Ayrton

Ho preso casa qualche anno fa in un posto remoto e difficile da raggiungere, lontano dai miei vizi e dalle mie paure, vicino, attaccato, al mare, poco frequentato. Credo sia il posto più bello che mi sia capitato di vedere, per questo ho deciso di abitarlo.

Tecnicamente non ho comprato nulla, la mia casa inizia agli angoli del pareo di cotone rosso, bucato e scolorito, e finisce dentro al mare.

Ci sono dei gatti randagi, non amo i gatti, loro non amano me, stiamo in una convivenza diffidente. Io non porto pesce per loro, ma nemmeno problemi. Questo basta.

Ci sono i turisti, ovviamente. Arrivano stanchi morti per la camminata, sparano foto, scappano verso la trattoria più vicina.

Che ha le persiane delle finestre che si aprono direttamente dentro al mare.

Poi c’è Ayrton.

E’ un pino marittimo.

Non sono in grado di stabilirne l’età, nemmeno lo stato di salute. So che c’è da quando ci sono io.

Ayrton non ha pretese di far figli, di seminare, di colonizzare, di fiorire, di fare tutte quelle cose che gli uomini e gli alberi da frutto di solito fanno.

Sta semplicemente lì, sul punto più estremo, vicino a delle rocce. Il tronco piegato, credo dal vento, gli aghi verdi, qualche ramo spoglio.

E’ una pianta pacifica.

Ho nascosto nel suo tronco le cose importanti di cui volevo liberarmi.

La collana di una fidanzata, il braccialetto di mia madre, un libro, due tappi di vino di una festa, un orologio regalato che ho subito odiato.

Un quaderno, brutto, a quadretti, con scritte delle cose, belle, in corsivo.

Ayrton è lì.

Sa di avere un ruolo per me. Eppure io non faccio nulla per lui.

A volte passano dei mesi, senza che io vada lì, senza che io torni a casa.

Un giorno, è una promessa, comprerò una delle piccole rimesse dei pescatori, e la abiterò, con un tavolo, una branda e nient’altro.

La più vicina ad Ayrton.

I pini marittimi hanno questa cosa bella, rispetto agli altri alberi, di esser capaci di tollerare grandi tempeste, pur di stare di fronte al mare, di esser semplici, di esser forti, di non avere inverni.

Sto facendo un piccolo zaino, quest’anno appena passato ha chiesto molta pazienza, per portare delle cose da mettere nel tronco. Non ho mai controllato se, effettivamente, ci siano ancora le cose che ho messo con gli anni. Non mi interessa.

Ne devo mettere parecchie.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...