Cicale a luglio 

A un certo punto, stufo di sentire storie su Eleonora che non hanno nemmeno un vago fondo di verità, ho dovuto smettere di uscire. Ho deciso una notte, stremato, davvero, di non uscire. Niente pasticcieria del corso al mattino, niente pranzo davanti al Duomo, magari qualche fuga appena fuori città dove nessuno ci ha conosciuto e visto, niente cene in centro.

Sembrava il mondo non avesse altro di cui parlare. Eleonora e la sua scomoda verità.

La verità di Eleonora non la conosco nemmeno io, a dirla tutta.

Si. Sono stato innamorato di Eleonora. Lo sono stato. Lo sono. 

Volete sapere come è andata? No, non come mi sono innamorato di Eleonora. Quella è una storia banale. Ogni uomo ha avuto Eleonora nella sua vita. Magari un altro nome. Ma la stessa persona. 

Eleonora era su un balcone, che affacciava sulla prima collina davanti alla città. Guardava distratta la foschia del tramonto. Le stavo dietro, annusando il suo profumo e ascoltando le cicale. 

Al profumo, così, non sei mai pronto. Sapeva di novità, di frutta, di cambiamento, di sesso, di poesia, di parole non dette. 

Le cicale non le avevo mai ascoltate in città.

Senza girarsi mi ha detto:

Te ne sei accorto vero che io non sono un rischio calcolato, di quelli che piacciono a te. Io sono niente per chi vuole solo prendere, io sono tutto per chi vuole anche dare.

Non sembrava una domanda. Sembrava una dichiarazione. E mi sono innamorato. Mi innamoro sempre delle dichiarazioni.

La verità è che non ho mai avuto paura di lei. La mia prima volta. Esiste una Eleonora nella vita di ciascuno di voi. I più fortunati ci costruiscono intorno una vita. Quelli come me, ci provano.

Le cicale, mi ricordano il mare, la sabbia e il caldo. Ho scoperto di adorare la musica delle cicale. Per quello che mi fa venire in mente. Avete in mente quel rumore cigolante che viene dalle siepi e dai faggi? È lo stesso che viene dai pini marittimi quando cerchi un nascondiglio per il caldo, e ascolti il sudore scivolarti sulla schiena, goccia grosse, e il mare sullo sfondo. Cicale.

Passami la mano sul seno, dice.

Lo faccio.

Perché vivi sospeso tra i tuoi pensieri e il cinismo? Togliti quegli occhi tristi, scopami, ridi con me e di me, piangi quando avrò bisogno di piangere io, consolami, mangia spaghetti alle vongole con me, discutiamo di politica e lamentati del colore delle mie mutandine. Ti va?

Secondo me non devi esagerare Eleonora. Così mi innamoro.

E così è stato. A dire il vero non mi sono mai lamentato del colore delle mutandine. Ed ero curioso di vedere il mondo con i suoi occhi. Avrei voluto dirle di stare tranquilla, di non prendere medicine, che il dolore si cura anche con il tempo e il tempo si coltiva con l’amore. 

Secondo me Eleonora è andata in Sud America.

Dicono che sia scappata. Raccontano di suo marito come di un santo, raccontano storie su di lei e sui suoi lunghi capelli scuri. Dicono che sia una stupida.

Ho smesso di ascoltarli perché mi ferivano.

Eravamo nudi una sera di luglio, la finestra aperta sulle cicale e sul caldo. E respiravamo di quei respiri lunghi che si fanno dopo l’amore, quasi per continuarlo. E lei mi ha detto: forse vado al mare. Me ne vado. Vado da mia sorella. Qualche giorno.

Non partire, le ho risposto.

Ho bisogno di meditare e di pensare.

Puoi farlo qui. 

Non con te. Voglio andare via per un po’.

Tornerai? 

Non lo so.

Eleonora non partire. Se non sai dove tornare.

Io sono una donna. So sempre dove tornare. È che noi non abbiamo il coraggio di partire. 

Parti per non tornare. Lo stai facendo.

Le cicale sembravano impazzire. Ci assomigliamo, io e le cicale.

Non serve a niente ma te lo dico lo stesso. Ti amo stupido uomo.

Me ne ero accorto.

Allora lasciami partire.

È che odio le fini. Quanto adoro gli inizi. È un mio limite.

Ti amo non è mai una fine e partire non è mai un abbandono. 

Cose difficili da capire.

Così è andata.

Non esco più per questo. Odio ascoltare storie su una fuga che non è una fuga. E odio saperlo solo io. 

Responsabilità così grandi vanno annegate in mare e cicale.

Domani vado al mare. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...