Canzone delle Acque Blu

Una canzone, è facile come una poesia. È facile da scrivere, come le poesie. Meno da leggere, o da cantare, addirittura.
Per questo scrivo racconti, la poesia, è arte superiore. Vuole, la poesia, una musa. Una ragione, un perchè.
La canzone, almeno, é più ignorante. Vuole solo il ritmo e un sognatore, un cantante, si direbbe, a cantarla. Poi la musica, uno può deciderla anche al momento.
Ecco, la musica io non la ho ancora decisa. Ma per dignità, solo per quella, ho pensato di scrivere una canzone. Che le poesie, tra Muse e metriche ostiche, non ne vogliamo, per ora.
Così, complice un gabbiano, che ho chiamato Gaetano, che sta su un comignolo, proprio alle spalle di una parabola arrugginita dalla salsedine, ho scritto una canzone. Non ho pretese di cantarla a un grande pubblico, la lascio qui a memoria.

Pieno è il sole, di quando ci alziamo.
Il caldo sulla pelle, le lenzuola ormai bollenti, fresca l'aria del mattino,
( qui manca un pezzo di strofa perchè l'unica rima che mi viene è con pompino, ma credetemi, distrugge la poesia della canzone).

Pieno è il cielo, guardato dal terrazzo, mentre stropicciati dalla notte, facciamo colazione.
Pieno il mattino, pieno il sapore del vento, pieno il silenzio, di una canzone.

Andiamo spediti, soldati affannati, correndo verso il mare, quello del mattino, di acque blu

(Qui ci vorrebbe un ritornello, ma niente, sarà che sono stanco, sarà la salsedine, ma niente).

Piena la vita, di uomini sudati, nel mezzogiorno di caldo bollente,
Piena la vita, di passi strusciati in mezzo alla gente.

Pieno del mare, degli scogli, del vento
( no davvero vuoi fare una rima con contento/Sorrento/ lo siento?)

Non sono capace di dire quando sono felice,
Ma ho imparato a capire quando ringraziare.
E quando ringrazio, guarda caso, c'è sempre di mezzo il mare.

Del rosmarino, dei pini marittimi, del sole e del vento,
(Ancora rime?)

Del pomeriggio, dell'acqua, del vino, del tramonto.

Io sono pieno.

Pieno è meno che felice, secondo voi,
Che insegnate la felicità, in giro.

Pieno per me, è felice, in un modo atroce.
Delizioso, dolce, tremendo, felice. Pieno.

Io sono pieno di cose semplici, che poi puoi trovare nel mare,
A levante, nelle acque blu.

Pieno.

Pieno di cose così, mi sono sentito di scrivere una canzone, che poi ho capito che io sono bravo sui racconti, più che sulle canzoni.
Però sono pieno, che assomiglia, tremendamente a felice.

Allora ho diritto di scrivere una canzone.
Che tanto la canto seduto sul mio terrazzo, a un gabbiano che per dovere di metrica ho chiamato Gaetano, e che suppongo sia completamente indifferente alle mie canzoni. E alla mia felicità

Fottuti gabbiani

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