Una

7 Set

Una nenia, dolce buonanotte, una musica apparentemente conosciuta, un motivo famigliare, in sottofondo.

Una figura nella penombra, appena scoperta dalla tenda, che rimbalza nel vento.

Una sigaretta, due mani, l’ultima, la migliore, la brace che brucia, luce.

L’assonanza di due destini, la paura di sapere, già adesso, di dover comunque imbastire un finale.

Le cose che succedono di notte, lei che le ricorda tutte, lui che ne ricorda

una

sola.

E io che, niente scusate davvero, volevo scrivere una barricata. Una roba alla Baricco, punteggiatura, accenni, freddezza. Così per passare il tempo, mentre scarico la posta, indegnamente alle 22.43.

Non sono sicuro di reggere, ma non sono nemmeno così checca da mollare.

Nel limbo, come la figura nella penombra, di continuare a spingere, non mollare, ma sentire decisamente la forza affievolirsi.

Ero in un cortile, era quasi sera, con la menta, le ortiche, la lavanda e il rosmarino, uno di quei piccoli orti ritagliati all’ingresso dei capannoni, quasi per scusarsi dei capannoni, delle periferie, della mortalità di questi posti.
Fumavo insieme a un uomo. Parlavamo di affari. Al tramonto. Io troppo stanco anche per tornare a casa, lui che osservava con la coda dell’occhio la segretaria mentre usciva. Riconosco il guizzo, il lampo, l’accensione degli occhi dei cacciatori.

E rido.

Io lavoro, no, non come un negro. Come un esercito di negri.

I negri hanno l’esercito?

Poi scrivo, di notte, mi divincolo in una trama che certe notti mi sembra chiarissima, certe notti mi sembra di non averla nemmeno scritta io. Scrivere una cosa lunga, seria, con i crismi, è un’esperienza magica.

Come lavorare così tanto, guadagnare così poco.

Son convinto.

Sono esperienze magiche davvero.

Mi ci vorrebbe una donna.

Penso.

Mentre cammino verso la macchina.

Che mi aspetti a casa.

Pausa. Guida. Tangenziale. Traffico.

Scendo le scale correndo e scegliendo la musica. Non amo molto correre. Ma mi catapulta in una specie di stato di trance, sono un gorilla che corre scoordinato, sudato, ansimante, ma in trance. Corro facendo giri sempre diversi, ieri l’altro sono arrivato alla fine dell’aeroporto.

Osservo una coppia, lui che corre, lei in bici.

La donna che mi aspetta, dovrebbe anche seguirmi in bici mentre corro.

Perlomeno, avere una bici.

E’ notte, scrivo, lavoro, scarico mail, e osservo l’annuncio con il quale ho messo in vendita la moto.

Adoro compiangermi.

Bevendo grappa e osservando l’annuncio. Come fosse un quadro.

Resistenza, all’autunno va opposta resistenza.

 

 

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