Culo vs Tette (quello che gli uomini additano)

In un bellissimo film di qualche anno fa, What Women Want, un machissimo Mel Gibson riusciva a sentire quello che le donne pensavano, cosa che sul lavoro, a letto e a casa era risultata estremamente positiva. La grande verità di quella simpatica pellicola è che non si riesce molto a capirsi, tra di noi uomini e donne di questa disperata generazione, e sarebbe un sogno comune capirsi di più, capirsi meglio, capirsi anche solo un po’.

Ora, io faccio già moltissima fatica a capire me medesimo, figurarsi se posso anche solo pensare di poter capire coloro che mi siedono a fianco, che siano donne o uomini, ma è anche vero che pare utile provare almeno ad interessarsi a cosa la persona che ti guarda stia provando.

Siamo talmente lontani, nel ritmo, che quando ci si trova bene a letto o a tavola, si parla di chimica. C’è una chimica pazzesca tra noi.

Solo perchè scopiamo bene.

Solo perchè ordiniamo la tartare di tonno uguale.

Tonno e pompini non sono indicatori di affinità, ma noi ci accontentiamo parecchio.

Seduto sul mio scoglio, un punto di osservazione eccellente, che mi consente di dominare sia il mare sia la pineta, osservavo le donne. Quando sei adolescente aspetti l’estate, l’esplosione di costumi da bagno, per celebrare la fortuna di essere uomo.

Quando cresci come me, l’estate è quel dramma di calli sui talloni, alluci rovinati, vistose dimenticanze nella depilazione se non pericolose ricrescite al pube, comparse appena di fianco a costumi troppo piccoli, odori molesti, ciabatte degne di una piscina in Ucraina, e così via.

E’ stata una giornata lunga, di bagni, di acqua, di pensieri, di ragionamenti, di bagni ancora, di nuotate, di silenzio.

Ho pensato alla vita, al mondo, e a un certo punto, anche alla questione dell’eterna lotta tra tette e culo.

Cosa guardano gli uomini? Come lo guardano? Cosa vogliono gli uomini?

Dato che le donne se lo chiedono ( qui), me lo sono chiesto anche io, da osservatore esterno.

La cosa stupenda delle donne è che se lo chiedono davvero, in numerosi forum, e si danno anche le risposte. Cioè non chiedono a un uomo, o a un campione di uomini, chiedono alle amiche. E si rispondo tra loro.

Capisci perchè il mondo non avrà mai una reale parità dei sessi? Passiamo del tempo a immaginare cosa pensano splendide creature che passano il tempo a immaginare cosa pensiamo noi, dandosi da sole delle risposte. E’ una catena rotta.

Da loro.

Cosa guardano gli uomini nelle donne? Cosa davvero vogliono?

Gli uomini guardano tutto. Smentiamo la leggenda che vede l’uomo come una preistorica creatura che mira a guardare solo parti del corpo riconducibili alla riproduzione.

Soprattutto perchè l’atto riproduttivo, ormai, è simulabile con quasi tutte le parti del corpo. C’è gente che si scopa i piedi, la schiena, le gambe. Mi sento molto solo a pensare a una donna che si fa scopare i piedi, ma sembra che io sia una minoranza, tradizionalista.

L’uomo guarda tutto, ma si sofferma dove prevede che le sue mani provino più giovamento nel fermarsi.

L’uomo guarda gli occhi, il sorriso, le caviglie, i piedi, le mani, ma pianifica di soffermarsi più tempo su tette, culo e apparato ginecologico. Per questo è sopravvissuto ai dinosauri e sopravviverà a molte specie di uccelli. Perchè capisce dove infilarsi, per riprodursi.

E’ scienza, non maschilismo. Il guardarvi le tette è scienza.

Fatta questa doverosa premessa, le due grandi scuole di pensiero dividono gli uomini in Culisti e Tettisti.

Il Tettismo è un errore di gioventù che fanno molti. E’ stato anche un mio errore. Per un paio di tette sopra la quarta, ho annullato rivoluzioni, saltato lezioni, limonato scaldabagni sudaticci, compromesso il mio ego. C’è anche chi collega il tutto al rapporto con la madre. L’analisi freudiana e le tette sono una facile unione. Falsa. Io toccavo tette per la mia spericolata ricerca della perfezione. Ero girato verso il futuro, non verso il passato.

Io avrei dato tutti i miei averi per una quarta autosostenuta, con capezzolo chiaro.

Il resto, dai 13 anni fino quasi a ieri, era una visione sfuocata della realtà.

Il Tettismo è un movimento democratico di uomini che consente a donne grasse, con tette grosse per via del grasso, di avere una vita sessuale. E consente agli uomini di ambire a facili obbiettivi, perchè le donne quando si sentono brutte cedono più facilmente. Per questo esistono le abbuffate di mezzanotte. Per mantenere l’adipe di donne che cederanno più facilmente a uomini disposti a compromesso estetico in favore di orgoglio riproduttivo.

 

Il Tettismo Radicale, quello che rifiuta il seno rifatto, è una deriva ortodossa, sempre più rara. Anche perchè ormai un paio di tette nuove di zecca sembrano essere diventate un bene di scambio comune tra le donne che hanno partorito e il loro orgoglio femminile.

Sforno uno o due figli, mi commisero per il mio impianto mammario, mi sparo due tette nuove is the new black.

Il Culismo, l’adorazione del culo delle donne, la sublimazione della schiena e del femore come parentesi, scrigno di una vita migliore, è un movimento molto più numeroso, ma anche molto più radicale e raffinato.

Un bel culo è molto meno opinabile di un bel paio di tette. Un bel paio di tette è una questione molto personale. Un bel culo è, oggettivamente, una questione dimensionale, fisica (nel senso di reggere alla gravità), e molto pratica.

Molti Tettisti, superata l’adolescenza, diventano Culisti.

E’ successo anche a me.

E’ anche una questione geofisica. Le tette, per quanto siano una aperta sfida alla fisica fin da tenera età, a un certo punto cedono al mondo e alle sue leggi. Cadendo, scomparendo, risucchiate nel vortice di maternità dilanianti, crollando lente come monumenti romani, senza nessuna Sovraintendenza a tutelarle.

Il culo, se mantenuto come si può fare con una vettura d’epoca può rimanere un elemento distintivo.

E l’uomo, crescendo, diventa culista.

Non avrebbe mai accettato una pecorina senza lo strizzare forte di un seno in forma, si ritrova ad accontentarsi di artigliare una schiena inarcata. Perchè è un essere lucido ed informato. L’uomo che diventa culista.

Se proprio dovessimo saltare a conclusioni avventate, investire nel culo, per mantenerlo tonico, sembra essere la decisione migliore e più ragionevole.

E’ anche vero che, purtroppo, invecchiando, l’uomo sviluppa una forma di giudizio artistico molto complesso, e inizia a vedere il quadro nella sua totalità.

E’ in questo momento che un bel culo scompare drammaticamente dietro a un cerottino per i calli, venduto per trasparente, ma che diventa una cosa visibile a diversi kilometri di distanza.

E’ in questo momento che il porro peloso sulla spalla sinistra diventa un semaforo rosso per la riproduzione, e i nostri peni sono incredibilmente rispettosi del codice stradale del sesso.

Guardando quattro giovani donne, arroccate su uno scoglio a pochi passi da me, ho notato, questo per farvi capire: infradito carine, curati i piedi. Una con le Vans, potrei sposarla, ma con vistosi fantasmini. Costumi da bagno sexy, piacevolmente colorati, che portavano discreti culi, uno dei quattro addirittura bello. Seni al vento, perchè sugli scogli si sta a tette all’aria. Una aveva una predilezione per succhiare le ciliege, che prendeva da un sacchetto di carta, sputando i semi con forza. Non potrei mai pensare di infilare la lingua dove tu sputi con forza dei semi. Mi ricordi il camionista slavo che dorme sotto casa mia con il camion parcheggiato quanto l’Ortomercato è chiuso.

Non potrei mai scoparti tenendoti i piedi, sapendo che sono stati infilati in dei fantasmini bianchi di spugna.

Anche se, oggettivamente, porti in giro un gran bel culo.

Il corpo invecchia. Questo fa male a tutti. Cadono pezzi, verso la terra sotto la quale saremo sepolti, e più lottiamo, più ci rendiamo ridicoli.

Fa ridere il non accettarsi di uomini che si tingono come di donne che si tirano pezzi di pelle per attirare palle.

Ecco, forse il segreto è questo: dopo una certa età le donne sono davvero belle se smettono di lottare contro il tempo che passa, e iniziano ad accompagnarlo.

E’ la cosa migliore che si possa augurare a una donna. Essere capace di accompagnare il tempo, e di non combatterlo ferocemente. Perchè quella che vi sembra una battaglia, è una scaramuccia dall’esito certo.

Il tempo vince sempre.

Insomma, portate in giro i vostri culi e le vostre tette, senza troppo farci attenzione. C’è sicuramente un uomo che, per qualche ragione, vi amerà alla follia.

C’è sempre un uomo che, per fortuna, come me noterà la piccola dimenticanza nel depilarsi o il cerottino per i calli.

Uomini come me, difatti, restano soli sugli scogli.

E’ un destino crudele, quello di amare la bellezza.

Ma è ancora più crudele quell’idea di combattere il tempo, che dona bellezza sempre.

Tre riflessioni epistemologiche per concludere:

Meglio un bel libro giallo che una donna con i cerotti per i calli

Meglio un bel sorriso di un etto e mezzo di botulino

E, l’ultima, la più importante, viva la figa

 

Perchè quello rimane sempre il centro. Abbellite le periferie, ma noi vogliamo vivere in centro!

 

Surf It, Life is a perfect Ass!

 

 

2 pensieri su “Culo vs Tette (quello che gli uomini additano)

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