L’ultima volta che ti ho amato

Non posso farci nulla, sento il cuore che mi esplode. Parte dalla testa, dietro all’occhio sinistro, arriva fino alle caviglie, mentre l’aria fredda mi batte in faccia, le guance gelate, il naso che respira a fatica.

Mentre guido perdo il senso delle cose, perdo cognizione di come sto, di cosa vorrei essere, di cosa ho perso, di cosa vorrei. Forse, pensavo, guido per questo. Forse viaggio anche per questo.

La vita mi corregge, ultimamente. Mi spinge, mi strattona, per parlarmi, forse.

Io sbaglio per primo, questo è un pregio. Poi scrivo, oppure rido, oppure bevo. Raramente faccio altro.

Anche così, esattamente così come sono, vado bene. Dice la vita.

Il vento, non saprei se si tratta di Maestrale, o semplice dannato vento di terra, mi sbatte il freddo sulla faccia.
Riesco a fare pensieri corti, brevi, piccoli, immagini, come se mi addormentassi proprio mentre guido.

Sento il cuore che mi esplode.

Ho fatto queste strade milioni di volte. Ho voglia di rifarle ancora. Questo è bene. A momenti la bellezza mi blocca il respiro. Le persiane azzurre, sui mattoni marroni, con il sole, le finestre, ragionevolmente, che guardano tutte il mare. Le palme, il rosmarino. La mia, triste, felicità, che si consola, rotolando verso Sud. Metto insieme pensieri piccoli, naturali. Mi viene facile, poi li dimentico sotto la luna piena, che prova a farsi spazio tra le nuvole.

Io sono quello che dopo le due di notte ragiona meglio sulla vita. Per questo, vado a letto molto prima. Mi piace lasciare in disordine le cose, sperando che il vento in faccia le metta in ordine.

Io sono quello che porta nel cuore due immensi amori. Amo un bambino, a volte lo vorrei ritrovare piccolo, a volte non riesco ad aspettare che cresca. Amo una donna. A volte avrei voluto poterla incontrare prima. A volte vorrei aspettare, per poterla incontrare con calma.

Io sono quello che osserva il passare del tempo, mi danno del cinico. Ma sono un cliente di questo bar, uno dei tanti, che resta a guardare chi entra e chi esce.

Non lasciare che il tempo ti fotta, odiandomi. Questo va detto. Io ho smesso, di farmi fottere dal tempo.

Ogni tanto, ultimamente, mi esplode il cuore. Ma a quanto pare, si può vivere benissimo con le pareti del cuore dipinte di nuovo.

L’importante è decidere bene il colore.

Perchè ogni mattina, bisogna smettere di chiedersi quando sia stata l’ultima volta che hai amato.

E, fidati di me, lo sto facendo adesso, chiederti come si faccia ad amare così tanto!

 

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