alba?
  • Perchè sa che tornerò.
  • Ah
  • Torno, Manzana. Per stare con lei all’alba. Per godere di tutte le possibilità di un giorno nuovo.
  • L’amore, insomma.
  • La vita, Manzana. Le cose della vita. Il mercato, un pranzo, un letto, una passeggiata. All’alba puoi scegliere tutto.
  • L’amore, insomma, dico io.
  • L’amore non si decide, Manzana. L’amore gonfia le vele. Tu decidi dove portare la barca.
  • Pessima idea, Signor Capitano.
  • Quale, Manzana?
  • Quella di far discorsi così.
  • Non ti chiederò perchè. Ma guarda l’alba, Manzana, e decidi dove vorrai alzarti domani, alla prossima alba. Con chi, quando, e come.
  • Se rispondo, nudo, qui, magari con una puttana, rovino tutto?
  • Perchè? E’ una bella ambizione. Ma puttane a bordo non ne voglio. Quindi, sarai nudo e solo.
  • va bene, Signor Capitano.
  • Vedi, basta scegliere.

Wallace si era alzato, e stava tornando verso le cabine.

  • Signor Capitano, ma se non fossi capace di scegliere?
  • Rischi di non arrivare al porto, Manzana, se non decidi di navigare nel vento. Niente di male. E’ pieno di barche che non arrivano ad ormeggiarsi.
  • Ah, meno male.
  • Per questo tu fai il mozzo di sicurezza, e io il Capitano.
  • Vero anche questo.

L’alba aveva illuminato il cielo, di rosso, sconfiggendo il nero, dava l’idea di un giorno caldo, con del vento, si sarebbe detto guardando le nubi a Nord, e con un sole piacevole. Un giorno perfetto per arrivare in porto, aveva pensato Wallace.

Quante cose dice un’alba.

Molte più di un tramonto.

 

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